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Scritta “No omofobia” sul piazzale del Pirellone alla vigilia del convegno sulla famiglia

ottobre 16, 2015 Redazione

Come l’altra volta, anche oggi un gruppo di 35 ragazzi ha colpito i promotori del convegno. Cattaneo: «Clima di astio quando si parla di famiglia»

omofobia-regioneQuando a gennaio con la Regione Lombardia, Tempi aveva organizzato il convegno sulla famiglia, qualche vandalo aveva pensato di insultarci scrivendo sul muro della sede della nostra redazione. Oggi, alla vigilia del nuovo convegno, il fatto si è ripetuto, questa volta sul piazzale della sede del Parlamento Lombardo.

Questo pomeriggio, 35 ragazzi hanno cercato di introdursi nella sede dell’istituzione e poi, dopo essere stati fermati dal personale di sicurezza, sono andati sul piazzale dove hanno scritto con vernice rosa: «No Omofobia».

Il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, parla di «un fatto molto grave che va condannato con fermezza. È un’azione ancora più grave se si pensa che avviene alla vigilia del Convegno sulla Famiglia organizzato domani nella nostra sede. Episodi come questi, dicono di un clima di astio quando si parla di famiglia. Qualcuno vorrebbe mettere il bavaglio e impedire un dibattito sereno su questi temi. Un fatto curioso se si pensa che spesso questi atti vili arrivano proprio da chi inneggia alla libertà di espressione».

omofobia-lombardia

 

 

 


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19 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Oh bella, ma ora diranno che sono simpatiche manifestazioni di esercizio democratico del libero pensiero (il loro).

  2. Cisco scrive:

    Come volevasi dimostrare: è il famoso “contraddittorio”, quello inventato da Brèžnev e Fidel Castro…

  3. SUSANNA ROLLI scrive:

    Cioè, famigliofobi! Sai quanti ce ne sono al mondo!!

  4. Daniele scrive:

    La lobby fascista LGBT si muove rapidamente per mettere i soliti bastoni tra le ruote e i trinaricciuti dei centri sociali via ad obbedire come pecore. Il capitale vuole vedere ovunque atomi di consumo, annientando ogni forma di comunità solidale estranea al nesso mercantile.
    Poveretti non si sono ancora accorti di essere schiavi del capitalismo!!!

    • antonio scrive:

      Sono stati i trinaricciuti ! Ah ah ah

      • Giannino Stoppani scrive:

        Non meno che geniale la definizione “trinaricciuti” per descrivere i capelloni lendinosi dei centri sociali col cervello all’ammasso.
        Guareschi avrebbe apprezzato, immagino.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Non mi pare di averti insultato dietro codesto pseudonimo…
          A meno che tu non te la sia presa perché pure tu sei un capellone lendinoso col cervello all’ammasso, e per di più sotto pseudonimo…

          • Giannino Stoppani scrive:

            Non mi pare d’averti chiesto punti chiarimenti personali.
            Anche perché se sei un capellone lendinoso col cervello all’ammasso poi mi tocca fare la profilassi.
            Hai ragione però a dirmi, come fa spesso il mio confessore, che mi dovrei vergognare…
            Anche se, insultando l’intelligenza, insulto poca roba…

            • giovanna scrive:

              “Antonio” , lascia perdere, con Giannino non ce la puoi fare, ti separano anni luce di stile, ironia, classe, intelligenza e, soprattutto, simpatia.
              Hai mai provato su di te un istante di simpatia totale, intendo nella vita reale ?
              Non credo, perché lo rifletteresti qui, invece sei di un’antipatia senza rimedio, proprio per la mancanza di esperienza personale di una simpatia su te stessa e per la mancanza di una strada, che ti auguro di trovare, per raccogliere e ridistribuire quella simpatia che ti sfugge.

        • Flavio scrive:

          Trinariciuti, con una c sola, nel senso di tre narici: per Guareschi la terza narice era quella da cui usciva il cervello dei comunisti, per far entrare le direttive del partito

  5. angelo scrive:

    poi parlano di libertà e di diritti…

  6. pippo scrive:

    punto 1, voi non state organizzando un dibattito. un dibattito è quando c’è uno scambio di opinioni. nel vostro convegno i dibattiti sono assolutamente vietati!
    punto 2, la scritta “no omofobia” non è un insulto, ma un invito civile.

    mi dispiace ma la questione è molto diversa da quando vi hanno scritto insulti.

    • Sebastiano scrive:

      Ahahahahahahah, Pippo Pippo, il punto 2) è fantastico…
      Suppongo che non avresti nulla da dire se un gruppo di buontemponi venisse a casa tua a imbrattarti i muri con codesti “inviti civili”. Immagino che saresti perfino contento…
      Cosa non vi inventate pur di arrampicarvi sugli specchi della difesa impossibile dei babbei…

  7. pippo scrive:

    Poi la fate tanto lunga per una scritta. guardate che quando i gay gridano “omofobia” in genere si sono fatti almeno un paio di giorni di ospedale perchè c’hanno preso le botte vere.

    scocciate per la scritta “no omofobia”, significa che infondo sapete che siete omofobi…

    infine, qui a roma già è successo 3 volte dalla fine dell’estate. l’intera città si risveglia imbrattata di cartelloni pubblicitari, abusivi contro i gay e le famiglie gay. rispetto una sola scritta qualche centinaio di posters incollati ai muri di tutta Roma, per ben 3 volte ,mi sembra molto più grave.
    ovviamente di quello non vi siete lamentati

    • Antonio scrive:

      Perche io dico no omofobia ! Ma anche no al razzismo verso i Terron*i presenti a milano e anche no agli insulti verso i ciellini, che sono come noi anche loro, crisbio ! E propongo uns bella gita tutti insieme alla villa che si è fatto Maroni/democrazia proletaria !

  8. Daniele scrive:

    Premesso che gli autori della scritta hanno sbagliato, sottolineo l’ipocrisia di un convegno che finge di trattare il tema della famiglia, quando in realtà il suo obiettivo è solo attaccare le unioni gay. Si ricorre, insomma, all’inflazionata strategia retorica di dire che non si è “contro” qualcosa o qualcuno – perché evidentemente pare brutto – bensì “a favore” del suo (presunto) contrario.
    Organizzare un convegno contro le unioni gay è legittimo. Apprezzerei che si avesse il coraggio e l’onestà di dichiararlo esplicitamente, anziche nascondersi dietro formule che trasudano ipocrisia e imbarazzo.

  9. Giannino Stoppani scrive:

    E’ tutta colpa di un refuso.
    I compagni arcigai sono accorsi in massa perché hanno ricevuto l’ordine di recarsi al piSellone.

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