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Rocca: «Per l’Economist Berlusconi è “unfit”? Pensa i suoi avversari allora»

giugno 10, 2011 Leone Grotti

Christian Rocca, esperto di politica internazionale, spiega a Tempi perché l’analisi dell’Economist è perfetta tranne che in un punto: le poche cose fatte bene in Italia portano il marchio di Berlusconi, mentre l’opposizione le ha osteggiate. «Il titolo migliore per l’Economist? “Berlusconi is unfit to lead Italy, but the alternative maybe it’s worse”»

«L’Economist va avanti con la sua battaglia personale cominciata nel 2001 con la famosa copertina dal titolo “Berlusconi is unfit to lead Italy”, “Berlusconi non è adatto a governare l’Italia”. Ma se Berlusconi è “unift” figuriamoci i suoi avversari!». Christian Rocca, inviato del Sole 24 Ore ed esperto di politica internazionale, ha commentato a Tempi la copertina e il servizio dell’Economist contro Silvio Berlusconi che tanto hanno fatto discutere oggi sui giornali italiani.

Oggi tutti i quotidiani hanno riportato la copertina dell’Economist, uno dei settimanali più prestigiosi, che recitava sopra una foto di Silvio Berlusconi: “The man who screwed an entire country”, “L’uomo che ha fregato un intero paese”. All’interno un’inchiesta di 14 pagine. Come le è sembrata?
Si tratta di un’ottima analisi con dati, informazioni e fonti ad ampio raggio che fotografano una realtà veritiera.

Cioè?

Un paese che non cresce e che ha molti problemi: dal conflitto di interessi, alla mancanza di meritocrazia, alla gerontocrazia, all’anomalia del sistema giudiziario. Tutto giusto, tranne una cosa.

Quale?
L’analisi politica. Si può dire che Silvio Berlusconi ha fatto troppo poco, che non ha liberalizzato l’economia come aveva promesso: ma non si può non notare che sia le cose positive fatte in Italia, e che anche l’Economist riconosce, sia quelle che non sono state fatte, sono scritte nei programmi di Berlusconi e contrastate in quelli dei suoi avversari. L’Economist va avanti con la sua battaglia personale cominciata nel 2001 con la famosa copertina dal titolo “Berlusconi is unfit to lead Italy”, “Berlusconi non è adatto a governare l’Italia”. Ma se Berlusconi è “unift” figuriamoci i suoi avversari! Addirittura scrivono che Bersani è più aperto alle liberalizzazioni di Berlusconi. Forse lo è stato per un paio d’anni ma basta vedere che cosa dice di votare adesso su nucleare e acqua ai referendum. Tutte le cose segnalate come positive dal settimanale le ha fatte Berlusconi, non Bersani.

Facciamo qualche esempio.

L’Economist elogia la riforma delle pensioni italiana, definita una delle migliori d’Europa. Questa riforma l’ha fatta Berlusconi mentre tutti i sindacati si opponevano. La riforma del mercato del lavoro, secondo il settimanale, ha portato l’Italia dal punto di vista dell’occupazione a reggere meglio degli altri Stati europei. Questa riforma l’ha fatta il governo Berlusconi e chi l’ha firmata, Biagi e D’Antona, sono stati uccisi dagli estremisti di sinistra. Poi dice che la Gelmini per la scuola e l’università ha fatto delle ottime riforme mentre tutti le contestavano. L’Economist però si dimentica di far notare che Bersani e l’opposizione erano in piazza a contestare con tutti gli altri. Infine, il settimanale appoggia la separazione delle carriere come un passo fondamentale per la giustizia italiana. E chi è che l’ha proposta, osteggiato da tutte le opposizioni? Ancora Berlusconi. Ultima cosa: l’Economist afferma che i giudici che si mettono a fare politica sono un’anomalia tutta del nostro paese.

E allora perché, come scrivono in copertina, Berlusconi “ha fregato un intero paese”?
Perché l’Economist, come se fosse Micromega o il Fatto quotidiano, ha incominciato la sua battaglia contro Berlusconi nel 2001, 10 anni fa, e continua su quella linea anche se è contraddittoria. Poi le cose che si scrivono di male su Berlusconi sono tutte vere, le cose che non funzionano non se le sono inventate loro, peccato che l’alternativa al Cavaliere sia peggiore. E poi bisogna anche tenere conto del fatto che noi stiamo parlando della copertina europea, perché quella americana è su Obama. Addirittura Corriere e Repubblica danno molto meno spazio di un tempo alla notizia.

Come mai?

Perché negli anni hanno fatto 5 o 6 copertine, decine di articoli. Ormai lo sappiamo che cosa pensa l’Economist, ci siamo abituati, abbiamo capito.

Se la copertina avesse seguito in modo coerente i contenuti dell’inchiesta, che titolo avremmo letto sopra la foto di Berlusconi?
Il titolo giusto sarebbe dovuto essere questo: “Berlusconi is unfit to lead Italy, but the alternative maybe it’s worse”. Berlusconi è inadatto a governare l’Italia, ma l’alternativa forse è peggio.

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3 Commenti

  1. ACHILLE LISSONI scrive:

    Che spiritoso il sig. Rocca.
    Se in Italia non c’è nessuna alternativa a Berlusconi siamo proprio un Paese di merda.
    Anzi meno.
    Il problema vero è che Berlusconi, grazie all’appoggio dei suoi giornali ma soprttutto delle sue televisioni, della delinquenza organizzata (Dell’Utri chi sarebbe?), purtroppo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che ha appoggiato anche Francisco Franco o più recentemente anche Augusto Pinochet, sono vent’anni che mente spudoratamente agli italiani, promettendo riforme che non ha mai fatto e che non farà mai.
    Credo che qualsiasi altro governo, di centro, di destra o di sinistra, avrebbe governato meglio di Berlusconi. GOVERNATO. Perchè di Berlusconi si può dire tutto tranne che abbia minimamente governato l’Italia. Del resto, come diceva Mussolini di cui Bunga Bunga vorrebbe tanto essere l’erede (visto che non può esserlo di Gheddafi, Putin, Mubarak, Ben Alì, Lukascencho, ecc. ecc.) diceva che governare gli italiani non è difficile. E’ inutile.
    Ma il popolo italiano, narcotizzato da vent’anni di palle, piano piano si sta svegliando.
    Le alternative ci sono. Possono essere diverse. Ma peggio di così non possiamo stare. Quindi giusto il titolo dell’Economist.
    Berlusconi ha fregato tutta l’Italia.
    Ma forse è finita.
    Anche se lui pensa di vivere e di comandare fino a 120 anni.

  2. ultron scrive:

    Basterebbe rileggersi il contratto con gli italiani (scopiazzato come idea da quello del repubblicano Gingrich) fatto davanti al suo notaio Vespa, quello delle promesse non mantenute, quello che se non avesse realizzato almeno quattro dei cinque punti scritti in quel contratto televisivo non si sarebbe più ripresentato, anno 2001.
    Nessuno dei cinque punti è stato realizzato ma Berlusconi sta attaccato al potere come una cozza allo scoglio.
    Il “nuovo miracolo italiano poi?”. Lo abbiam visto, come crescita degli ultimi 10 anni siam ultimi in Europa e tra gli ultimi del mondo dietro a noi solo Haiti.
    Cosa ha realizzato Berlusconi? Leggi ad personam a profusione da quando è al potere. Mica per nulla nel 1994 data della discesa in campo, l’allora Fininvest era la seconda società più indebitata d’Italia, dati Consob.
    Rocca meno stupidaggini, please. Va bene che sei un amante di quel disastro di Bush e quindi non puoi che ritenere Berlusconi un grande (pure lui!), però mica tutti viaggiamo contromano in autostrada convinti che sia il verso giusto.

  3. emman scrive:

    analisi interessante e assolutamente condivisibile. poi c’è comunque quel dannato “fattore umano” che non è facile codificare

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