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Sansonetti: «Bisignani? Nessun reato, è un golpe della magistratura»

giugno 26, 2011 Redazione

Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri ed ex direttore dell’Unità, spiega a Tempi che cosa si cela dietro all’inchiesta sulla cosiddetta P4 e su Luigi Bisignani: «Hanno trasformato Bisignani in un mostro ma non c’è reato. Alcuni magistrati affibbiano ipotesi di reato a personaggi solo per entrare in possesso di informazioni sulla politica. Perché la sinistra non dice niente?»

Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri ed ex direttore di Unità e Calabria Ora, spiega a Tempi che cosa si cela sotto l’inchiesta su Luigi Bisignani e la cosiddetta P4: «Ha ragione Alfano: non c’è reato. Questa è l’ormai solita tecnica di alcuni settori della magistratura che affibbiano ipotesi di reato a personaggi solo per avere informazioni sulla politica. Se tutto questo fosse successo 20 o 30 anni fa saremmo qui a parlare di golpe. E’ una violazione della democrazia intollerabile. Ci vuole una legge contro le intercettazioni. Io sono di sinistra e non capisco perché il mio mondo non si alzi in piedi per dire “basta”».

Su Stampa, Corriere della Sera, Repubblica e Fatto Quotidiano escono decine e decine di pagine di intercettazioni riguardanti le conversazioni tra Luigi Bisignani e diversi politici, soprattutto del Pdl. Ieri il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto che però non c’è ombra di reato.

Mi pone una domanda che io ho fatto a tutti sul Riformista: come si fa a svolgere un’inchiesta in assenza di reato? Qui la colpa al massimo è di chiacchierare troppo ma non mi sembra che sia contemplata nel codice penale. Di tutta questa vicenda mi colpisce molto il fatto che si è creato un mostro. Da giovane mi avevano insegnato che questo era un grande pericolo del giornalismo e che doveva essere sventato. Che cosa ha fatto di male Luigi Bisignani? Non lo sa nessuno, eppure l’hanno trasformato in un mostro.

Se non c’è reato, perché si pubblicano tutte queste intercettazioni? Anche Massimo D’Alema ha detto che non è un bel vedere.

E’ molto semplice. Questa è l’ormai solita tecnica di alcuni settori della magistratura che trovano personaggi che sono in relazione con il mondo politico e imprenditoriale, gli affibbiano un’ipotesi di reato e la usano per entrare in possesso di informazioni sulla politica. Se tutto questo fosse successo 20 o 30 anni fa, saremmo qui a parlare di golpe. E’ una violazione della democrazia intollerabile. Alcuni personaggi della magistratura hanno un potere illimitato sulle persone e ripeto che ha ragione Alfano: le discussioni private pubblicate sui giornali in questi giorni non hanno alcuna rilevanza penale.

Oggi, nel suo editoriale sul Foglio, Giuliano Ferrara si chiede perché Stampa, Corriere della Sera e Repubblica si siano allineati in questo modo e continuino a pubblicare spazzatura.

Chi dice che il giornalismo sta male si sbaglia: è proprio morto. Tutte le democrazie occidentali, a causa della globalizzazione, si trovano in difficoltà ma l’Italia è messa peggio degli altri paesi perché il giornalismo è deceduto. I quotidiani pubblicano cose demenziali, hanno totalmente rinunciato alla capacità critica e si sono sottomessi alla magistratura.

E il dovere di informazione?

Siccome il dovere di informazione esiste e in parte potrebbe riguardare le intercettazioni, è evidente che il mondo politico deve subito fare una legge che proibisca di pubblicarle. Le conversazioni private e il mondo politico devono essere protetti, soprattutto quando non c’è ombra di rilevanza penale.

La sua posizione non è molto in voga oggi.

E questa cosa mi stupisce moltissimo. Io sono di sinistra e questa, che è una tipica battaglia di sinistra, non è appoggiata da nessuno o quasi del mio mondo. La lotta contro il golpismo è di sinistra, il primo a denunciare che i carabinieri spiavano i politici è stato Scalfari. E fu denunciato perché lo scrisse senza portare prove. Però aveva ragione. Oggi invece chi spia un politico, lo può dichiarare pubblicamente e si vanta anche. Io mi chiedo: ma com’è possibile che così poca gente a sinistra si alzi in piedi per dire “basta”?

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