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Renzi al Senato promette di ripartire dalla scuola e dal taglio del cuneo fiscale

febbraio 24, 2014 Chiara Rizzo

Il discorso del segretario del Pd per chiedere la fiducia. Educazione, lavoro, riforme e anche giustizia. La telefonata ai marò

È durato 58 minuti il discorso di Matteo Renzi al Senato, per chiedere la fiducia. Renzi si è trovato in una situazione particolare, perché uno dei suoi cavalli di battaglia sarà proprio l’abolizione di Palazzo Madama, sostituito da una Camera delle autonomie, e durante il discorso di oggi non ha mancato di sottolinearlo. Sono iscritti a parlare 57 senatori e, secondo il presidente del Senato Piero Grasso, si voterà tra le 22 e le 23.

LE GAG COI 5 STELLE. I rappresentanti del Movimento 5 stelle hanno più volte interrotto il premier. Lo scambio di battute è stato costante. «Vedo che al Senato vi divertite» ha detto Renzi all’ennesima interruzione, e ancora, sfidando i grillini: «So che siete in crisi con i vostri elettori, per causa del vostro leader che vi impedisce di esercitare liberamente il vostro mandato elettorale. Vi mando un abbraccio forte. Anzi abbraccio forte tutti gli elettori 5 stelle».

SCUOLA. «È dall’educazione che dobbiamo partire» ha esordito Renzi, «perché è proprio questo che dobbiamo fare per uscire dalla crisi, dobbiamo “portare fuori”. Pertanto è dalla scuola che iniziamo. Farò visita ad una scuola alla settimana, a partire da mercoledì, in un istituto di Treviso. E poi andrò nelle scuole del sud perché voglio dire agli insegnanti che è da loro che si inizia a vincere la crisi».

LAVORO. Renzi è ha parlato anche della crisi: «La disoccupazione è passata dal 2007 ad oggi dal 6,7 per cento al 12 per cento. Non sono numeri di una crisi, sono i numeri di un tracollo. E la crisi ha il volto di uomini e donne, non di slides. Chi ha visto la crisi nei volti dei cassaintegrato, chi da sindaco ha stretto la mano a chi ha perso il lavoro sa che la crisi non è il numerino. Però questi numeri serve una colossale riforma del lavoro. Il primo elemento su cui prendiamo un impegno è lo sblocco to-ta-le – ha scandito il premier –, non parziale dei debiti della pubblica amministrazione, attraverso la cassa depositi e prestiti. Il secondo punto che poniamo è quello di un fondo di garanzia al credito alle pmi attraverso la Cassa depositi e prestiti. Il terzo punto è la riduzione del cuneo fiscale, con cifre a doppio numero. Su questi tre punti siamo nelle condizioni di offrire un impegno non a parole, ma coi fatti. Basta? Non basta lo dico per primo. Ma è un passo».

IUS SOLI E DIRITTI CIVILI. Renzi ha molto insistito sulla necessità di attrarre gli investimenti internazionali. Ha ribadito che «l’interesse nazionale è il posto di lavoro che si crea», e che dunque non bisogna più «urlare “aiuto allo straniero” ogni volta che si parla di investimenti internazionali nel nostro Paese. Sembriamo quasi più propensi ad allontanare gli investimenti, e invece dobbiamo attrarli». La sua intenzione è quella di «trovare dei punti di contatto», in modo da trovare delle soluzioni di compromesso. Un accenno anche sui cosiddetti diritti civili: «Sui diritti si fa lo sforzo di ascoltarsi, di trovare un compromesso anche quando questo non mi soddisfa del tutto».

GIUSTIZIA. «Sono passati vent’anni e nessuna delle due parti è riuscita a convincere l’altra della bontà delle proprie scelte. Le posizioni sono calcificate. Direi che è giunto il momento di smettere e a giugno di mettere giù le proposte che permettono di andare avanti. Siamo arrivati al punto che sugli appalti lavorano più gli avvocati che non i muratori»: così Renzi ha illustrato il quarto punto del suo programma, la riforma della giustizia, in particolare concentrandosi sulla giustizia civile, su cui «la lunghezza del processo e le difficoltà sono tali che non solo se ne vanno gli investimenti, che è un problema, ma anche la speranza di avere giustizia, che questo sia un paese che prima o poi dia delle risposte».

RIFORME ISTITUZIONALI. Renzi ha spiegato che dal mese prossimo propone di avviare la riforma del Senato dal Senato, e quella del titolo V della Costituzione intanto dalla Camera. «L’Italicum è sostanzialmente pronto, vi è un accordo che ci mette finalmente nelle condizioni di avere una nuova legge elettorale condivisa». Il premier ha sottolineato che «tutte queste tre norme fanno parte di un pacchetto».

«LA TELEFONATA AI MARO’». Renzi ha concluso raccontando che «ieri nel mio primo giorno da premier ho chiamato due italiani, i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che stanno all’estero da troppo tempo e ho detto che faremo di tutto per riportarli a casa. Ho chiamato una mia coetanea, Lucia di Pesaro (un avvocato sfregiata dall’ex fidanzato), che è stata sfregiata al volto e che adesso vede concludere il processo avviato grazie al suo coraggio. Ho chiamato, forse a voi non interessa ma a me sì, un mio amico che ha perso il lavoro. Forse ha ragione quella signora che ieri a messa mi ha detto “se lo fai tu il presidente del Consiglio, allora…”. Forse ha ragione, ma io vengo dall’esperienza di un partito in cui ad una generazione è stato detto che se aveva delle idee poteva giocarsele. Oggi viviamo un momento in cui ci viene detto il contrario: ad una generazione viene risposto di no se chiedono un mutuo, viene detto di no anche alle loro idee se cercano un lavoro. Cosa diciamo a questa generazione, che fatica pure ad uscire a prendere una pizza? Non ci sono più alibi. E se falliamo la colpa sarà mia. Non ci sono più alibi ai palazzi della politica, persino per me. Oggi vedete un governo che vi chiede la fiducia per un cambiamento radicale, e che vuole smettere di essere il fanalino di coda dell’Europa».

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3 Commenti

  1. gianluca s. scrive:

    Vedremo i tre passi su lavoro, cuneo fiscale e credito alle imprese.
    In privato, Renzi dovrà ordinare ai suoi di riflettere, prima di parlare ( vedi Del Rio su tassazione Bot, un autogol ).. Sperando che nessuno tiri fuori idiozie sulla patrimoniale: esiste già, un bel regalo del governo Monti ( il decreto Salva Italia che ha massacrato gli italiani), che con l’introduzione anticipata di un’IMU pesantissima, da due anni tartassa gli immobili con 25 miliardi di Euro annui. La patrimoniale c’è già!

    Invece che delle solite dichiarazioni d’intenti sui diritti civili ( una forma di riconoscimento delle unioni omosessuali), Renzi si informi sull’ideologia del gender propagandata nelle scuole, si chieda se la vorrebbe proposta anche ai suoi figli – che non lo chiamano certo genitore 1.
    Ci parli invece di misure a favore della famiglia ( qui potrebbe trarre ispirazione dalla fiscalità tedesca o francese per le famiglie con figli..).
    Ripartire dall’educazione? Benissimo. Ricordando che esiste un sistema pubblico, fatto di scuole statali e non statali paritarie, e che queste ultime, oltre al servizio reso, fanno risparmiare allo Stato piu’ di 5 miliardi di Euro all’anno – a carico delle famiglie, ovviamente, che operano una costosa libertà di scelta.

    Una generazione che non può uscire a prendere la pizza? Anche. Visto che Renzi telefona, speriamo che abbia qualcosa da dire alla famiglia del pizzaiolo che si è ucciso a Napoli, per l’assurda multa ricevuta dall’Ispettorato del lavoro. La moglie lo aiutava, un vero delitto..

    Vedremo. Auguri sinceri di buon lavoro.

  2. Stefano scrive:

    Ma non si deve presentare un programma per avere la fiducia? Mi sembra che ancora una volta Renzi sia riuscito abilmente a sorvolare su quelli che saranno gli atti concreti per il taglio del cuneo fiscale, ecc… In pratica ha recitato nuovamente la poesia a memoria, quella che anche Monti e Letta avevano recitato, rilancio del lavoro, credito alle imprese e così via, senza specificare le azioni da mettere in campo per attuarle e sappiamo tutti come è finita. Con Monti per il lavoro ci siamo beccati la riforma Fornero, che oltre a non risolvere il problema lavoro, ha reso drammatica la sopravvivenza del sistema pensionistico.
    Con il suo discorso Renzi sembra aver preteso che il Senato gli dia la fiducia sulla fiducia.
    Speriamo bene!

  3. marzio scrive:

    Ripartirà dalla Scuola….. ,sperando non faccia come il governo berlusconi,quando partì dalla Scuola con i pesanti tagli tramite la “simpaticissima ” gelmini. Spero che la realtà mi smentisca !

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