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Renzi vuole le elezioni anticipate? «È un’occasione troppo ghiotta. Non se la lascerà sfuggire»

giugno 18, 2014 Francesco Amicone

«Se passasse l’Italicum dopo tre giorni si andrebbe alle elezioni». Intervista a Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi. «Il centrodestra? Fregato»

Matteo Renzi vuole le elezioni anticipate. Ne è convinto Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi. «Penso che il ritorno alle urne sia un suo pensiero ricorrente».
A tempi.it Magnaschi ricorda che è difficile per Renzi non farsi ingolosire dal risultato delle europee e dai nuovi sondaggi che lo danno super-favorito: «Se si votasse subito, stando a una indagine di Lorien Consulting, pubblicata su Italia Oggi giovedì scorso, il Pd prenderebbe il 45 per cento. Renzi non può lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione».

Magnaschi, è proprio sicuro che Renzi non voglia resistere fino al 2018?
Il successo delle europee è troppo ingolosente. Chi va di fretta, come Renzi, non può trattenersi. Il segretario del Pd è un giovanotto, non ha una lunga storia politica alle spalle, ma mi sembra ben consapevole del fatto che la luna di miele fra gli eletti e gli elettori non dura a lungo. Le circostanze gli sono propizie, ora. Ma ancora per quanto? Secondo me, proverà ad approfittarne non appena avrà fatto la legge elettorale.

La proposta delle unioni civili è un trucco per creare una crisi di governo con Ncd?
Il problema di Renzi, più che Ncd, è trovarsi a governare con un parlamento dove i suoi colleghi di partito sono stati selezionati da Bersani. L’ex segretario è un oculato selezionatore. Ha portato a Roma politici giovani che ora si dicono renziani ma che, sotto sotto, appartengono alla cupola antica. Matteo Orfini, nuovo presidente del Pd, è uno di loro.

Lo storico 40 per cento ottenuto dal Pd alle europee non ha guarito le divergenze interne al partito?
È vero che oggi la maggior parte della nomenklatura del Pd si è convertita al renzismo, ma con la stessa velocità potrebbe convertirsi a un’altra leadership. Renzi lo sa, e deve stare attento. Per ora si comporta da domatore e lo fa bene. I dati confermano che la sua fermezza è positiva. Ciò gli consente di espellere dalle commissioni chi non è d’accordo con la sua linea, come è accaduto ai senatori Vannino Chiti o Corradino Mineo. Gli stessi dati spiegano il rapido cambiamento di Beppe Grillo, che si accorge che gridare senza fare una proposta, gli ha tolto consensi.

Le aperture del Movimento 5 Stelle a un accordo sulla legge elettorale, potrebbero complicare la strada verso il voto anticipato?
Non credo. Se passasse l’Italicum, sulla base dell’accordo Berlusconi-Renzi, dopo tre giorni si andrebbe alle elezioni. Ma le circostanze sembrerebbero talmente favorevoli a Renzi che il premier potrebbe andare al voto anche con il proporzionale e senza una legge che garantisca il bipolarismo, come vorrebbero i 5 stelle.

Il centrodestra si troverebbe ancora impreparato? Da dove può ripartire,?
Il centrodestra è fregato. Secondo il sondaggio di Lorien Consulting, il 65 per cento degli elettori di Forza Italia e il 78 per cento degli elettori di Ncd si augura l’addio di Berlusconi. Ma oggi l’ex premier è troppo debole per federare la destra ed è troppo forte perché il centrodestra si riorganizzi.

La rinascita del centrodestra passa per forza da Berlusconi?
Certo. Berlusconi ha il bacino più alto di voti e ha i soldi. Ma se non lascia, continuerà a perdere il consenso degli elettori.

Non è che oggi gli elettori italiani preferiscano comunque votare Renzi?
No. L’Italia da sempre tende verso il centrodestra. Non c’è ostilità. Il problema è la successione nel centrodestra, che non è ancora avvenuta. La Lega Nord si è rimessa in piedi dopo la caduta di Bossi, con l’elezione a segretario di Salvini. Il Pd ha raggiunto uno storico risultato, dopo che Renzi ha fatto fuori Bersani. La positività del ricambio in questo caso è evidente: laddove, nelle ultime elezioni, il Pd ha ripresentato la vecchia classe politica, come a Livorno, ha perso.

Berlusconi pare non ne voglia sapere di mollare. Chi cerca di ottenere la leadership viene allontanato.
Berlusconi ha raggiunto i vertici della politica, con alle spalle una carriera imprenditoriale e non politica. Nel commercio è piacevole essere bravi e vendere servizi. Se ciò che si vende è buono, spesso c’è un riconoscimento da parte del cliente. Nella politica non accade questo. Non esiste il riconoscimento. “La politica è come una corrida, solo che non scorre il sangue”, diceva Salvador de Madariaga. Nel ricambio di un leader, però, un po’ di sangue scorre sempre. Si arriva sempre al potere con una sorta di colpo di mano, con un tradimento. In Germania, Kohl è stato fatto fuori dall’allieva prediletta, la Merkel. Nel centrodestra ciò è impossibile, perché Berlusconi è troppo vigoroso. Così Alfano ha dovuto lasciare e Fitto, se continua a forzare la partita per la leadership, sarà messo alla porta. Berlusconi è uno che non molla. Lui morirà sulla barricata. Il vero problema è che ritiene di non morire.

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9 Commenti

  1. Giovanni Cattivo says:

    E alla fine il Berlusca lo avete mollato pure voi…

    • giovanni says:

      Se si va alle elezioni questo qua per trenta anni è li e non lo smuove nessuno!!! Poi magari lo eleggono pure presidente della repubblica…………………

    • Andrea (uno dei tanti) says:

      Nel cdx tutti quelli con un po di sale in zucca pensano che Berlusconi debba farsi da parte, ma nessuno ha il coraggio di dirlo.

      Non certo i giornalisti che lo hanno venerato e dato dell’ingrato traditore a destra e manca a chiunque osasse dubitare o dissentire; nemmeno il cerchio magico che, senza B. non va da nessuna parte (Gasparri, Mussolini, Capezzone, Santenchè, Biancofiore, e Scilipoti vari).

      Solo Facci, su Libero, lo ha detto con spietata chiarezza: game over, avanti un altro.

      Tutti gli altri, al massimo, intervistano un Magnaschi di turno sapendo che dirà quello che loro stessi pensano e non osano dire.

  2. pasquale says:

    La maggiore tristezza di questo paese, ormai minuscolo,è che non ci si accorge che il problema più grave è l’invasione programmata degli extracomunitari. Che è già avvenuta e sta moltiplicandosi alle frontiere, che ha cambiato quel poco che resta della povera Italia, mentre noi continuiamo a discutere del più e del meno.

  3. pasquale says:

    La maggiore tristezza di questo nostro paese, ormai minuscolo,è che non ci si accorge che il problema più grave è l’invasione programmata degli extracomunitari nella nazione più debole e più indifesa d’Europa. Invasione studiata e determinata, che è già avvenuta e sta moltiplicandosi alle frontiere, che ha cambiato quel poco che resta della povera Italia, mentre noi continuiamo a discutere del più e del meno.

    • Raider says:

      Caeo amico, l’O.C.S.E. – dico: l’O.C.S.E., Organizzzaione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – ha certificato che, bene che vada, l’immigrazione è a somma zero: tanto i nuovi immigrati producono, tanto lo (gli) Stato(i) spende per i servizi di cui fruiscono; mentre l’impatto dell’immigrazioen sul reddito medio degli “autoctoni è negativo”. E l’O.C.S.E., a parafrasare il Giulio Cesare, è un ente d’onore: al servizio del Pensiero Unico onusiano. Insomma, le cose, è plausibile ritenerlo, sono meno neutre di come ci viene raccontato. Senza contare gli aspetti sociali, culturali, politici, sicurezza e sanità dell’immigrazione come punto cruciale dell’agenda politicamente corretta e dell’ideologia del Pensiero Unico. Noi non parliamo anche di questo, qui: ma se enssuno si fa sentire dai politici per cui vota, quelli fanno come ‘Bugs Bunny” Alfano, che, sgranocchiandosi la carota e pappata la foglia – come San Calogero di Grotte (un paese in provincia di Agrigento) in una filastrocca siciliana -, mangia, beve e se ne fotte.

  4. Raider says:

    Certo che dev’essere una bella soddisfazione, per chi è di Sinistra, vedere che Renzi. tomo tomo, cacchio cacchio, sta realizzando, tutto considerato, il programma che la Sinistra politica, sindacale, giudiziario-giustizialista, mediatica, intellettuale, di piazza e d’aula, con l’aiuto determinante di un dream team del doppio gioco in cui hanno militato campioni imbattibili di ingloriose sconfitte come i trombati d’annata e di ritorno Dotti, Follini, Casini, Fini e figure elevate al rango di momumento nazionale alla doppiezza istituzionale come Scalfaro, ha impedito a Silvio Berlusconi di realizzare. Sembra niente, ma, sputaci! Dico, ci rendiamo conto? La Sinistra ce la sta facendo a realizzare il programma berlusconiano senza Berlusconi, ovvero pattegiando con lui anche le riforme! Hai detto niente!
    E questo Renzi! Eh? Che forza! Sta dando di bel piglio a eseguire punto per punto quello che la Merkel e l’Ue merkelizzata, FMI e BCE hanno prescritto: Renzi è proprio bravo nel copiato!
    Sì, vero! La Sinistra ha di che esser fiera di se stessa e dei suoi capiclasse e capo-clacque e kapò! Con le previsioni di stagnazione e recessione di qui ai prossimi due anni, come antipasto delle recessioni a venire e della miseria ventura, è tutto grasso di lacrime e sangue che cola!

    • beppe says:

      caro raider, c’è da rabbrividire. renzi ha in mano ( o sta per farsi cadere in mano ) i cordoni della borsa, l’informazione ( arriva CRISTINA) gli apparati statali, dal colle ai bidelli sindacalizzati. chi non è o sarà renziano sarà uno schiavo vessato dal fisco per poter mantenere il sempre più vasto campo dei parassiti ( alla faccia della Madia). il centrodestra si è rivelato pieno di capetti presuntuosi o velleitari che alle europee( con la scusa del proporzionale) hanno fatto solo dei miseri exploit. ci vuole una rifondazione sui valori da considerare irrinunciabili ( famiglia, difesa della cittadinanza da ogni annacquamento alla kyenge, sussidiarietà , tutela del lavoro vero e lotta ai parassiti) e ricerca di una guida nuova e credibile.

      • Raider says:

        Caro Beppe, sono d’accordissimo con te: il problema è che, a Destra nè più né meno che a Sinistra, nessun politico è disposto nemmeno a fare da portavoce, a rappresentare con la nostra stessa determinazione né fanatica né belligerante, solo con la chiarezza e la coerenza dovute, i valori che qui vedo difesi senza se e senza ma (per una volta). Siccome stanno zitti, fanno finta di finta niente o si rifugiano dietro formule pronunciate con tiepidezza o il timore reverenziale di chi manofesta così la propria subalternità all’egemonia poltico-culturale genderista, tocca a noi spingerli avanti: o altrimenti, tocca a noi, padri madri figli, dimostrare che non siamo disposti a lasciare che decidano per noi i commissari eurocratici o i loro uomini e donne di fiducia – anche se eletti da noi: provano più gusto a farci fessi (secondo loro!) così.

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