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Sako: «La politica dell’Occidente non è trasparente»

dicembre 23, 2014 Redazione

Il patriarca iracheno dei caldei: «Per liberare i villaggi dei cristiani servono truppe di terra»

«La sua visita sarebbe più che una visita. Avrebbe un enorme valore pastorale e spirituale». Così il patriarca iracheno dei caldei Louis Raphael I Sako ha parlato di un’eventuale visita di papa Francesco tra i rifugiati iracheni. Il Papa ha a sua volta espresso il desiderio di recarsi in Iraq ma per problemi di sicurezza il viaggio non ha ancora avuto luogo. «Potrebbe cominciare la sua visita da Baghdad – continua Sako parlando alla sezione francese di Aiuto alla chiesa che soffre – e incontrare il governo. Il pomeriggio potrebbe celebrare una Messa qui e ripartire la sera. Una visita di un giorno sarebbe un grande sollievo per tutto l’Iraq, non solo per i cristiani. Non so perché la Santa Sede si inquieti così tanto. Vi posso assicurare che al Papa non accadrebbe niente. La sua sicurezza sarebbe garantita al 100 per cento».

«SERVONO TRUPPE DI TERRA». Una visita da parte del Papa sarebbe un enorme sollievo per i cristiani, che continuano a vivere senza prospettive per il futuro: «La politica dell’Occidente non è trasparente. Noi non sappiamo quando i villaggi della piana di Ninive verranno liberati. Credo che questa situazione perdurerà, perché le forze della coalizione non hanno ancora preso una decisione. È vero che conducono raid aerei ma noi abbiamo bisogno di truppe di terra per respingere lo Stato islamico».

iraq-qaraqosh-cristiani-isil-ankawa1FUGA DEI CRISTIANI. Intanto sempre più cristiani lasciano il Medio Oriente. Il Patriarca calcola che tra le cinque e le dieci famiglie al giorno abbandonino l’Iraq per l’Occidente: «Il problema è la fiducia. Se ci fosse una sorta di protezione internazionale, le persone tornerebbero alle proprie case. Ma sono inquieti. Tanti credono che l’Occidente sia il paradiso ma una volta che vi arrivano, rimangono scioccati perché è tutto diverso: lingua, cultura, società».

MUSULMANI E STATO ISLAMICO. Sako torna anche sulla condanna del Califfato da parte dei leader islamici sunniti moderati: «Non possono farlo. Hanno paura. Chi li proteggerebbe poi? Anche gli imam mantengono il silenzio perché rischiano di venire decapitati». I sunniti, invece, «a mio avviso in parte simpatizzano, soprattutto perché credono che lo Stato islamico possa fermare gli sciiti. Ma sotto lo Stato islamico la gente sta male perché non è abituata all’interpretazione radicale dell’islam che i terroristi impongono».

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3 Commenti

  1. Cisco says:

    Le truppe di terra, certo, le bombe servono al massimo da apripista, non certo per (ri)conquistare dei territori.
    Ma l’Occidente non se la sente di mandare soldati sul campo, perché non ha più un ideale da difendere.
    Figuariamoci poi il mammismo italico, i nostri ragazzi in guerra potrebbero farsi male. E’ più probabile che ci pensi la Turchia, il che la dice lunga…
    Che questo Santo Natale possa portare conversione ai leader politici e conforto ai cristiani perseguitati.

    • Piero says:

      Adesso hai cambiato idea? Prima ad urlare, che il Papa aveva ragione, niente bombe, niente truppe, poi…
      mamma mia i papolatri!!!

  2. Raider says:

    Per carità! Truppe di terra… Attacchi aerei contro l’Isis!… Armare i Curdi!… Non sia mai! Chi lo sentirebbe, poi, Alex Zanotelli – su La7 parato a festa arcobalenista: il missionario per conto della rivoluzione mondiale è in imbarazzo solo dentro l’abito talare o un qualunque contrassegno della sua appartenenza all’ordine! Non sia mai! Non sia mai! Eh!
    E ricordo ancora, sempre su La7 – sarà un caso – un allora Ministro della Difesa oggi “braccio destro” di Renzie per meriti acquisiti in capo televisivo e mi pare, letterario, guaire che i militari italiani in Afghanistan, sì, vero, erano lì per dare le caramelle ai bambini, per rimettere in ordine le aiuole, per intrattenere la gente del posto con sfilate pittoresche in cambio di té e simpatia: mica per combattere i talebani! “Ognuno, ogni Paese prende parte alla missione di pace dando il meglio di sé: altri possono combattere, lo sanno fare meglio di noi: noi offriamo la nostra civiltà della pace”, il vigliacco opponeva “la civiltà della pace” a chi combatteva come era richiesto per difendere i bambini cui lui poteva dare le caramelle e sentirsi buono spersndo di falra franca. A lui è andata bene, benissimo: a altri, non altrettanto.
    Buon Natale a tutti, a chi non ha pace, a chi non può festeggiare il Santo Natale: e a chi rischia la vita perché chi è stato privato della pace ogni giorno e della libertà di festeggiare il Natale possa ritrovarle.

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