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Renzi in Liguria sui luoghi delle alluvioni. Dove nel frattempo, nei locali della parrocchia di don Fausto, è nato Leonardo

aprile 14, 2015 Elisabetta Longo

A sei mesi dall’esondazione del Rupinaro, intervista al sacerdote che ospitò una donna sfollata incinta. «Tutti si sono dati da fare, ora i risultati si vedono»

Maltempo: frane, case travolte, dispersi«Sono passati sei mesi dalle alluvioni della Liguria. Siamo tutti un po’ più poveri, ma anche un po’ più ricchi». Parla così don Fausto Brioni, direttore di Teleradiopace, ma sopratutto parroco di San Giacomo in Rupinaro, a Chiavari. In queste ore si torna a parlare di quei tragici giorni per via della visita a Genova del premier Matteo Renzi, prevista per oggi, martedì 14 aprile. Il premier si recherà sul torrente Bisagno per verificare di persona il punto dei lavori di messa in sicurezza. Il 9 e 10 ottobre scorsi, a causa delle forti piogge il piccolo torrente ha sviluppato una furia distruttiva eccezionale, e sono serviti mesi per arginare con cura il territorio, di modo che non si ripeta una simile tragedia economica e umana, all’avvicinarsi delle prime piogge autunnali.

DAL FANGO AI TURISTI. A distanza di un mese esatto dall’alluvione genovese, il 10 novembre, si è verificato un disastro simile a Chiavari: il torrente Rupinaro è esondato proprio nella zona dove presiede la parrocchia don Brioni. Il fango è stato rimosso, l’acqua è stata asciugata e tutto sembra pronto per la bella stagione, come sempre ricca di turisti in Liguria: «Tutti hanno fatto sacrifici, e ora i risultati si vedono», racconta il sacerdote. «Il 95 per cento delle strutture e delle strade ha ripreso il suo aspetto originale, quello che aveva prima che l’acqua travolgesse ogni cosa. Noi per primi con la parrocchia ci siamo dati da fare, ma ho visto tanto impegno da parte di tutti. I liguri non si perdono mai d’animo e l’hanno dimostrato anche in questa occasione. Ho incontrato molta gente che mi ha detto, con coraggio: “Sa, padre, se non ci fosse stata l’alluvione non avrei mai trovato il coraggio di fare cose nuove”». È il caso, per esempio, dell’Hotel Stella del Mare, duramente colpito dall’esondazione: «Prima di novembre avevano le cucine al piano sotterraneo, che è stato interamente distrutto e ridotto all’inagibilità, e così pure il ristorante al pian terreno. C’era da ricominciare da capo, non bastava ripulire. Ebbene, adesso, dopo cinque mesi di lavori senza sosta, le cucine sono state rialzate di un piano, è stato fatto un bel dehors all’aperto e il ristorante è molto più bello di prima: ha riaperto i battenti proprio nel periodo pasquale, con gran gioia dei villeggianti».

BENEFICENZA “TRASVERSALE”. Molto spesso, quando accadono fatti tragici, si assiste a impetuose “ondate” solidarietà che però perdono intensità man mano che il fatto si allontana. In Liguria non è stato così, e lo dimostrano, secondo don Brioni, le numerose iniziative benefiche organizzate proprio in questi giorni di inizio primavera. «Domenica 12 aprile si è tenuta a Chiavari la Partita del Cuore, con la Nazionale cantanti. Sono stati raccolti 18 mila euro che verranno destinati alla Fondazione Assarotti, che si occupa di fornire assistenza alle persone sordomute, la cui scuola materna è stata pesantemente danneggiata dall’alluvione di novembre. Grazie alla generosità di tutti, l’asilo potrà finalmente essere rimesso in sesto. Oltre a questo grande evento, recentemente, si è tenuta una serata organizzata dalle donne dello Zonta Club, durante la quale sono stati raccolti 1800 euro per aiutare una barista cinese che aveva perso tutto. Questo per dire come la solidarietà sia “trasversale”. Infine è stato riaperto il Parco Talassano, un campo da calcio parrocchiale per bambini, grazie al sostegno della Virtus Entella, la squadra locale che milita in serie B».

LA NASCITA DI LEONARDO. Nei giorni immediatamente successivi all’alluvione, don Fausto aveva ospitato nei locali della sua parrocchia due giovani sposi in attesa di un figlio, sfollati dalla propria casa di Leivi. Il sacerdote ha raccontato la vicenda dei coniugi Gulino in una intervista a tempi.it: la quasi mamma era stata salvata in elicottero mentre l’abitazione di famiglia veniva travolta dal fango. Nel frattempo, «per fortuna, la storia dei Gulino ha avuto il lieto fine sperato», conferma don Fausto. «Leonardo è nato e i genitori hanno potuto fare ritorno nella propria casa, oggi di nuovo agibile».

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1 Commenti

  1. Simone Gulino says:

    1- non siamo mai stato un giorno nella carica perché ci è stato detto che potevamo stare per un breve periodo e poi quando hanno saputa che mia moglie era Rumena hanno iniziato
    A dire non girate per la Caponica perché ci sono gli archivi e a quel punto mi sono rifiutato ho preferito stare dai miei parenti.
    1: la casa non è per nieta agibile stiamo ancora aspettando che il comune di Leivi inizi i lavori

    Gulino Simone

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