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«Renzi non vuole fare il capocorrente, ma il capo. Ma a Firenze “l’effetto Scavolini” è già svanito»

gennaio 12, 2013 Paola D'Antuono

David Allegranti (Corriere Fiorentino): «Renzi non vuole fare il capocorrente, vuole guidare il partito. E intanto piazza in parlamento il suo clan di fiorentini»

Matteo Renzi ha appena compiuto 38 anni. Per la politica italiana è un giovanotto, eppure alle spalle ha già qualche annetto di esperienza. In questi giorni il Rottamatore è tornato a far parlare di se. D’Alema dice «che si sta comportando bene», i giornali provano a prevedere il suo futuro politico e intanto lui tace. «Renzi ha sempre dichiarato di volere un partito forte e duraturo, che abbia i numeri per governare. Non ha intenzione di sparare ora tutte le cartucce». Ne è sicuro David Allegranti, autore del libro Matteo Renzi. Il Rottamatore del Pd e firma del Corriere Fiorentino.

A che gioco sta giocando Matteo Renzi?
Di sicuro non vuole rovinarsi ora. Le pallottole dell’outsider le ha già sparate tutte. Alle primarie di coalizione si è presentato come sindaco di Firenze, fa politica da un po’ di tempo, insomma non è un ragazzino. Renzi non vuole fare il capocorrente, vuole guidare il partito. E intanto piazza in parlamento il suo clan di fiorentini, il capo di gabinetto Lotti e altri fidatissimi, lascia andare via Ichino ed esclude il giurista Clementi. Ma in fondo non sta facendo altro che reiterare il modello che ha messo a punto negli anni: circondarsi di un nocciolo duro che lo accompagna di campagna in campagna.

Cosa bolle in pentola?
Intanto a breve ci sarà un congresso, ma dubito che Renzi ne verrà fuori come segretario del Partito Democratico. Non è il suo ruolo quello di occuparsi di tutte le sezioni, dalla Valle d’Aosta alla Campania, è un lavoro che sanno fare altri. Lui sta andando avanti come ha sempre fatto, utilizza piccoli ruoli come grimaldello. La sua storia lo dimostra: muove i primi passi come segretario provinciale del Partito Popolare Italiano prima e della Margherita poi, diventa Presidente della Provincia di Firenze giovanissimo, riesce a diventare sindaco di Firenze e infine icona pop e chissà quale sarà il passaggio successivo. L’importante è che intorno a lui ci siano le macerie: da questo punto di vista fossi Bersani mi guarderei in giro.

Si spieghi meglio…
Nel senso che prima o poi i padri vanno ammazzati. Fossi nel candidato premier mi guarderei alle spalle.

In questi giorni Giorgio Gori, responsabile comunicazione della sua campagna elettorale per le primarie, ha espresso pareri poco positivi su di lui.
Il ruolo di Gori all’interno della campagna elettorale di Renzi è stato molto ingigantito. Erano altre persone ad occuparsi della scenografia intellettuale dei suoi interventi. È vero però che questo sodalizio è stato benefico per entrambi, anche se a un certo punto la presenza di Gori è diventata ingombrante. È cosa nota che i due abbiano discusso varie volte, l’ex direttore di Canale 5 ha sempre spinto per far scendere in campo Renzi anche quando i tempo non erano ancora maturi. Del resto lui ha abbandonato la sua vecchia vita televisiva ed è sceso in politica scommettendo molto e sperava di coinvolgere nella scommessa anche Renzi, che invece non si è speso molto far vincere Gori alle primarie nel collegio di Bergamo.

L’unica certezza è la sua carica di sindaco di Firenze. Come sta amministrando la città?
Da quando è stato eletto, nel 2009, per un anno e mezzo i fiorentini esclamavano “Oh” qualsiasi cosa facesse. Spostava una fioriera ed erano tutti colpiti. Adesso l’effetto attesa è svanito, il sindaco è crollato anche nei sondaggi di gradimento, non è più il “sindaco Scavolini”, il più amato dagli italiani. La città ha ancora i suoi nodi irrisolti, i suoi problemi e molte sono le promesse non mantenute. Aveva detto che avrebbe rivoluzionato Firenze, ma a conti fatti dei 100 punti che si era prefisso ben pochi sono quelli realizzati. L’impressione è che lui abbia privilegiato, alla veltroniana maniera, opere visibili ma poco incisive, senza raggiungere grandi risultati.

E “le facce nuove a Palazzo Vecchio”, lo slogan della sua campagna elettorale?
Non le ha viste nessuno, ha piazzato i suoi amici proprio come ha fatto in Parlamento e come dichiarò in un celebre fuori onda.

Nel 2014 scadrà il suo mandato, si ricandiderà?
L’ha detto molte volte, ma Renzi è un machiavellico puro, la verità la conosceremo solo al momento opportuno.

Ma questo Renzi allora è una meteora o no?
In molti l’hanno definito una bolla mediatica. Io non credo sia così, credo che ci troveremo a parlare di lui ancora per molto tempo. Certo, come politico ha ancora tutto da dimostrare, ma il tempo c’è. Come ha detto un mio amico professore, Renzi rischia di diventare l’Andreotti del prossimo mezzo secolo.

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1 Commenti

  1. amerigo rutigliano officina sociale says:

    Renzi è e rimarrà solo una bolla mediatica oggi sgonfiata. Tra 5 anni Renzi avrà 43 anni con circa 23 anni di onorato servizio politico quindi da rottamare al massimo grado. Ci saranno altri Renzi che lo rottameranno stia tranquillo “Tempi”.

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