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San Raffaele. Formigoni: «Accuse dettate da ignoranza. Non un centesimo dissipato»

gennaio 26, 2013 Redazione

Secondo il Corriere della Sera, il governatore sarebbe indagato per corruzione anche per l’ospedale fondato da don Verzé. Lui replica: «C’è già stato un processo e io non sono stato coinvolto»

Il presidente della Regione Lombardia sarebbe indagato per corruzione anche «in rapporto ai consistenti finanziamenti pubblici erogati negli anni dal Pirellone all’ospedale San Raffaele». Per lo meno ne è convinto il Corriere della Sera, che oggi, in un articolo a firma di Luigi Ferrarella, riporta le tesi degli inquirenti, i pm milanesi Greco, Pedio, Pastore, Ruta. Il governatore stesso, al contrario, fino a oggi non ne sapeva nulla. Arrivato questa mattina in Tribunale a Milano per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha detto ai giornalisti: «Se questa notizia è vera, è stato commesso un reato perché è stata informata la stampa e non sono stato informato io».

NON SOLDI MA BENEFIT. Da Ferrarella e dal Corriere si apprende che secondo la Procura il corruttore sarebbe ancora una volta Piero Daccò. I famosi «benefit ipotizzati come tangenti a Formigoni», infatti, non sarebbero stati pagati solo con le provvigioni versate al lobbista dalla Fondazioni Maugeri, ma anche con parte di quei 7-8 milioni di euro incassati dal San Raffaele, per i quali Daccò è stato già condannato in ottobre a 10 anni con rito abbreviato (concorso in bancarotta).

INTERROGATORI E PERIZIE. A convincere i magistrati a iscrivere il governatore della Lombardia nel registro degli indagati sono stati – sempre secondo Ferrarella – «due indicatori». Il primo sono i non meglio dettagliati «interrogatori di almeno due dirigenti regionali» in tema di remunerazione delle funzioni non tariffabili, ovvero i bonus extra riconosciuti dal Pirellone agli ospedali per attività d’eccellenza, bonus assegnati «in base a 30 parametri che per definizione lasciano ampia discrezionalità» (ancora Ferrarella).
Il secondo «indicatore» è la relazione preliminare di Maurizio Bracchi, «consulente tecnico dei pm sulle delibere dei finanziamenti regionali nell’era Formigoni 1995-2010». Bracchi avrebbe infatti rilevato nei provvedimenti «profili di anomalia amministrativa».

LA RELAZIONE BRACCHI. Nella relazione consegnata alla Procura di Milano (e arrivata puntualmente anche al Corriere della Sera), il consulente «addita come, “per tutti gli atti deliberativi concernenti il riparto dei compensi per le funzioni non tariffate, l’attività istruttoria” della Regione “appare non congruamente formalizzata”». Ferrarella è in grado di fare un paio di esempi, sempre tratti dal documento di Bracchi. Primo esempio: un criterio indicato per l’assegnazione al San Raffaele di fondi per funzioni non tariffabili era «la numerosità della casistica», ma questa numerosità secondo il perito è in pratica «un elemento oggi ignoto»; cosa che «non depone certamente a favore dell’imparzialità dell’azione amministrativa, soprattutto se l’esito della procedura presenta l’evidente squilibrio in favore di uno degli operatori, nella fattispecie l’Ospedale San Raffaele». Secondo esempio. Nel 2003, «l’assegnazione di questi ultimi finanziamenti, in larghissima misura finiti nelle casse dell’Ospedale San Raffaele, viene dalla Giunta regionale deliberata sulla scorta di criteri puntualmente enunciati nella propria deliberazione, ma della cui applicazione concreta ai fini della designazione dei beneficiari non viene dato conto».

«NON HANNO CAPITO NULLA». Fin qui la versione di Ferrarella. O meglio: dei magistrati. Quanto a Formigoni, l’accusato non risulta essere stato interpellato dal Corriere. Ma stamattina ha ribadito ai cronisti che «non un reato è stato commesso, non un centesimo di denaro pubblico è stato dissipato. Nessuno può dire che non è vero. Il processo sul San Raffaele è stato già celebrato e io non sono stato coinvolto». E nel merito delle “anomalie” segnalate ai pm dal perito Bracchi il governatore replica: «Se leggete l’articolo, la cosa è chiara: questo famoso consulente non ha capito nulla e non è con l’ignoranza che si possono sollevare accuse».

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10 Commenti

  1. pikassopablo scrive:

    ma cosa mai vorranno queste toghe comuniste? in Lombardia va tutto bene, madama la marchesa, non esiste la corruzione e soprattutto la mafia non si è mai infiltrata nel pirellone. punto. e allora è inamissibile che si indaghi su Firmigoni, persona per bene e di specchiata sobrietà, che non ha mai avuto a che fare con tangenti e con firme false. punto. amen.

    • Charlie scrive:

      Sputtanare Formigoni, cioè il PDL in vista delle elezioni.

      Anche perché con lo scandalo della banca Monte dei Paschi di Siena in corso, scandalo enorme, certo e conclamato coinvolgente i compagnucci senesi e nazionali, bisogna pure gettare fango sugli avversari per distogliere l’attenzione dai casi seri.

      Inoltre, se è vero che la corruzione ha coinvolto individualmente numerosi esponenti del Consiglio Regionale Lombardo, tra cui Penati (PD) per una voragine di soldi pubblici buttati, questa non ha mai intaccato le deliberazioni della Giunta lombarda.

      Però, anche oggi Vendola a Milano dipinge Formigoni e la sua giunta come una cricca di mafiosi, lui che è stato assolto a fine ottobre 2012 dagli illeciti sulla sanità di cui doveva discolparsi dal giudice delle udienze preliminari amica di sua sorella, tale Susanna De Felice, nonché amica di suoi carissimi amici.

      Accusa a cui il Celeste farebbe bene rispondere ancora per le rime, come fece la prima volta in cui venne pubblicamente attaccato dal venditore di fumo pugliese.

      I pm che sostennero l’accusa contro Nichi Vendola, Digeronimo e Bretone, hanno scritto una lettera alla Procura di Bari, ottenendo sostegno dai loro colleghi, per chiedere che si faccia chiarezza sull’assoluzione, perché secondo loro l’amicizia del giudice con la sorella del governatore pugliese avrebbe dovuto condurre il magistrato a rinunciare al giudizio.

      Lettera che sarà finita in qualche cassetto o in un cestino.

      Ti piace essere assolto facile, vero Nichi ?

      • Giava scrive:

        …e con ciò? Quindi se altri rubano, corrompono o sono disonesti, ciò è accettabile anche per un sedicente cristiano? Ma se il sale perde il suo sapore, con cosa si potrà salare il pane? Ma allora dove sono i cristiani che “sono nel mondo ma non sono del mondo”?
        Mi scusi, sig. Charlie, ma queste logiche sono infantili, non da cristiani che vogliono “cristianizzare la società con il loro esempio”!
        Io leggo “… siate perfetti come è perfetto il Padre nostro…”, “siate furbi come i serpenti ma puri come le colombe…”, “Date a Cesare…”: ma questa Parola ha ancora senso o è stata derubricata?
        Ma a lei basta che un cristiano sia disonesto al pari di altri? Le basta trovare qualcuno dall’altra parte che ha fatto le stesse cose per sentirsi con coscienza a posto?
        Come ho già detto più volte, chi fa servizio pubblico nel nome di Cristo, porta nei suoi atti la responsabilità dell’immagine di tutta la Chiesa (intesa come comunità dei fedeli), e quindi non solo dev’essere onesto, ma deve anche apparire tale.
        A mio avviso sarebbe più dignitoso presentarsi davanti ai magistrati e fornire tutti i chiarimenti dovuti, per mettere fine a questo massacro che fa solo soffrire tutti i cristiani; o (ma prego che non sia così) ammettere le proprie responsabilità ed accettarne le conseguenze, con la sicurezza che, proprio perchè ognuno di noi conosce le proprie debolezze e fragilità, si troverà sempre sostegno nei propri fratelli in Cristo.

        • Charlie scrive:

          ” … e con ciò “, che ?
          Chi ha mai detto quel che lei mi vuol far dire ?

          Perché tira fuori quelle citazioni evangeliche a vanvera ?
          Dove ha imparato a usare la logica ?

          Non ho mai pensato che Formigoni sia disonesto o ” sia disonesto al pari di altri “.
          Ho solo affermato che Vendola che lo ha criticato, dovrebbe vergognarsi e starsene zitto, perché la sua assoluzione ” puzza “.
          Eccome se ” puzza ” !

          Quindi il suo è un discorso senza capo né coda basato sul nulla.

          Altra considerazione: se Formigoni è onesto e gli scaricano addosso tonnellate di letame, come fa ad apparire onesto ?

          A me, cristiano, questo massacro non mi fa soffrire.
          A chi mi dice ” melma “, gli rispondo: ” Mangiala ! “.

          E per quel che ho capito della personalità del Celeste, penso che non ragioni molto diversamente da me.

          Comunque il dilemma mi rimane.
          Sto avendo a che fare con ” un’anima bella travestita da sciroccata ” o con ” una sciroccata travestita da anima bella “?
          Mah !

          Comunque, stanotte dormirò lo stesso.

        • Dado scrive:

          Mi spiace ma non ha capito un accidente: un Cristiano da fastidio xké onesto! Se rubasse come tutti gli altri che differenza farebbe? Sarebbe come un comunista mafioso (loro la chiamano Nomenklatura) per definizione, o ladro e basta, come un gerarca fascista (Sa di quanti ne ho sentito in testimonianza diretta?). No! Formigoni avrà sbagliato a farsi una vacanza in barca con Daccò, ma prima, prima di tutto, spariscano i ladri e mafiosi dichiarati. A proposito, quando Bersani restituirà i soldi rubati per conto suo da Penati? Perché continua a miagolare ” io non ci sto!” .
          Quando chiederà scusa per i suoi compagni che hanno spiato (si chiama Alto Tradimento, e nei paesi civili c’è l’ergastolo per questo reato) dal parlamento, a favore di una potenza nemica che aveva tra i suoi scopi l’invasione del nostro Paese? Si studia in università questo passaggio storico, e in Statale per giunta.
          Ora, invece, un Cristiano ha costruito qualcosa di buono, di bello, efficace ed efficiente, e, se qualcuno cade nella trappola mediatico-giudiziaria come un allocco, rifletta bene su di sé e si informi!

        • Dado scrive:

          Ultima cosa: i Cristiani non venivano dati ai leoni xké disonesti ma xké non adoravano l’imperatore: oggi chi è che a il potere assoluto in Italia? Questi “deve” perseguitare i Cristiani e poiché costoro sono uomini qualche erroruccio lo commetteranno no? Va in barca? Gravissimo! Rubi una banca? E no io non ci sto! Ma vaaaaaa!

  2. Enrico scrive:

    La buonafede e la correttezza di certi giudici milanesi si può dedurre da due cose:
    1) passare illegalmente informazioni a un giornale (e nessuno al solito cercherà i colpevoli);
    2) far arrivare la notizia quando Formigoni si trova in mezzo a loro, che si nascondono sornioni tra altre toghe pulite, a diferenza di loro, mentre loro se la ridono compiaciuti per la carognata commessa in nome del popolo italiano.

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