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Pro-Test: «Anche noi pensiamo al bene degli animali, ma è più giusto amare le persone»

settembre 20, 2013 Redazione

Si sono dati appuntamento a Roma ieri ricercatori e scienziati da tutta Italia, in protesta contro la legge che limita fortemente la sperimentazione su cavie animali. «Ne va di mezzo il futuro della ricerca nel nostro Paese»

Avevano al polso l’adesivo che si infila alle maniglie dei bagagli in aeroporto, a evidenziare il pericolo che la cosiddetta legge “restringi-vivisezione” costringa tanti di loro, ricercatori e scienziati, a partire per l’estero per poter dare un futuro al proprio lavoro.
Erano in tanti ieri fuori dal Parlamento (foto a lato tratta da internet) per la manifestazione organizzata da “Pro-test” in difesa della sperimentazione sugli animali, che con il testo di legge in fase di approvazione al Governo rischia di essere fortemente limitata. La bozza, già approvata alla Camera, è contestata perché supera le già strette direttive imposte dall’Unione Europea nel 2010, riducendo all’osso le possibilità per chi lavora nei laboratori. Tante gli istituti di ricerca che hanno aderito: tra questi l’associazione Luca Coscioni e l’Istituto Mario Negri, Telethon, il San Raffaele di Milano, l’Istituto Ifom.

«L’USO DI ANIMALI È COMUNQUE IN CALO». Si oppongono a chi usa la parola vivisezione in maniera brutale, per indicare il lavoro di chi nei laboratori usa cavie per fare sperimenti. Ma che in realtà «vengono trattate nel migliore dei modi, e comunque vengono utilizzate solo quando non esistono alternative per la riuscita dei test», spiega a La Stampa Giuliano Grignaschi, responsabile dell’Animal Care Unit dell’Istituto Mario Negri.
L’uso di animali in laboratorio è calato del 30 per cento negli ultimi 10 anni, e in Italia negli ultimi 3 anni sono state usate 350mila cavie in meno. Alla scienza però servono ancora, specie nella ricerca sui tumori: «Una delle restrizioni previste dall’articolo 13 è lo xenotrapianto, ovvero il trapianto di tumori umani sui topi per verificare i trattamenti necessari», spiega Marco Foiani, oncologo direttore dell’Ifom. «Ne va di mezzo la salvezza di migliaia di persone: l’oncologia ha bisogno di progressi sul fronte delle terapie ed è impossibile ipotizzarle se si limiteranno le sperimentazioni sulle cavie animali».

«SENZA RICERCA NON SAREI QUI». Tutti ricordano come lo sviluppo della ricerca sia garantito persino dall’articolo 9 della Costituzione, principio che non sembra affatto trasparire in questo testo. In piazza c’era anche Ivan Tavella, 34enne affetto da distrofia muscolare in sedia a rotelle: «Se non ci fosse stata la ricerca a quest’ora ero già morto», ha spiegato a La Stampa. «Ogni farmaco che mi tiene in vita è frutto dei risultati ottenuti con la sperimentazione animale. Per progredire occorre testare organismi complessi; solo operando sui topi, per esempio, si è scoperta la causa della mia patologia, ovvero la mancanza della proteina distrofina».
Una delegazione di medici e ricercatori è stata poi ricevuta dalla Commissione Sanità del Senato: si cerca il dialogo affinché la legge torni alle direttive europee sulla sperimentazione e rigetti gli emendamenti più restrittivi. «Anche noi pensiamo al bene degli animali», è stato il commento di Luca Perico, ricercatore dell’Istituto Mario Negri, «ma a parte il fatto che sono tenuti in condizioni standard per evitare che soffrano, credo sia più giusto amare le persone».

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6 Commenti

  1. remoq scrive:

    Tralasciando l’aspetto scientifico su cui ci sarebbero da porsi diverse domande e avere conoscenze specifiche. Perchè mai è più giusto amare le persone che gli animali? Se siamo tutti figli di un Dio siamo di conseguenza tutti uguali. Di conseguenza si ama, o meglio si dovrebbe amare tutti gli essere viventi allo stesso modo. Il ragionamento tipico quale “se tu avessi un malato in casa o se tu stesso fossi un malato sacrificheresti la vita di 100, 1000 topi” non ha senso, non esprime proprio amore per nessuno, se non per se stessi. Ci sono persone che schiaccerebbero un bottone atto a lanciare missili atomici pur di salvare il proprio figlio, i propri cari e anche se stesso, altro che 100 o 1000 topi. Parlare di amore è pura ipocrisia, non c’è nessun atto di amore verso nessuno, qua si tratta di continuare a cogliere la famosa mela del giardino dell’Eden, la mela della conoscenza. ” Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza” scriveva Dante. E’ vero, l’uomo calpesterebbe qualsiasi cosa, ma la cosa peggiore è che vuol trovare delle scuse a cio’ che fa….e parla di amore. Falso ed ipocrita, ha colto la prima mela ma non gli basta, e si è dimenticato delle conseguenze derivate dal coglerla.

    • Daniele scrive:

      Se sei credente allora c’è un passo della bibbia, la genesi, in cui viene detto chiaramente che gli animali sono creati per servire l’uomo. Se dobbiamo considerare il punto di vista religioso allora la sperimentazione animale è più che lecita.

  2. mike scrive:

    leggendo discorsi come quelli di emiliano rota cascano le braccia… e non solo. è che troppa gente fa parallelismi simili che alla fine non hanno senso. premesso che la storia non la ricordo ed anche fosse come lui dice ma che cosa c’entra? incredibile. che gli ebrei sono paragonabili agli animali? che gli animali sono persone? con gli animali ci si può parlare? no a tutte e 3 le domande. di questo passo andiamo male.

  3. no alla vivisezione si all'aborto scrive:

    no, le persone non meritano più rispetto degli animali, perché anche noi siamo animali, anzi i peggiori animali, guerre, omicidi, inquinamento, distruzione dell’ambiente, ah, giusto secondo voi, massa di coglioni che non siete altro, siamo la specie preferita di un omino barbuto che vive in cielo ed è sopratutto inesistente, facile dire ” prima le persone poi gli animali” quando il 99% di voi ucciderebbe la mamma per salvarsi la pellaccia, ma andate a fanculo voi, il papa e tutta la vostra merda di religione.

    PS: Mike, se proprio vuoi dare un contributo alla ricerca, fatti rinchiudere in una gabbia strettissima sotto costanti iniezioni di veleni e malattie, che scommetto che su un soggetto umano (che a quanto pare come intelligenza non ha nulla da invidiare agli animali) la ricerca farebbe molti più progressi in avanti, ma facile dire “tanto che me ne frega, sono animali, mica persone” quando poi è fuori ogni dubbio che una ricerca su soggetti umani porterebbe a risultati estremamente migliori.

  4. Antonio scrive:

    ho appena notato che il mio commento deve essere moderato, sappiate che se non lo pubblicate violerete la libertà di parola, a voi tanto sacrosanta (quando si tratta di offendere i gay), e dimostrerete di essere degli ipocriti fuori scala

  5. Daniele scrive:

    Il 99% di voi è contro la sperimentazione perché non ne necessita direttamente. Vorrei vedervi con una malattia fatale a gridare contro quei ricercatori che cercano ogni giorno di trovare nuove soluzioni per questi malati. Provate a visitare gli ospedali e dite a bambini e anziani in fin di vita che dovranno morire poiché i topi valgono quanto loro. Sono certo che capiranno…

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