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Scuola in libertà vigilata

settembre 29, 1999 Esposito Francesco

Storia della scuola libera
di Masano, ex statale chiusa per “razionalizzazione ministeriale”, riaperta per iniziativa di
un’associazione di genitori
e ora a rischio di chiusura per una strana denuncia al Tar…

Questa storia ha come scenario la bassa bergamasca, a poca distanza dalla cupola del santuario di Caravaggio, dove si trova Masano, una piccola frazione di 850 anime immersa nella campagna. Poche case, un bar, un’edicola, un negozio che vende di tutto e, in fondo al paese, la chiesa col centro parrocchiale. Ancora fino al 1993 il 70% dell’estensione territoriale è a terreno agricolo, il che rende impossibile ogni costruzione edilizia – sia di uso civile che artigianale, o anche la semplice ristrutturazione dei vecchi fabbricati – e impedisce un vero sviluppo della zona. Nei primi anni Ottanta, Masano registra infatti solo 2 nascite all’anno e pochissimi giovani sul territorio. Le due scuole statali locali, quella materna e quella elementare – che in un paese dove non esistono altri servizi rappresentano l’unica realtà di aggregazione – devono fare i conti con il problema dello spopolamento. Soprattutto la scuola elementare, incapace di soddisfare il numero minimo richiesto dal Ministero (75 alunni per le elementari di plesso) e quindi sotto una costante minaccia di chiusura, causa “razionalizzazione”.

A Masano nasce l’Aurora Nonostante la scuola elementare di Masano sia una scuola “di frontiera”, dove una classe può cambiare anche 14 insegnanti in un anno, e vengono inviati solo precari e supplenti di supplenti, senza laboratori, senza palestra, con una struttura che richiede urgenti lavori di manutenzione, i genitori formano subito comitati per sensibilizzare le istituzioni e riuscire ad ottenere l’annullamento del decreto di chiusura. “Senza la scuola Masano ricadrà nel buio”, si dice, o ancora “Chi verrà ad abitare in paese senza il servizio di una scuola?”. Così, dopo molte manifestazioni, numerosi ricorsi legali e ripetuti contatti con il Provveditorato, si ottiene la sospensione del decreto almeno per un anno. Nel giugno 1998 arriva però la doccia fredda: chiusura definitiva.

“Nasce proprio allora nei genitori l’idea di riunirsi in una associazione con l’obiettivo di istituire una scuola elementare e promuovere un miglioramento culturale della frazione: volevamo vivacizzare l’apprendimento e favorire il proseguimento degli studi, coinvolgendo nelle attività didattiche tutti gli abitanti, genitori e nonni” – racconta Graziella Bonacina, presidente dell’Associazione Aurora.

I soci dell’Associazione sono oggi 130, e provengono da realtà diverse: ci sono muratori, architetti, agenti di commercio, contadini. “Così, grazie anche all’aiuto dell’amministrazione comunale di Caravaggio, guidata dal sindaco Ettore Pirovano (Lega Nord, ndr) il 20 agosto 1998 apre le porte la libera scuola elementare di Masano, interamente autogestita da una cooperativa di genitori e insegnanti”.

Un popolo all’opera “La cosa singolare – prosegue Graziella Bonacina – è che tutto qui è nato da un’esigenza concreta: mancava una scuola. Poi questa esigenza, col passare del tempo, si è arricchita, e abbiamo cominciato a desiderare una scuola che non fosse più semplicemente come quella di prima – senza laboratori, senza palestra, coi calcinacci che cadevano dal soffitto. Ci siamo divisi i compiti: alcuni hanno seguito l’aspetto amministrativo-didattico; altri si sono occupati dei restauri dell’edificio per renderlo più accogliente, realizzando le opere murarie, pitturando i muri e i serramenti, sistemando i caloriferi; il comune ha rifatto l’intonaco esterno dell’edificio; e il lavoro non è ancora finito: il giardino è tuttora in fase di completamento, il nostro progetto è di attrezzare una palestra esterna, installando le porte del campo di calcio, la rete per la pallavolo e il canestro (attualmente il parroco concede un salone del centro parrocchiale che è stato adattato a palestra). Non mancano nemmeno i laboratori, tra cui un’aula computer. Tutto questo per poco meno di 50 bambini (e questo anno scolastico ha fatto registrare un aumento di dieci alunni, nonostante la natività molto bassa del territorio di Caravaggio), seguiti da cinque maestre”.

Lo statalismo guasta le feste (e la libertà) Tutto perfetto, tutto funzionale ai bisogni delle gente di un intero paese. Ma in ogni bella storia, si sa, c’è sempre un guastafeste. Stavolta ci pensano alcuni genitori della vecchia scuola elementare statale di Masano, (ma abitanti a Caravaggio) che già dall’ottobre ’98 ricorrono al Tar contro la nuova scuola, denunciando varie irregolarità, tra cui finanziamenti illeciti erogati dal Comune. Vengono pure denunciati penalmente tutti i consiglieri e il sindaco. In realtà le voci parlano di una manovra “politica”. Ci sarebbe infatti un forte risentimento delle sinistre per alcune “uscite” del sindaco leghista di Caravaggio (“È nata la prima scuola padana”). Un astio talmente forte da passare sopra la libera volontà e il gusto creativo di una intera comunità di persone. “Forse quello del sindaco non è stato il modo migliore per pubblicizzare la nostra iniziativa – commentano quelli dell’Aurora – Ma alla fine contano i fatti: la nostra è semplicemente una scuola, e svolge bene il suo servizio a beneficio di tutti, godendo della stima dei cittadini”. Anche di quella dello stesso distretto scolastico che ha riconosciuto il buon lavoro fatto, in collaborazione con la scuola materna statale.

A questo punto non rimane altro da fare che affidarsi al buon senso del Tar: il primo pronunciamento è previsto per il 2 dicembre 1999.

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