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Scuola di polizia

settembre 29, 1999 Zottarelli Maurizio

Il ministro aveva avvertito: la parità richiederà maggiori e più rigorosi controlli. E con l’inizio dell’anno scolastico dal ministero delle Finanze è partita una direttiva ad hoc per dettare le modalità dei controlli a tappeto cui dovranno esser sottoposti gli istituti non statali. Così la parità sarà compiuta: alle statali i fondi destinati alle famiglie povere e alle scuole non statali un trattamento da evasore fiscale

È ricominciato l’anno scolastico, il primo della nuova era della raggiunta “parità scolastica”. E, in attesa che la parità sia approvata anche alla Camera, per festeggiarla a modo suo il ministero delle Finanze è andato oltre dedicando alle scuole non statali non solo pari attenzione, ma addirittura superiore, se non speciale, rispetto a quella normalmente concentrata sulle scuole di stato. All’inizio del mese, è stata, infatti, pubblicata una guida normativa sulle “normative di controllo” speciali da dedicare alle scuole private: una sorta di vademecum per il finanziere modello che debba controllare una scuola non statale, con tanto di scheda di verifica finale per assicurarsi di non aver tralasciato niente.

La teoria del blitz Innanzitutto, l’incursione deve essere fulminea e improvvisa in modo da non lasciar scampo al nemico. “Si ritiene opportuno evidenziare – si legge nelle prime righe del documento – che, per la categoria di contribuenti che forma oggetto della presente metodologia, potrebbe rivelarsi particolarmente proficuo sfruttare l’effetto sorpresa”. E perché il blitz riesca al meglio “si ritiene opportuno preparare ed eseguire l’accesso con la massima precisione, curando in particolare “l’individuazione completa dei locali utilizzati dalla scuola; l’avvio contemporaneo dell’accesso nei vari locali, in caso di più locali ubicati in luoghi diversi; la scelta dell’orario per l’effettuazione dell‘accesso, che dovrebbe privilegiare le ore di maggior intensità dell’attività: ad esempio, il pomeriggio per le lezioni private”.

Preso possesso della scuola si passa agli interrogatori: “Sarà opportuno procedere a verbalizzare apposite richieste ai docenti presenti e le relative risposte” su compensi e tempi di pagamento. Quindi, si procede con il sequestro di documenti “sollecitandone una pronta consegna ed accompagnando il personale dell’impresa nei luoghi di effettuazione della ricerca”: elenco dei professori con presenze e assenze, elenco degli alunni, registro dei diplomi e dei certificati rilasciati, calendario delle lezioni, elenco dei corsi, contratti, ricevute tariffari, floppy disk e ogni altro supporto magnetico fino ad “agende, appunti, corrispondenza, brogliacci”… Che tutto sia passato al setaccio.

Tutti evasori, fino a prova contraria Ma, affinché lo zelo dei solerti funzionari non venga meno, l’estensore della guida provvede a questo punto a illustrare tutti i machiavellici trucchi con cui i levantini titolari di scuole private sottraggono il tesoro dei loro lucrosi proventi al fisco del popolo italiano. Perciò, per ricostruire la tela di ragno è necessario dotarsi di ogni informazione possibile sulla struttura: permessi, disposizione, allestimento e agibilità dei locali, valutazioni su eventuali carenze, ubicazione delle atrezzature, orari e adunanze collegiali, “generalità di tutti i docenti, relativi titoli accademici”, numero di respinti e promossi…

C’è però un’autentica zona d’ombra, un lato oscuro, nell’attività degli istituti privati: i servizi secondari. Ed è lì che si nascondono i fondi neri. “Servizio mensa; somministrazione di bevande; attività sportive; attività ricreative, culturali, ludiche, turistiche” per le quali quantificare margini di utile eventualmente sottratti al controllo. In particolare sulle gite, madri di tutte le evasioni, bisogna tenere gli occhi aperti verificando le “fatture dei fornitori, contratti e corrispondenza”, “la capienza dei mezzi di trasporto adoperati e l’utilizzo di eventuali biglietti di ingresso a musei” quindi confrontare con elenchi di partecipanti, quote incassate, tariffari esposti in bacheca…

Controllerai anche nelle merende dei bambini E che dire degli asili nido e delle scuole materne? “Per tali tipologie di scuole molto spesso si ha una molteplicità di prestazioni rese contro corrispettivo specifico: pasti aggiuntivi, corsi aggiuntivi”… Un vero pozzo di san Patrizio. Per sondare il quale “può essere talvolta utile inviare ad alcuni genitori di alunni un questionario” pe(r individuare eventuali corrispettivi pagati. E perché non interrogare i genitori anche sulle feste in occasione di ricorrenze o particolari momenti? Infatti “occorre verificare se vi è stato un contributo alle spese da parte dei genitori degli alunni”.

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