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Roma, la supertassa alle paritarie è contro «la parità scolastica sancita dalla legge Berlinguer del 2000»

gennaio 26, 2015 Redazione

Toccafondi: «Che senso ha far pagare la tassa sui rifiuti alla scuola statale in proporzione alla popolazione scolastica e alle scuole non statali in base ai metri quadrati?»

scuola-shutterstock_141409255Continua la protesta delle scuole paritarie romane dopo l’inaudita decisione della giunta Marino di non concedere più le agevolazioni sul pagamento della tassa sui rifiuti. Come vi abbiamo raccontato, vi sono istituti che hanno visto lievitare del 300 per cento la bolletta. Non è un caso isolato: altri cinquecento istituti sono sul piede di guerra contro un provvedimento che ritengono ingiusto e pasticciato. Come ci ha spiegato don Francesco Macrì, presidente Fidae, «anche le scuole paritarie partecipano al bene comune, esattamente come quelle statali. Solo a Roma danno istruzione a migliaia di bambini, ma sembra che questo non sia apprezzato. Le scuole paritarie sono parte costitutiva di un unico sistema educativo. Quello italiano. Ma ciò che conta è sempre e solo un punto di vista pregiudiziale, che mette davanti l’ideologia».

RICORSO AL TAR. Sulla stessa posizione anche il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, che invita il comune «a ripensarci, perché così facendo non attua la parità scolastica sancita dalla legge Berlinguer del 2000: i bambini sono tutti uguali, e così le scuole. Far pagare il 300 per cento in più di tassa sui rifiuti alle scuole paritarie, cioè a scuole pubbliche non statali significa tornare indietro di decenni; molti istituti non potranno più proseguire la loro attività educativa e saranno costretti a chiudere».
Goffredo Sepiacci, presidente Aninsei Lazio, annuncia ricorso al Tar, perché si rischiano «danni irreparabili, soprattutto in un momento come questo in cui stiamo facendo le nuove iscrizioni per il prossimo anno scolastico».

LEGGE BERLINGUER. «Non capisco, poi, che senso abbia – ha scritto ancora Toccafondi in un comunicato – far pagare la tassa sui rifiuti alla scuola statale in proporzione alla popolazione scolastica, mentre alle scuole non statali in base ai metri quadrati. Gli alunni sporcano allo stesso modo, sia che frequentino istituti statali, sia che frequentino quelli paritari. La legge Berlinguer 62/2000, che è una legge della Repubblica Italiana, sancisce che il sistema di istruzione pubblico è formato da scuole statali e scuole non statali. Sono due gambe dello stesso sistema di istruzione pubblico, cioè rivolto a tutti. Se si riconosce questo dato di fatto, sono certo che l’amministrazione comunale capitolina troverà una soluzione di parità e di buonsenso».

Foto scuola da Shutterstock

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13 Commenti

  1. leo aletti says:

    Sono sempre stati statalisti, non sanno cos’è la libertà. La lotta continua in barba al sindaco di Roma.

  2. Paolo Venisi says:

    Le tasse le dovete pagare, detto questo:

    – se volete fare impresa assumetevene il relativo rischio
    – se volete fare proselitismo con i bambini ci sono già le parrocchie

    Se poi volete fare tutto come vi pare e a spese dei soldi pubblici allora non lo potete più fare.
    Va bene?

    dai basta rubare su…. basta dai…
    non vi siete annoiati a succhiare risorse dallo Stato?

  3. sganarello says:

    Poi non abbiamo laureati abbastanza. Grazie. Mandate i bambini a scuola dai preti….

    • yoyo says:

      Lamentati con la scuola statale, dove va la maggioranza. Se andassero tutti dai preti avremmo, ti garantisco, fior fiore di laureati.

  4. mariobon489 says:

    #Paolo Venisi – sei la dimostrazione di quanti danni al cervello possa fare l’ideologia Hai dei grossi problemi nel semplice ragionamento. !) le tasse le hanno sempre pagate – “) che cavolo c’entra il proselitismo’ Ma sai di cosa si sta parlando o le cazzate ti vengono così, naturalmente, senza sforzo? 3) l’hai capito che c’è una legge della Repubblica che dice che le scuole sono tutte pubbliche, sia quelle a gestione statale che quelle a gestione privata? Che sono due gambe dello stesso sistema? E allora perché – secondo te e quel minus habens di Marino volete fare distinzioni? Ideologia. Solo ideologia. Siete entrambi convinti, tu e quell’altro, che scuola gestita da privati significhi scuola dei preti (inteso in maniera spregiativa). Il che, molto spesso è vero, ma altrettanto spesso non lo è. E poi perché non ti fai una panoramica controllando, così, per curiosità, quanto sono i figli di personaggi “de sinistra” che mandano (o hanno mandato) la loro prole a scuole private, magari dai Salesiani? Ti sei mai chiesto perché?
    .

    • sganarello says:

      appunto dico ….. ma l’hai visto il livello culturale dei nostri politici e dei loro figli? ahahahahaha

      • Se è per quello says:

        Se è per quello abbiamo visto anche il livello culturale dei tuoi commenti! ahahahahaha

        P.S. Ma non è che sganarello è l’ennesimo nick del fulminato più sopra?

  5. recarlos79 says:

    le scuole paritarie non sono per tutti, perché non tutti hanno i soldi per permettersele! poi chi mette l’edificio e il materiale didattico accetta di andare in pari o vuole un profitto? perché se va in pari allora è un servizio, per pochi, ma comunque un servizio. se vuole guadagnarci allora diventa impresa.

    • Miglio says:

      le scuole paritarie non sono per tutti, perché non tutti hanno i soldi per permettersele! È vero ma basterebbe applicare la parità come previsto e: lo stato risparmierebbe, ci sarebbe una sana competizione tra scuole e migliorerebbe la qualità. PS:nessuna scuola paritaria ci guadagna, lo so per esperienza diretta

      • recarlos79 says:

        ok d’accordo. però non mi sembra che i popolari, i cattolici e i fautori della scuola libera si battano per il riconoscimento della piena parità scolastica, ma solo per il mantenimento del buono scuola, cioè per rimanere così com’è.

    • EquesFidus says:

      Considerando quello che stanno facendo ad esempio i Salesiani a Firenze, che si accontentano di andare in pari e volontariamente “aiutano” (cioè non fanno pagare, o fanno pagare in modo ribassato, per quanto possono e hanno disponibilità) ii meno abbienti che vogliono un’istruzione (almeno formalmente) cattolica direi che sì, si tratta di un servizio.

  6. Erisso says:

    A chi gestisce il sito: scusate, ma quella frase secondo la la quale la redazione rimuoverà i commenti offensivi è lì solo per sport, vero?

    • Menelik says:

      Gliel’hanno detto in tanti, ma non sentono.
      Di fatto in questo blog vige l’anarchia.
      Il sistema antispam è estremamente permeabile ai troll che si passano le informazioni per aggirare i filtri, e blocca sistematicamente chi risponde ai troll difendendo la causa che è anche quella di Tempi.

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