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Se la satira di Crozza diventa predicazione ateo-qualunquista

ottobre 19, 2015 Alfredo Mantovano

Le sue gag più recenti si concentrano su un obiettivo: la Chiesa e i cattolici. Non sarebbe male ricordargli certe parole di papa Francesco

crozza-papa-francescoArticolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Da tempo nell’appuntamento settimanale su La7 Maurizio Crozza dilata lo spazio della predicazione: lo fa con mestiere e senza strappi, ma supera con sempre maggiore frequenza la linea di confine fra la satira e la trasmissione di messaggi che vanno oltre la semplice presa in giro. Se un giorno decidesse, seguendo le orme di un altro guitto, genovese come lui, di lanciare un movimento politico, sarebbe già avanti col lavoro e gli farebbe una bella concorrenza sul fronte del qualunquismo. Colpisce indiscriminatamente tutti i partiti, e questo gli conferisce un’aura di imparzialità; ogni tanto ha qualche pesante caduta di stile, come è stato per i marò: ma sono gli incerti della professione.

La sua più recente omiletica si concentra però su un obiettivo: la Chiesa e i cattolici; in parallelo al rilancio della legislazione pro gender. Venerdì scorso ha alzato il tiro: non tanto per la consueta scenetta di papa Francesco, da lui interpretato, che vorrebbe tanto realizzare le aperture più ardite e invece viene contrastato dai cardinali retrivi e corrotti; è un déjà vu, che nell’ultima puntata è stato accompagnato da una schiera di sacerdoti, tutti omosessuali e tutti pronti a domandare al Papa di benedire le nozze gay, anche fra di loro. Imperdibile lo spunto offerto qualche giorno prima dal coming out del prete polacco.

Crozza ha alzato il tiro perché, con un’operazione di manipolazione culturale da manuale, ha ricordato che la Bibbia condanna gli atti omosessuali, quasi a esordire che in fondo la Chiesa fa il suo onesto lavoro quando invita a rispettare quel che è scritto nel testo sacro. Subito dopo, però, ha mostrato brani della Scrittura che esortano a punire con la lapidazione la disobbedienza del figlio verso il padre, o che sanzionano pesantemente chi si ciba di carne di maiale. Ergo: come questi precetti sono superati da millenni, alla stessa maniera è per quello che censura la pratica dell’omosessualità.

La dialettica Papa-cardinali è scontata: l’esagerazione ci sta. Qui c’è di più: c’è lo sforzo di far perdere credibilità alla Sacra Scrittura. Quel che meraviglia è l’assenza di reazioni; non sarebbe stato male, nel rispetto della libertà di opinione, e quindi anche del diritto di satira, che in tanti si fosse messo qualche puntino sulle “i”. Per dire che la Bibbia è qualcosa di delicato e di complesso, da maneggiare con cura; che non sta bene mettere sullo stesso piano frasi estrapolate dal Vecchio Testamento e legate in modo stretto al contesto temporale di alcuni suoi libri, come l’Esodo, e insegnamenti che appartengono alla tradizione ininterrotta della Chiesa, poiché si fondano su dati naturali, come la riprovazione morale degli atti omosessuali; che la Sacra Scrittura è qualcosa a cui una parte di italiani tiene ancora, e come il senso civico si ribella se si prende un frammento di Costituzione e le si dà un significato diverso da quello dell’intero articolo e dell’interpretazione giurisprudenziale, così il senso religioso, e prima il buon senso, non gradiscono la distorsione di quel che ha un profondo valore spirituale.

Crozza, come ogni guitto à la page, conosce quali sono i limiti da non superare. Guai a evocare reazioni anche solo verbalmente violente, ma sarebbe bello che il genovese ancora comico ricordasse che il vecchio detto “scherza con i fanti e lascia stare i santi” era una pillola di saggezza perché fondato sul rispetto dell’altro, prima ancora che del sacro. Ancora più bello sarebbe se i cattolici italiani non lasciassero scivolare tutto come acqua sul marmo: la discriminazione si basa sull’intolleranza, e quando l’intolleranza è in senso lato culturale e punta in alto, poi non ci si deve meravigliare se le ricadute si traducono in discriminazioni.

È stato proprio Francesco, non la sua caricatura, a dirci nel modo più diretto che se qualcuno rivolge una parolaccia a sua madre gli risponde col pugno. Non è un invito alla rissa, è ovvio; solo a essere svegli e a non farsi mettere i piedi sopra, soprattutto quando è in gioco qualcosa di più importante delle nostre persone.


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25 Commenti

  1. Jens scrive:

    Crozza l’ho sempre stimato in tutto e per tutto. Quando ho visto cosa ha tirato fuori sulla storia del gender, però non ho potuto non ammettere che ha pisciato fuori dal vaso. Non lo sto difendendo, ma credo che qui si tratti di semplice ignoranza: probabilmente, se si rendesse conto di quello che sta dicendo, chiederebbe pubblicamente scusa.

    • Jens scrive:

      Mah, io Crozza continuo a guardarlo tranquillamente per tutti i personaggi che imita: da Formigoni a Berlusconi, Verdini, Renzi, Ferrero… passando naturalmente per Iotin Cook, general manager della Inc. Cool 8!!
      Aspetto impazientemente il ritorno di Razzi e Kazzenger!

    • Alberto scrive:

      A Crozza non interessa proprio niente di ciò che è morale, la moralità se la costruisce secondo la sua ideologia.
      Può essere un comico apprezzabile in molti casi…ma non cercate di grattare la superficie per trovare valori.
      Lui è pagato per dire alcune cose e le dice volentieri perché le pensa.
      Altrimenti non le direbbe: sceglierebbe di dire altro e riuscirebbe lo stesso, perché sa essere comico.

  2. GD scrive:

    La satira è superficiale per forza, non si può chiedere che svisceri in profondità le cose.
    La satira, per questo, può anche stancare o non attrarre particolarmente (e questo è il mio caso).
    Capisco che la militanza possa indurre a volersi vedere accerchiati; è un richiamo alla compattezza delle proprie fila e da sempre l’enfasi della minaccia esterna è strategica.
    La storia che vedo raccontata è quella del pensiero unico, che poi, sviluppata, vuol dire: chi non la pensa come noi cattolici militanti è vittima di un plagio colossale di cui nemmeno si accorge.
    C’è un virtuosismo dialettico in questo, come dire che chi non si schiera esattamente non conta nulla, e i ‘pensieri unici’ sarebbero quindi due.
    Io,per me, penso invece che non ci sia nessuna guerra da combattere, ma invece il solito lavoro di usare la propria testa. Crozza, come ogni buon comico, usa le suggestioni superficiali della cronaca per far ridere, e questo è il suo lavoro.

    • robert scrive:

      Paolab cita un teologo luterano e GD, lo stesso giorno , cita un teologo luterano.
      Paolab parla di sindrome di accerchiamento dei cattolici e GD, il giorno dopo , parla di sindrome di accerchiamento dei cattolici.
      Non sarà invece che siamo accerchiati da troll ?
      Troll pecoroni.

  3. SUSANNA ROLLI scrive:

    Allora, Signor Crozza, -se vuole può rispondermi-
    a quando la satira su Maometto?, che so io, in stile Charlie?
    Prossimamente?
    Mi faccia sapere appena avrà deciso la data.
    La ringrazio, vivamente.

    • Sebastiano scrive:

      Sua’, ho provato a risponderti ma la Redazione mi sta castigando.
      Sarà perché ho detto che a Crozza interessa più il suo di.di.etro…

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Seba’, so ‘gnuranta
        che vordì di.di.etro?

        • Sebastiano scrive:

          A Susa’, togli i punti, no?

          • SUSANNA ROLLI scrive:

            @ A Seba
            No, quello l’avevo capito, non riesco a capire perchè a lui interesserebbe il didietro, forse il posto di lavoro, la poltrona?
            Scusami, ma se mi risponderai ancora guadagnerai altri 1000 punti: ai 2000 c’è un microonde in omaggio!

            • Sebastiano scrive:

              Susà, hai mai visto Crozza, paludato da imam o infagottato in un burqa, indaffarato a sbertucciare l’islam per come tratta donne e omosessuali? Di argomenti ne avrebbe a quintalate, ma se ne sta bello lontano. Molto più semplice (e salutare) sbeffeggiare il vaticano e dintorni (quelli mica sparano).
              E’ la classica vigliaccheria della satira sinistrese nostrana. Eretta a nuovo idolo, intoccabile per definizione qualunque cosa dica ma ben attenta a non dire certe cose su altrettanto certissimi figuri.
              Tutti in fila a sbraitare “je suis Charlie”, ma pronti a diventare smemorati alla velocità della luce appena scoppiano i primi mortaretti. Mica scemi…

              p.s.: per il microonde ti mando l’indirizzo :-)))

              • SUSANNA ROLLI scrive:

                Verissimo!, l’ho postato anche io sopra il 19 ottobre!!, in senso ironico, ovviamente!
                Ciao!

  4. Antonio scrive:

    bah, ci hanno provato invano balordi e beceri molto piu’ influenti di robaccia come te e crozza

  5. Pier scrive:

    Crozza come tanti altri,comici e non, all’inizio della loro carriera fanno le meretrici con tutto e tutti. Sono inizialmente qualunquisti gli va bene tutto pur di lavorare. Poi quando iniziano a far successo e nessuno può negare che qualcosa lo sanno fare Crozza per primo diventano “altro”. Chi la butta sul filosofico-moralista chi sull’irriverente senza frontiere, chi si ritaglia un spazio comodo nei talk-show e così via. Poi se in questo ci mettiamo che la componente che appoggia da sempre negli ultimi 30 anni in Rai e Mediaset sia legata ad ambienti piuttosto etichettabili come di sinistra o quello che volete voi allora il gioco è fatto. Chi ha più di 50 anni come come non tener presente i coetanei che da punk anarchici sono diventati pubblicitari o dirigenti in qualche Multinazionale? E quelli di Lotta Continua e simili molti lavorano nell’ambiente editoriale o in aziende che solo 30 anni prima avrebbero preso a molotov? Il mondo è anche questi. Crozza e Co. fanno parte del grande brodo televisivo che non porta da nessuna parte.

  6. Avandero scrive:

    Una notizia che, certamente, Crozza non gradirà (e, come lui non gradiranno tutti coloro che fanno satira spietata) : c’è un girone dell’inferno (sì, sì : l’inferno esiste ; il guaio è che ne abbiamo conferma quando les jeux sont faits ) dove tutti coloro che ritengono di essere tre metri sopra il cielo e, quindi autorizzati a sbeffeggiare, infangare, e ridicolizzare tutta l’umanità subiranno una sorte neanche paragonabile a quella che essi riservano alle loro vittime.
    C’è anche una pena supplementare : quella di scoprire, alla fine, che il tormentatore è lo stesso spirito che ci gratificava con il plauso e con l’esortazione a continuare .

  7. Daniele scrive:

    “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” è un detto sciocco e antiquato: in una società moderna, laica e democratica come la nostra si può legittimamente scherzare anche coi santi.
    E qundo il papa ha detto che “se qualcuno rivolge una parolaccia a sua madre gli risponde col pugno”, ha perso un’occasione per tacere. Come molte altre volte, del resto.

    • yoyo scrive:

      Credo che il 2015 abbia invece accuratamente dimostrato che certa satira danneggia seriamente tutti e non è di nessuna utilita. Solo uno stupido può pensare di insultare qualunque cosa, perché prima o poi assaggera le conseguenze da parte di qualcuno che non ci tiene affatto a vedere svilire le cose che ama, e magari non si limita solo alla fiaccolata di protesta.

      • Daniele scrive:

        Quel qualcuno sbaglia. Ed è lui che deve piegarsi ed accettare le regole della democrazia, non è la democrazia che deve autolimitarsi per paura di urtare qualcuno.

        • yoyo scrive:

          A me sembra si stia giocando a chi la spara più grossa. Chi ci rimette sono le persone normali.

        • Sebastiano scrive:

          E com’è che vi incacchiate come jene se qualcuno prende per i fondelli gli arcigai? Non è più democrazia? O chiamate la chiamate “democrazia” solo quando coincide con lo sbertucciamento degli altri?
          E com’è che la vostra “democrazia”, pur in presenza degli stessi argomenti e pur avendo materiale a iosa, evita accuratamente di sbeffeggiare islam e dintorni?
          Sarà mica un po’ vigliacca?

    • antonellaxy scrive:

      E come mai ti sei incavolata come una iena , quando hanno riportato le barzellette sui comunisti della Germania Est, che poi risalgono a decenni fa e pure di un altro paese ?
      Eh, eh, xyzwk, qui si predica bene e razzola male ! :-)

  8. Matteo Bassi scrive:

    Ma cosa ci si può aspettare da uno che per vivere sfotte praticamente tutti?Crozza è un sottoprodotto della televisione di massa. Un tempo i buffoni di corte mangiavano gli avanzi del re (come era giusto che fosse,infatti un maniscalco aveva ben più valore per un regno in quanto aveva un utilità…) Oggi il mondo è capovolto,un pisquano che corre dietro a una palla, senza un effettiva utilità tranne dar sfogo a gente che magari si fa accoltellare per vederlo, prende milionate di euro,champagne e girls a go go.Un infermiere , un ricercatore , un dottore che salva delle vite o contribuisce a rendere le nostre vite più ricche come un insegnante non ha un grande valore.E il problema siamo noi che li rendiamo più importanti di quanto non siano questi personaggi perciò quando vedete uno spazzino, sappiate che è mille volte più utile di Crozza e spegnete la tv che ci sta portando alla rovina! Distinti saluti

  9. Matteo Bassi scrive:

    Un camionista, che è la spina dorsale del nostro paese come in qualsiasi altro del resto,è considerato quasi a priori un rozzo e zotico,un agricoltore o un pastore idem pensiero.Và cambiata questa impostazione mentale illogica! Per quanto riguarda l’articolo sarebbe sufficiente far leggere al caro Crozza la lettera di Paolo ai romani riguardo all’ orientamento sessuale.E altresi’ consigliargli la lettura di Matteo riguardo alla dieta. “Non ciò che entra dalla bocca è peccato,ma ciò che vi può uscire…” Il vangelo dovrebbe essere il testo prioritario di un cristiano,non certo la bibbia che è complementare per i testi sacri di altre confessioni,mentre per i cattolici è una congiunzione ma leggendola al fianco del vangelo,comprendi che son due libri completamente diversi..quasi antitetici.Ciao Crozza torna nel paese delle meraviglie

  10. Matteo Bassi scrive:

    Quindi se la chiesa persegue il suo dogma non potrà aprire al gender perchè è in totale antitesi.Ma senz’altro aprirà alle singole persone siano etero o omosessuali,divorziate ecc nella comunione perchè Dio è il Dio di tutti! Chiaramente se ci credete in Dio,se non ci credete che ve ne frega della chiesa? Ma non aspettatevi un clero che dà il beneplacido all’ aborto,al matrimonio tra omosessuali o altro,perchè non sarebbe più chiesa,in quanto minerebbe i suoi fondamenti.Personalmente credo che ambiti come i sopracitati siano a totale appannaggio della politica e della costituzione, che pare intenzionato a allargare giustamente i diritti.Ma non rompete le scatole alla chiesa.Lei è questo.Prendere o lasciare.

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