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San Martino, un santo che lega tante tradizioni gastronomiche italiane

novembre 11, 2013 Elisabetta Longo

L’11 novembre si ricorda il santo che donò il mantello a un mendicante. A lui la tradizione italiana popolare dedica molti rituali

“L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”. “Oca, castagne e vino, tieni tutto per San Martino”. “A San Martino ogni mosto diventa vino”. Sono solo alcuni dei proverbi italiani legati alla festa del Santo, che fanno capire quanto la tradizione popolare sia legata al Santo che donò il suo mantello a un povero mendicante. Considerato anche patrono dell’Arma di Fanteria dell’esercito, è uno dei primi santi non martiri della Chiesa Cattolica. Oltre a questa, lo venerano anche la Chiesa ortodossa e copta.

OCA E VINO. L’11 novembre infatti si celebra il Santo di Tours, e il dolce della festa è rappresentato proprio dalla forma del santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa colorata e zuccherini vari. Ma non solo. Con il tempo si è fatta coincidere la festa con l’arrivo del vino novello sulle tavole. Pertanto le bottiglie vengono stappate e assaggiate in questa occasione, e in molte parti di Italia si usa consumare dolcetti intinti proprio nel vino nuovo. Una delle prime leggende che ruotano intorno al Santo, fosse proprio che il vescovo Martino fosse dedito al vino, per questo è venuto poi spontaneo attribuirgli la tradizione di assaggiare il vino novello. Altra tradizione legata al Santo è quella di mangiare dell’oca, per avere poi fortuna in denaro, visto che non appena divenne vescovo, pare che Martino si sia nascosto in una stalla piena di oche, per nascondersi pieno di riluttanza ad accettare questa carica. Da tutte queste leggende, si sono fuse molte tradizioni gastronomiche italiane.

 

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