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Il no al nucleare della Germania le costerà mille miliardi. L’allarme del ministro: «Ripensiamoci»

febbraio 22, 2013 Leone Grotti

Le cifre sono state comunicate dal ministro dell’Ambiente Altmaier, che ha affermato: «Bisogna rivedere il sistema delle sovvenzioni».

Rinunciare totalmente all’energia nucleare da qui al 2022, obiettivo che il governo Merkel intende raggiungere, e la transizione verso le energie rinnovabili «costerà alla Germania mille miliardi di euro da qui fino alla fine del 2030». Queste cifre non sono state diffuse da qualche lobby che si batte per il nucleare, ma dal ministro dell’ambiente tedesco Peter Altmaier.

68 MILIARDI ALL’ANNO. Chi installa pannelli solari o sfrutta l’energia eolica o le biomasse ha la garanzia in Germania di ricevere per 20 anni dal governo una sovvenzione che colmi lo scarto tra il costo dell’energia prodotta (molto elevato se si conta anche il dispendio iniziale per le attrezzature) e il suo valore alla Borsa dell’energia. Secondo il ministro, se il prezzo dell’elettricità resta quello attuale (0,045 euro al kilowattora) e le sovvenzioni continuano a essere pagate, il governo tedesco spenderà 680 miliardi di euro da qui al 2022. Se si aggiungono le spese strutturali si arriva a una «spesa a 13 cifre».

RIPENSARE IL SISTEMA GREEN. Alla luce di questo calcolo, secondo il ministro tedesco, sarebbe necessario rifare i conti e rivedere le politiche energetiche del paese. Alla fine del 2012, infatti, la spesa del governo per le sovvenzioni si aggira già intorno ai 67 miliardi di euro. Per questo Peter Altmaier vuole proporre che le grandi industrie non ricevano più sovvenzioni dallo Stato. Resterà da vedere, se questo progetto va in porto, quali grandi industrie si convertiranno alle energie rinnovabili. «Ad ogni modo il sistema è totalmente da ripensare», lancia l’allarme il ministro.

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