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Scoppia la bolla dei diritti subprime nell’ora dell’austerità e del dolore. L’altra crisi (prevista da Solzenycin)

aprile 26, 2015 Luigi Amicone

Durante il viaggio inaugurale del transatlantico #lovislove sono capitate le cose più orribili. Non stiamo a elencare. Ma il Mediterraneo dei migranti principia da lì

Italy Europe Migrants

Articolo tratto dal settimanale Tempi in edicola (qui la pagina degli abbonamenti) – Barack Obama è stato primo presidente globale che ha fatto dei diritti il prodotto subprime che sta funzionando come hanno funzionato i “titoli spazzatura” della finanza. Un disastro. Personalizzare l’umano come i prodotti dell’automotive. Dichiarare che natura e tradizione sono stupro e apartheid può andar bene finché ti droghi di sentimenti e virtualità. Tutto funziona finché trionfa il tempo del benessere e del piacere. Tutto va a sbattere quando viene il tempo dell’austerità e del dolore.

Durante il viaggio inaugurale del transatlantico #loveislove, sul quale l’imbarcato mondo avrebbe dovuto unirsi sotto il segno delle bambine principe azzurro e le papesse di chiesa jovanottea («che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa»), sono capitate le cose più orribili. Non stiamo a elencare. Ma il Mediterraneo dei migranti principia da lì: dall’utopia delle primavere cinguettanti e dalla demenza di prendere a calci il formicaio maghrebino, bombardare Gheddafi, irridere chi (come Berlusconi) con il rais scese a patti anti-jihad e blocchi navali.

Adesso i gay di San Francisco sperano di andare avanti nel carnevale e hanno coniato lo spot per la continuazione di Obama in versione femminile. «Diamo il culo per Hillary». Mica male come ossessione. Ma si capisce. Fu la signora Clinton (da segretario di Stato americano) a precettare Lady Gaga per l’Europride 2011 di Roma (antichità dei latinos, ma quanto importante in chiave di sfondamento anticattolico), dove, come una volta i missionari puritani in Africa, la Gaga venne a colonizzarci col verbo Lgbt. Ma ehi!, signora Clinton, che c’entrano i diritti con i 28 milioni di dollari di donazioni che la sua fondazione ha intascato dall’Arabia Saudita? Perciò, forza Rubio o qualunque repubblicano tu sia.

Il giro di valzer sta per finire. L’iceberg è nel canale di Sicilia. La sirena del Califfato rimbomba nelle teste tagliate e nelle cattedrali abbattute. Violenza e nulla sono forze scatenate. Cinismo vagabondo e piagnucoloso di qua. Inquadrata ferocia di là. Quanti begli ammonimenti ci fece Solzenicyn prevedendo il disastro occidentale già nel 1978, parlando nel politicamente correttissimo Aeropago di Harvard. «Quanti giudizi affrettati, temerari, presuntuosi ed erronei confondono ogni giorno il cervello di lettori e ascoltatori e vi si fissano! (…) “Tutti hanno il diritto di sapere tutto”, slogan menzognero per un secolo di menzogna».

È così. Nel continuum di comunicazione in cui siamo immersi, abbiamo fatto nostra pelle l’illusione prometeica e nostro sangue la menzogna. Sia vero o no, lo posso sempre negare; sia ragionevole o no, io me ne infischio; sia male o bene, chissenefrega. «Malattia mentale del XX secolo» la chiamò il Nobel russo. «Penetrare in profondità i problemi è controindicato». Peccato. Abbiamo sbattuto. La nave affonda. Si approssima l’ora in cui insieme a uno dei tanti grandi dispensatori di violenza e di nulla, infine si ammetterà: «Ormai solo un Dio ci può salvare».

Foto Ansa/Ap

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14 Commenti

  1. Pennet scrive:

    come al solito violento,superficiale,inadeguato,penoso e patetico nelle conclusioni e per giunta mal scritto :il mel gibson degli imbrattacarte nostrani non perde occasione per starsene zitto.

  2. Marco scrive:

    Però caro Luigi sembri un po’ disperato. Citi Dio alla fine, come possibile salvezza ex post. Ma se chi ha incontrato Cristo si mette in trincea e grida al mondo “così ci roviniamo!” magari dice anche il vero ma non testimonia granché,e quindi non aiuta veramente. Sempre più spesso gli editoriali di Tempi sono così, amari e tristi, ormai arresi a un finale scuro. Lo dico in amicizia, non per polemic, anche perché immagino che tu non lo faccia di proposito.

  3. Raider scrive:

    Non badi ai Pennet all’arrabbiata, Direttore, il pezzo è magnifico, scritto ottimamente, lei afferma cose sottoscrivibili o in ogni caso, su cui anche chi dissente dalle nostre idee dovrebbe riflettere, se non altro, per replicare. Anche Solçenicyn, che aveva ragione e i fatti successivi lo dimostrano, fu fischiato, quel giono, a Harvard: “Tempi.it” è casa sua e la sua cortesia con gli ospiti può spingersi fino a consentire a qualcuno di loro di contestarla a domicilio in modo né minimamente civile né lontanamente argomentato: ma non sarebbe sbagliato rimuovere chi si limita a insultare, nemmeno a insultare e dopo, magari, a provare a discutere.
    Grazie e buon lavoro.

  4. Emanuele scrive:

    Caro Luigi,

    concordo con la tua analisi, ma non possiamo nascondere il fatto che i cattolici già da tempo non sanno più esprimere una classe dirigente degna di questo nome.

    Pur non mancando brave persone, queste sono sparse su decine di partiti, incapaci di collaborare e più attente alle logiche di partito e al mantenimento della poltrona che ai loro principi (la votazione sul divorzio breve ne è un esempio palese).

    La Chiesa poi ha definitivamente abdicato ad ogni residuo di potere temporale, trasformando la pastorale in un’accoglienza vuota che non può più nè giudicare né consigliare. Per le opere, deve prima controllare di non urtare la sensibilità di qualcuno, così poi si finisce per non fare niente di “rivoluzionario “. Tante belle analisi, ma fatti ben pochi.

    E quelli che le opere vogliono ancora farle, li si lasciano isolati ed emarginati… oppure si guardano con sospetto e si commissariano, come i Francescani dell’Immacolata, colpevoli di praticare la povertà non solo a parole e di dire la messa in latino…

    …Ma dove vogliamo andare?

    • Marco scrive:

      Già , dove vogliamo andare ? Ma l’Italia non ha già avuto classi “dirigenti” cattoliche ? Mi sembra proprio di si. I risultati sono evidenti oppure … È colpa di qualcun altro o dipende da altri fattori ? Ha mai sentito parlare di un certo Andreotti o era un marziano ?? Secondo lei una classe dirigente cattolica e’ condizione necessaria e sufficiente per un buon governo oppure è la fonte ovvero il popolo che costituisce la base di partenza ? Dopo 70 anni di “25 aprili” sbaglio o siamo ancora alle boldrine ? Eppure di cattolici ne abbiamo visti in tutte le salse bianche, rosse, rosa, verdi ecc.

  5. Emanuele scrive:

    …Beh, non possiamo ridurre tutta la storia del dopoguerra agli errori di Andreotti che, se ben ricordo è morto innocente… anche se, voglio precisare, Andreotti non mi stava particolarmente simpatico.

    Comunque se l’Italia diventò l’ottava potenza economica al mondo e se evitò di entrare nell’orbita sovietica, pur avendo il partito comunista più forte al mondo nei paesi democratici, qualche merito dobbiamo darlo anche ai cattolici. …

  6. Pallo scrive:

    Direttore …. Obama, Hillary anche i Gay di San Francisco che gentaglia ….. E noi che avevamo l’unico illuminato unto dal Signore sua maesta SILVIO lo abbiamo trattato così male !!!!

    Cioe Lei cita tra i possibili responsabili dei gravi problemi attuali i gay (ladygaga !?!?) e non spende nemmeno una parola per le amministrazioni Bush che sono state deleterie creando dei danni enormi soprattutto dal questo alto dell’oceano ?

    Rimango sempre più stupito da questa rivista

    • Raider scrive:

      Di Bush si è discusso e lo si è maledetto e lo si continua a maledire qui e fuori di qui, ma trova ovunque ache gente che lo difende, io fra questi: e si può toranre a polemizzare, ma i danni innescati da Obama con le “primavere arabe” non sono meno degni di esecrazione dirette al Premio Nobel sulla fiducia, mentre le invettive continue e su scala globale sarebbero di gran lunga più meritate: e non è così, perché Obama è l’immagine epidermica stessa del cambiamento.
      Lo stesso per B., che si è convertito a nozze gay e jus soli e perciò, non è giusto continuare a lamentarsene ancora, laddove gli fu imposto dall’opinione pubblica antropologicamente superiore anche all’interese nazionale e dai media che lo esecravano per conto di Carlo De Benedetti e Scalfari l’intervento contro la Libia: di cui, ora, gli stessi che ce lo hanno spinto lo accusano con la stessa disinvoltura e mancanza di coerenza che non stupisce più su nessuna rivista e quotidiano su carta o on line, dibattio televisivo, talk-sow.
      Infine, i “gravi problemi attuali” non sono attribuiti alla responsabilità dei gay né da Amicone né da Solçenicyn: ma l’opinione sul gender, sui nozze a adozioni gay di questa rivista è nota: e in effetti, stupisce che, nel coro a voci spiegate dei media che accettano i diktat del Pensiero Unico, ci sia chi non si attiene allo spartito. Ma è meglio così per tutti.

      • Helvetius scrive:

        A me sembra che il pensiero unico c’è l’abbiamo i cattolici, soprattutto quando vogliono imporlo agli altri

        • helvetius scrive:

          Maledetto correttore, “ce l’abbiano”

          • Raider scrive:

            Le sue impressioni sono sbagliate,anche se non la dissuaderà da convizioni così radicate, a chi à meno suggestionabile di lei basterà il ddl Scalfar8 per rendersi conto che il regime a Pensiero Unico è una realtà in atto: è vero, malauguratamente per lei, non è solo una sua impressione, il ddl Scalfar( èsempre in lista d’attesa, ma non lascia dubbi neppure a impressioni che fossero meno superficiali o unilaterali delle sue: e non le sembrerà e neppure ci crederà, ma quando i cattolici voglio tacere pubblicamente, non gli si vuole permettere neppure questo.

            • Raider scrive:

              Le sue impressioni sono sbagliate: e anche se non la dissuaderà da convizioni così radicate, a chi è meno suggestionabile di lei basterà il ddl Scalfar8 per rendersi conto che il regime a Pensiero Unico è una realtà in atto: è vero – malauguratamente per lei, non è solo una sua impressione -, il ddl Scalfar8 è sempre in lista d’attesa, ma non lascia dubbi neppure a impressioni che fossero meno superficiali o unilaterali delle sue: e non le sembrerà e neppure ci crederà, ma quando i cattolici voglio tacere pubblicamente, non gli si vuole permettere neppure questo.

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