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Sarkozy perde ma non è ancora fuori dai giochi, Hollande vince e Le Pen trionfa

aprile 23, 2012 Redazione

Il socialista Hollande ha vinto con due punti di scarto sul presidente in carica Sarkozy. Al ballottaggio lo sfidante è in vantaggio di 12 punti percentuali.

Francois Hollande è in testa (28,44%) ma Nicolas Sarkozy (27,05%) non è ancora finito. L’unica previsione azzeccata dei malandati sondaggisti francesi è stata proprio quella sui due punti di distacco al primo turno delle presidenziali a favore del socialista. Per il resto, tutto sbagliato, dallo storico e imprevisto boom dell’estrema destra, per la prima volta vicina al 20% con Marine Le Pen (18,27%), al tanto temuto astensionismo, che invece non c’è stato. Al ballottaggio, Hollande si presenta nettamente favorito, con un sondaggio che mantiene invariato rispetto alla vigilia del primo turno l’orientamento per il secondo: 56% per il socialista, 44% per il presidente in carica. Un secondo sondaggio è più sfumato, con il 18% di indecisi (Ansa).

I francesi hanno capito che era meglio non andare in vacanza, sono rimasti a casa e soprattutto sono andati a votare all’80 per cento, il secondo miglior risultato degli ultimi anni. Dopo cinque anni tutti in salita, Sarkozy ha pagato il malessere generato dalla crisi e un atteggiamento “poco solenne” per un presidente, che lui stesso ha ammesso di aver avuto. L’antisarkozysmo ha vinto e dal 31 per cento del 2007 il presidente è sceso al 26-27. Il suo avversario, Hollande, ha ottenuto il miglior risultato per un socialista dal 1988, ha due punti in più dell’avversario e il suo atteggiamento pacato e “normale” ha convinto pur senza dimostrarsi travolgente. In molti erano scettici: si era passato nel giro di pochi mesi da un candidato della gauche prestigioso come Dominique Strauss-Kahn, che aveva ricoperto cariche di grande responsabilità, al modesto funzionario di partito. Ma Hollande ce l’ha fatta e parte in vantaggio per il ballottaggio del 6 maggio che potrebbe mettere fine a 17 anni di destra all’Eliseo ma che si annuncia apertissimo (Ansa).

Fin da questa sera, ha avuto la garanzia dei voti di Melenchon (Front de gauche), di Eva Joly (Europe Ecologie) e di Philippe Potou (Nuovo partito anticapitalista). Sarkozy ha incassato il colpo, alle 19 ha riunito tutti i ministri all’Eliseo per decidere la strategia, poi è arrivato davanti ai fedelissimi riuniti sorridente: «Propongo tre dibattiti», ha bluffato, sapendo che Hollande non avrebbe mai accettato. Ma ha fatto capire che darà battaglia, guardando soprattutto ai temi cari all’estrema destra perché là, nei forzieri del Fronte nazionale, c’è il “tesoretto” di voti che potrebbe salvarlo. Ed è Marine Le Pen, la figlia del padrone e fondatore del Fronte nazionale, a festeggiare più di tutti questa sera a Parigi. Raggiante, è andata a stappare champagne con i suoi: all’esordio ha superato il padre dando l’impressione che, nonostante la durezza di alcuni temi sia rimasta tale e quale (dall’immigrazione alla xenofobia), l’atteggiamento più morbido abbia pagato e che in qualche modo sia riuscita a “sdoganare” il Fronte. I sondaggisti le avevano attribuito quattro punti meno della realtà, affibbiandole il ruolo di competitor dell’uomo dell’ultrasinistra, Jean-Luc Melenchon, che invece era sovrastimato di tre-quattro punti ed è finito all’11,05%. Questa situazione imprevista complica i calcoli e le trattative per il secondo turno: Sarkozy puà sperare, sulla carta, su una percentuale consistente di voti del Fronte da poter conquistare, ma dovrà orientare a destra la sua campagna (AnsaSar).

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2 Commenti

  1. taddei francesco scrive:

    il fatto che un partito così ottenga un quinto dei voti potrebbe significare che alcuni elettori si sentono inascoltati dai partiti tradizionali. i temi di questo elettorato non vanno liquidati con superficialità ma occorre dargli più attenzione.

  2. PAOLO DELFINI scrive:

    SONO COMPLETAMENTE D’ACCORDO CON LEI

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