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Rooney, Cristiano Ronaldo e due modi diversi di vivere il calcio

febbraio 13, 2013 Emmanuele Michela

Ottavi di Champions, Real Madrid-Manchester United è una finale anticipata. Da una parte il calcio spumeggiante del lusitano, dall’altro il gioco maledettamente concreto di Wazza. Chi vincerà?

È la prima volta che si troverà contro i suoi ex-compagni di squadra. La prima volta che Cristiano Ronaldo avrà di fronte il suo passato, quelle sei stagioni che lo hanno consacrato come uno dei migliori giocatori al mondo, facendogli vincere praticamente tutto. E la prima volta che si troverà di fronte ad un vecchio amico che, da quando CR7 ha lasciato l’Old Trafford, è diventato il leader effettivo della squadra, Wayne Rooney. Real Madrid-Manchester United ha il fascino della sfida tra due corazzate del calcio europeo, due squadre capaci di schierare in campo la bellezza di 12 Coppe dei Campioni e 51 titoli nazionali, oltre ad essere lo scontro tra due mostri sacri delle panchine europee, Ferguson e Mourinho. Riduttivo definirla una finale anticipata: è il confronto tra due modi diversi di vivere e intendere il calcio, di cui i due giocatori in questione sono emblema perfetto.

MOU S’AGGRAPPA AI PIEDI DI CR7. Il Real fa fatica quest’anno, sebbene Cristiano Ronaldo stia attraversando forse il periodo migliore della sua carriera. Ai suoi piedi sono francabollate le attese di Mourinho per stasera: lo “Special One” conosce la voglia del ragazzo, troppe volte offuscato dal confronto con Leo Messi, mai stanco di fare incetta di Palloni d’Oro e titoli sportivi proprio a spese del lusitano. Con 12 punti di ritardo in campionato, alle Merengues è rimasta unicamente la Champions per salvare una stagione dalla condanna a giudizio. E per CR7 la gara di stasera sarà fondamentale per ribaltare i pareri di chi vede a volte inutile e fumosa la sua classe fatta di doppi passi, tocchi rapidi, fantasia e velocità fino all’esasperazione.

I RED DEVILS: 3 FINALI NEI 5 ULTIMI ANNI. È il paradigma del calcio spagnolo, cui però oggi saranno contro le gambe gagliarde e macchinose del Manchester United, sempre più primo in Premier e voglioso di esportare il successo del suo calcio anche in campo europeo. Nelle ultime 5 edizioni di Champions i Red Devils sono arrivati in finale tre volte, vincendone però solo una, proprio nel 2008, l’ultimo anno di Ronaldo in Inghilterra. Il loro calcio non è sempre spumeggiante, ma è maledettamente concreto e vincente, sfrutta alla perfezione gli errori degli avversari, parte lento per poi imporre la propria superiorità fisica e qualitativa col passare dei minuti, riesce sempre a fare un gol in più rispetto all’avversario. E questo è grazie anche ad un lottatore come Rooney, attaccante dal fisico esuberante, spalle larghe, qualche chilo di troppo, ma una perfezione estrema nel portare avanti il pallone e una freddezza chirurgica sotto porta, rafforzata ora dalla partnership con Van Persie.

DIVERSI IN CAMPO E FUORI. Real-Manchester sarà quindi la sfida tra questi due campioni, ex-compagni di squadra legati da una grande stima reciproca e amicizia, sebbene in tanti ricordino il diverbio che ebbero nel Mondiale 2006. Due sguardi diversi sul calcio, due modi di incedere in campo agli antipodi, due personaggi differenti anche nella loro vita fuori dal campo. Il primo, CR7, simbolo del calciatore metro-sexual, appariscente e vanitoso, mai con un capello fuori-posto, e sempre alla ribalta delle cronache gossippare per le storie con questa o quella modella. Il secondo, invece, più istintivo, diretto e grezzo, poco attento ad impomatarsi i pochi capelli trapiantati sulla sua testa calva, e inseguito dai rumors dei giornali per sparlare delle sue relazioni con una prostituta con cui avrebbe tradito la moglie. Stasera la sfida sarà solo in campo: gli elementi del big match ci sono tutti. Non è una semplice partita, non è solo un ottavo di Champions, non è solo una finale anticipata. È Real Madrid vs Manchester United. È Cristiano Ronaldo vs Rooney.

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