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Sala va a sinistra-sinistra e liscia il pelo ai forcaioli. Appello di Gandolfini per Parisi

giugno 14, 2016 Redazione

Basilio Rizzo si sente garantito da Gherardo Colombo, l’ultima figurina estratta da Sala per lisciare il pelo ai manipulitisti

Si avvicina il ballottaggio e Beppe Sala si sposta a sinistra. Non parla più di Renzi, si apparenta coi Radicali di Marco Cappato, dice che nella sua squadra ci saranno Emma Bonino, il dj Linus e l’ex pm Gherardo Colombo. Soprattutto, incassa il sostegno di Basilio Rizzo, leader della sinistra-sinistra di “Milano in Comune” che oggi su Repubblica, pur fingendo di non voler ancora dire di stare con Sala, fa ben capire come voterà domenica.
«So che al ballottaggio non si vota con la mente e con il cuore», dice Rizzo che plaude alla «ottima idea» di indicare in Colombo il futuro coordinatore di un osservatorio sulla trasparenza. «Il nome di Colombo – nota – era stato proposto da noi come candidato sindaco (…). Siccome Sala e Parisi si somigliano molto, una figura come Colombo garantisce tutti ed è un servizio reso alla città».

COLOMBO. Della vicenda Colombo parla anche Il Foglio facendo notare che, proprio quando gli fu proposto di candidarsi, l’ex pm di Mani Pulite rifiutò perché, disse, «non mi riconosco nella sola sinistra». Cosa farà questo (possibile? probabile? fantasmagorico?) comitato per la trasparenza e la legalità non è ancora chiaro. Il punto, nota giustamente il Foglio, è il messaggio politico che si vuol mandare e a chi si vuol lisciare il pelo. «Non è detto che un Comitato per la legalità sia essenziale, ma come segnale elettorale il messaggio di Sala arriva diritto all’obiettivo. L’obiettivo sono le svariate sfumature di forcaiolismo di una certa sinistra milanese: quella che Colombo lo voleva sindaco, appunto, che a Mr. Expo ha fatto la guerra ai tempi delle primarie e che ora ha la sua foglia di fico identitaria da votare».

PARISI. Che dice il candidato del centrodestra Stefano Parisi? Pone un problema di metodo: la legalità, ha detto, «deve essere un fattore fisiologico e ordinario nel Comune, non una cosa straordinaria, e deve essere garantita con strumenti ordinari. Non abbiamo bisogno di supermagistrati. Questo vale per il controllo della pubblica amministrazione, di cui mi faccio responsabile in prima persona, ma anche per la legalità diffusa». Come ha fatto notare l’ex sindaco Gabriele Albertini, oggi nella lista Parisi, «in nove anni di governo di Milano abbiamo fatto il triplo degli appalti della giunta Pisapia, senza mai un avviso di garanzia. Seicento aziende sono state estromesse grazie ai patti di integrità che chiunque volesse partecipare a una gara doveva sottoscrivere».

GANDOLFINI. Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore dei due ultimi Family Day, è tornato a ribadire il suo sostegno al candidato del centrodestra: «Speciale attenzione alle famiglie, soprattutto indigenti e numerose e patto educativo scuola/famiglia sono principi qualificanti l’azione del popolo del Family Day, che ritroviamo con grande soddisfazione nella dichiarazione del candidato sindaco Parisi. Le famiglie del F.D. sosterranno solo chi avrà mostrato una chiara discontinuità con la Giunta uscente, votata ad una ideologia inconciliabile con i nostri principi e valori. Lanciamo quindi un appello pressante a chi si è astenuto: non abbandoniamo Milano e l’Italia nelle mani dell’ideologia. Votare è un dovere morale che dobbiamo assumerci per il bene dei nostri figli, perché anche quando siamo chiamati a scegliere gli amministratori locali dobbiamo saper discernere tra chi si propone di aiutare la famiglia e di tutelarne le sue prerogative in campo educativo e chi, invece, indirizza la sua azione politica solo su interventi di carattere ideologico che, tra le altre cose, hanno contribuito a creare le condizioni culturali dell’attuale inverno demografico. A conferma delle nostre considerazioni, registriamo infatti che il candidato Sala ha incassato la disponibilità di Emma Bonino, che è sempre stata protagonista di politiche contro la vita e la famiglia, a far parte di una sua eventuale giunta».

Foto Ansa

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