Google+

Scrivevano: «Tangentopoli non è finita». Ora i vari Travaglio&Co chiederanno scusa a Del Turco?

marzo 15, 2013 Redazione

ne dissero di tutti i colori. E i garantisti che non la pensavano come i magistrati subivano gli strali di Travaglio: «Orchestrina degli assolutori»

«Un errore giudiziario sarebbe grave quanto una corruzione politica di quelle dimensioni». Lo affermava al Corriere della Sera, Luciano Violante, il 16 luglio del 2008, all’indomani dell’arresto di Ottaviano Del Turco, presidente Pd della Regione Abruzzo, accusato di corruzione dalla Procura di Pescara. La stampa italiana, a parte quella dell’area di centrodestra, sembrò avere pochi dubbi sulla colpevolezza dell’imputato.

I TITOLI DEL 2008. Per commentare la notizia, l’allora direttore dell’Unità, Antonio Padellaro, scelse un titolo lapidario: «Il sistema corruzione». Le accuse a Del Turco dovevano essere interpretate come il segno dell’esistenza di un «bubbone», scrisse. Tangentopoli era tornata. La corruzione invadeva l’Italia tutta, senza distinzioni politiche. Non passò nemmeno un giorno dall’arresto che La Repubblica di Ezio Mauro e La Stampa di Giulio Anselmi si divertirono a solleticare gli appetiti e la fantasia dei lettori, guardando il caso giudiziario con gli occhi della Procura di Pescara: «”Ecco la cupola abruzzese”», «Ottaviano tra quadri, capretti e mazzette», «Capretto patate e attorno al tavolo la Grande spartizione». E poi, passarono dal capretto alle mele: «Quella busta di soldi che diventano mele». «Quelle foto che incastrano il governatore: “prendeva i soldi, gli dava le mele”». Insieme a Padellaro, sull’Unità, intervenne Travaglio: «La legge è uguale per gli altri», titolò. L’editorialista si diceva indignato delle critiche di Silvio Berlusconi per l’arresto di un politico di alto profilo del Partito Democratico. Il giorno dopo, Sandra Amurri, sempre sull’Unità, tracciava in questo modo un ritratto di Vincenzo Angelini, il grande accusatore di Del Turco: «Di lui, chi lo conosce bene e da sempre dice che è un tipo brillante, di piacevole conversazione e dalla battuta facile». «Un uomo capace di credere sinceramente e disinteressamente nell’amicizia, che sa distinguere da rapporti di interesse dove quasi si trasforma fino a diventare sospettoso”». Egli è la «gallina dalle uova d’oro» da cui Del Turco avrebbe attinto soldi per anni. Anche L’Espresso scrisse della vicenda usando le parole del grande accusatore Angelini: «Così pagai Del Turco».Il 18, L’Unità prosegue nella critica al Pd: «Tangentopoli non è finita. E riguarda anche noi». Sul Riformista, i piddini si smarcavano da Del Turco, il 22: «Noi ex Ds diversi da Del Turco e compagni».

Anni dopo, il 13 febbraio del 2012, Travaglio definì i garantisti del caso Del Turco «orchestrina degli assolutori». E spiegò così la linea assunta da lui e da Padellaro, prima sull’Unità e poi sul Fatto Quotidiano: «Angelini ha addirittura fotografato le mazzette mentre le portava a Del Turco». Ora che la difesa dell’ex governatore abruzzese, dopo cinque lunghi anni, ha dimostrato in tribunale che quelle fotografie furono manipolate, Padellaro e Travaglio chiederanno scusa a Del Turco?

ACCUSATORI E DIFENSORI DI DEL TURCO. «Abbiamo prove decisive in questa inchiesta», sosteneva la Procura di Pescara. «Questi personaggi sono schiacciati da una valanga di prove», rincarava il tribunale, secondo cui “Del Turco e compagni” avevano «sfacciatamente» passato il tempo a esigere tangenti da Angelini. In difesa del governatore abruzzese di centrosinistra, due politici di primo piano: il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Berlusconi aveva commentato la notizia con un: «spesso i teoremi accusatori sono infondati». Cossiga pose dei dubbi sulla fondatezza delle accuse. L’Anm sostenne ancora una volta che le critiche erano «non fondate sulla conoscenza degli atti» e prese le difese dei magistrati abruzzesi. Padellaro accusò Berlusconi di essere «l’unico ad avere certezze in materia» di giustizia italiana. Qualcuno della Procura di Pescara obiettò sulla salute mentale di Cossiga. La colpa dell’ex Presidente della Repubblica era quella di aver sollevato il dubbio che l’arresto fosse  un’intimidazione nei confronti del centrosinistra, «un avvertimento “magistrale” al Pd».  Cossiga aveva ipotizzato il tentativo da parte della magistratura di far saltare gli accordi sulla giustizia che si stavano prospettando fra Berlusconi e l’allora segretario del Pd Walter Veltroni.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

2 Commenti

  1. marzio scrive:

    Tangentopoli non e’ finita.Infatti da vent’anni, dopo la “simpatica” riunione sul Britannia di Sua Maesta, con la scusa della “moralizzazione” e della “modernizzazione” hanno svenduto il patrimonio industriale pubblico italiano, hanno smantellato lo Stato sociale e hanno ridotto drasticamente la nostra sovranita’ , monetaria e non.Tangentopoli e’ stata una delle piu’ grandi prese per i fondelli della storia repubblicana, caro travaglio, ed e’ ancora in corso, purtroppo!

  2. giuliano scrive:

    lo stesso procedimento che oggi è riservato a Berlusconi-De Gtregorio accusatore e mille altri innocenti. La sinistra, che ha prodotto il disastro immane conducendo la nazione intera al baratro morale ed economico, comincia a puzzare sempre di piu’ come una piaga che va in cancrena

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana