Google+

Romano: «Concertare è sbagliato, i sindacati non rappresentano tutti»

marzo 16, 2012 Leone Grotti

L’editorialista del Corriere della Sera Sergio Romano spiega a Tempi.it perché il governo può ascoltare i sindacati ma poi deve decidere da solo: «Il sindacato difende degli interessi particolari, non è un rappresentante istituzionale, non salvaguarda tutti. Il metodo della concertazione è errato e crea anche debito pubblico»

«La concertazione è un sistema errato, oggi come ieri. Il sindacato è convinto di rappresentare tutti quando si parla di temi sociali ed economici ma è falso. È un meccanismo non solo sbagliato ma anche dannoso, visto che crea debito pubblico». L’editorialista del Corriere della Sera Sergio Romano spiega a Tempi.it perché il governo Monti sulla riforma del mercato del lavoro e dell’articolo 18 può ascoltare i sindacati, se vuole, «ma poi deve decidere da solo».

Che cosa c’è di sbagliato se il governo decide le riforme concertandole assieme al sindacato?
«Tutto. Decidere assieme significa accettare il sindacato come condomino, per così dire, come un rappresentante istituzionale, mentre invece non lo è. I sindacati sono associazioni di interessi specifici, i nostri poi sono anche rappresentanti dei pensionati. Quindi il governo, se vuole, fa bene ad ascoltarli come portatori legittimi di interessi, può anche analizzare le loro proposte qualora le portino ma considerarli interlocutori semi-istituzionali, o addirittura istituzionali, è sbagliato».

Il leader della Cgil Susanna Camusso, però, sembra pretendere la concertazione.
«Questa mentalità tipica del sindacato italiano è nata agli inizi del ‘900, quando si ispirava a Sorel ed era un movimento anarchico e rivoluzionario che si sentiva rappresentante della mutazione della società. Dopo ha perso questo carattere, per riacquistarlo intorno al ’68. Già negli anni ’70 i sindacati volevano essere interlocutori del governo e decidere assieme, e già allora la concertazione ha portato a effetti distorsivi».

Distorsivi di che cosa?
«Delle istituzioni. Mi spiego. Applicando la concertazione si dividono i cittadini in due categorie: quelli che hanno votato, e sono quindi rappresentati in Parlamento, e quelli che oltre ad avere votato, sono anche iscritti al sindacato e quindi sono doppiamente rappresentati. E questa è la prima distorsione. Ma ce n’è anche una seconda: quando il sindacato si propone come passaggio obbligato prima di scrivere leggi e riforme, sottrae competenze al Parlamento ed esercita pressione perché lo mette davanti a un fatto già compiuto. Ad ogni modo, di questi tempi la concertazione è qualcosa che non ci possiamo permettere».

In che senso?
«Quando ci si mette a parlare con un rappresentante istituzionale, è necessario accordarsi, altrimenti non si va avanti. Bisogna mettersi d’accordo ed è necessario fare compromessi. Ci sono diversi tipi di compromessi ma tutti richiedono delle compensazioni in cambio dell’accordo. Ora, tutte le compensazioni comportano spese e costi aggiuntivi per l’erario. La concertazione, insomma, è un meccanismo che crea debito pubblico e il nostro è già troppo alto».

Di critiche come la sua non se ne leggono molte.
«In questi ultimi anni si è parlato meno di concertazione, anche perché durante il governo Berlusconi non c’è stata. Davanti a Berlusconi, infatti, i sindacati erano divisi mentre la base della concertazione è l’unità del sindacato. Anche per questo Susanna Camusso rifiuta l’ipotesi che il governo incontri singolarmente i sindacati».

Che cosa dovrebbe fare il governo?
«Non credo che Monti abbia bisogno di consigli, anche perché mi par di capire che non vogliano la concertazione. Già solo proporre incontri separati con i diversi sindacati va in questa direzione. Ascoltare è sempre giusto ma poi ognuno va per la sua strada e si prende le sue responsabilità. Perché poi sta proprio qui il punto».

Cioè?
«Il sindacato ha il diritto, se non è contento delle decisioni del governo, di convocare i suoi soci e chiedere se vogliono scioperare. Può prendere questa iniziativa. Ma anche il governo ha le sue responsabilità, che non deve cedere ad altri. Ognuno si assume le proprie responsabilità e il governo non ha il diritto ma il dovere di decidere e poi di andare in Parlamento».
twitter: @LeoneGrotti

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download

Tempi Motori – a cura di Red Live

Rifatta da cima a fondo la crossover Subaru ha aumentato le sue capacità off road, migliorando al contempo il comportamento su strada. Più efficace e comoda migliora anche nella qualità percepita degli interni. Solo benzina per i motori Boxer che continuano ad avere un po’ di sete.

L'articolo Prova Subaru XV 2018 proviene da RED Live.

Prodotta in soli 150 esemplari, l'iconica fuoristrada inglese si può ordinare ad un prezzo di partenza di circa 170.000 euro

L'articolo Land Rover Defender Works V8: 405 cv per festeggiare i 70 anni proviene da RED Live.

Il tempo purtroppo passa per tutti e man mano che l’età avanza la nostra cara patente B richiede revisioni più frequenti. Scopriamo assieme passo a passo la procedura da seguire

L'articolo Come rinnovare la patente B proviene da RED Live.

Dopo quattro anni, la SUV americana si rinnova a Detroit. E lo fa con un look rivisto, tanta tecnologia e nuovi angeli custodi elettronici. Top di gamma la specialistica Trailhawk

L'articolo Jeep Cherokee 2018, il restyling debutta a Detroit proviene da RED Live.

Con un look esclusivo e sospensioni più raffinate la Yamaha MT-09 SP va a porsi al vertice della gamma della hyper naked tricilindrica di Iwata. Il suo prezzo è di 10.190 euro f.c.

L'articolo Prova Yamaha MT-09 SP proviene da RED Live.

Pasqua in Armenia - iStoria Viaggi