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S’avanza la junta judicial e come nel ’92 i giornali le fanno strada

ottobre 21, 2012 Renato Farina

Che diritto ha Ilda Boccassini di indurre dal suo ottimo lavoro su un caso, una generalizzazione delegittimante per chi ha avuto la maggioranza dei voti dei cittadini?

Arrivano a cavallo, rimbomba nelle crape italiane il rumore di zoccoli orientali. Ma non sono i cosacchi e neanche i mongoli. Sono i cavalieri togati, la magistratura unna e visigota. Come i dissennatori della saga di Harry Potter, non uccidono, ma espiantano le anime, le confinano nel limbo sbrodolento dove si spengono fiamme di passioni e di malizie, si sciacquano le braci in melasse tiepide.

Come vedete Boris Godunov si riscopre zar ribelle e poeta. Non è roba nuova. Qualcuno ricorda? Boris sette giorni fa vagheggiò la venuta in Italia della junta judicial. Il passaggio dalla sia pur imperfetta democrazia parlamentare alla demokratija russo-sovietica d’acciaio e diamante, dove il potere guida el pueblo educandolo con manette e giudizi morali. Insomma: l’avvento del Regno della Volontà Generale teorizzata da Rousseau, dove siede in trono il pensiero unico di magistratura, mass media, e finanza padrona dei mass media e alla fine dell’opinione pubblica. Non è un complotto, ma la realtà dei rapporti di forza fotografabile da qualunque mente sincera. Si noti. La magistratura fustiga e si consente l’esercizio del sacerdozio morale e della filosofia politica. Ad essa si aggiunge l’avallo dei massimi giornalisti. Come ha scritto Gad Lerner: “Un’altra Tangentopoli”, forse peggio. Ovvio: ci sono i ladri, ora come allora. Ma ci sono anche i giornali che appoggiano, ora come allora, l’azzeramento della democrazia in nome della vera democrazia pulita. Finirà come per il ’92-’94? Si fecero macerie e si sparse sangue, con la benedizione dei maîtres à penser. Allora Paolo Mieli fu il leader dei direttori che stesero tappeti rossi ai vari pool dei Di Pietro, Borrelli e Davigo. Dopo qualche anno confessò di aver gravemente sbagliato. Il problema è che c’è una specie di sindrome italiana che è la coazione a ripetere, la storia ciclica, i corsi e ricorsi.

Ad esempio. Boris ha appena letto Sergio Romano sulla prima pagina del Corriere della Sera (11 ottobre) col titolo: “Un sospetto intollerabile”. Il-sospetto-intollerabile è uno solo per lui e per il Corriere: l’inquinamento della democrazia e della Regione Lombardia da parte della ’ndrangheta. Per Boris ce n’è un altro di pericolo. E cioè che per purificare la democrazia dall’inquinamento della ’ndrangheta (un eletto su ottanta!) si imponga una democrazia dove a scegliere tutti gli ottanta consiglieri più il governatore sia la magistratura. Una cosa che c’entra con la demokratija ma non con la democrazia. Perché tutto di colpo? Perché improvvisamente tutti i cannoni dei Palazzi di Giustizia di ogni parte d’Italia, preparati da opportuni lanci di agenzia e di intercettazioni, si girano dalla stessa parte e sparano all’unisono contro le Regioni? Come mai qualsiasi procuratore aggiunto di Milano e dintorni punta nel medesimo istante qualunque cosa o persona si muova vicino a Formigoni?

Qui non si sta difendendo nessun comportamento criminale. Tantomeno la ’ndrangheta, che Iddio la strafulmini. Ilda Boccassini ha dalla sua pacchi di intercettazioni e accertamenti, oltre che una dirittura di cui diede prova difendendo Falcone dagli attacchi dei colleghi in tempi non sospetti. Ma che diritto ha di indurre dal suo ottimo lavoro su un caso, una generalizzazione delegittimante per chi ha avuto la maggioranza dei voti dei cittadini? La magistratura deve stare attenta a non scambiare la Dike (dea della Giustizia) con Nike (la divina Vittoria) che non a caso è una multinazionale…

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4 Commenti

  1. Bud Spencer scrive:

    Non si può escludere a priori che esista un disegno per ridimensionare le regioni, ma se tu continui a fornire montagne di pretesti a chi ti vuol far fuori e gli permetti opportunisticamente di avere il lusso di scegliere dove andare a pescare il marcio hai voglia di prendertela con i “giudici comunisti”. Meno ruberie e malversazioni, per piacere.

  2. Terence Hill scrive:

    a me fa senso che ragazzini di 15 anni che si dicono contenti d’aver trovato amici ciellini, vengono poi plagiati da gente che scrive robe così schifose

  3. pikassopablo scrive:

    ma Renato Farina è quel renato farina detto betulla radiato dall’ordine perchè prese del denaro dai servizi segreti per pubblicare notizie false su un tal giornale detto Libero? è lo stesso renato farina che ha avuto il coraggio da coniglio di assumersi la responsablità di certe minchiate scritte pareva da un tal detto sallusti una volta che questo è stato condannato in via definitva?? ahahahahaha, ridicoli, siete ridicoli

  4. Falco scrive:

    Il buon Governo di Formigoni, purtroppo, sta pagando il pegno di troppo asservimento acritico del PDL (Formigoni meno di tanti altri) per troppi anni al padre padrone Silvio Berlusconi e alle condizioni che lui poneva: dalla Minetti a Zambetti, dal bunga-bunga alle leggi ad personam
    Certi personaggi alla Daccò, inoltre, era meglio evitarli. E’ troppo facile per i detrattori ora spandere fango.
    Detto questo è assolutamente vero: il partito mediatico-giudiziario sta favorendo il potere finanziario-tecnocratico per eliminare le Regioni e favorire un nuovo centralismo tecno-burocratico.
    E’ chiaro che caduto Berlusca si doveva far cadere Formigoni, ed è chiaro che ora è il momento propizio per togliere potere alle Regioni. Si stanno concentrando adesso quando molti altarini (o nel caso di Formigoni presunti tali) potevano essere alzati da parecchio tempo: le intercettazioni di Zambetti risalgono al marzo 2011, le foto di Formigoni sulla barca di Daccò circolavano da una vita e non mi si venga a dire che nessuno sapeva di quello che combinava Fiorito & C.
    Con un Parlamento delegittimato e le Regioni delegittimate governeranno sempre di più i tecnici su mandato di Bruxelles e del FMI. Il welfare sarà sempre di più massacrato e non ci sarà più chi lo gestirà a livello locale, ma solo centralisticamente secondo i parametri del fiscal-compact.
    Questa mattina alla radio si parlava di Draghi Presidente della Repubblica, Monti Presidente del Consiglio, la BCE di nuovo nelle mani dei tedeschi. C’è bisogno di altre prove?

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