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Le Regioni contro la liberalizzazione della cannabis

luglio 9, 2016 Benedetta Frigerio

La Conferenza delle Regioni ha presentato alla Camera un documento contro la proposta di legge che sarà discussa il 25 luglio.

cannabis-ansa

La Conferenza delle Regioni, con un documento presentato alla commissione Affari sociali della Camera, ha segnalato le numerose criticità contenute nella proposta di legge sulla cannabis che arriverà in aula il 25 luglio. La presa di posizione della Conferenza delle Regioni va così ad aumentare il coro di voci critiche che si sono levate in questi giorni.

CRITICITA’. Il documento della Conferenza condanna l’utilizzo del fine terapeutico per giustificare quello ricreativo, spiegando che «è inattuabile la liberalizzazione dell’uso ricreativo di un prodotto che ha sempre più indicazioni per scopi terapeutici, altrimenti c’è il rischio di fare confusione e quindi di gravi ripercussioni in termini sanitari. La stessa legge non può regolamentare due aspetti che sono incompatibili».

Inoltre «la proposta di legge è in contrasto con le normative attuali in merito a quanto disposto sulla penalizzazione dell’omicidio stradale». Bisogna aggiungere poi la pericolosità del principio attivo della marijuana che sta crescendo di intensità con danni sul cervello che possono essere anche irreversibili, come dimostrano i dati inglesi. Per questo il documento continua così: «La selezione delle piante, il metodo di coltivazione, i tempi di raccolta, la tecnica di trasformazione sono passaggi che possono incidere in modo significativo sul titolo del principio attivo». Inoltre, fanno notare le Regioni, anche la cannabis “terapeutica” ha i suoi limiti, poiché «gli usi terapeutici non sono approvati come indicazioni terapeutiche ed è in discussione non solo la sicurezza d’uso ma anche l’effettiva efficacia in diverse patologie».

MINORENNI A RISCHIO. Non è poi «da escludere che, una volta diffusa la pratica del “fai da te” per usi ricreativi, questa pratica (la norma non lo vieta e neppure potrebbe vietarlo) non possa essere attivata anche per gli usi terapeutici con gravi conseguenze sulla salute pubblica». Si fa poi notare che la regolamentazione dei farmaci spetta alle autorità competenti: le 12 le Regioni (Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria, Basilicata e Lombardia) che hanno adottato provvedimenti relativi all’uso terapeutico di farmaci contenenti una percentuale di marijuana «convergono tutte nel disciplinare l’erogazione dei medicinali a carico dei propri Servizi sanitari regionali». Ma il pericolo peggiore segnalato dal documento è che «la proposta di legge potrebbe portare ad uso inappropriato per i soggetti minorenni, con possibilità di sicurezza e danno a tale fascia di età».

Foto Ansa

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8 Commenti

  1. Nabucco scrive:

    Ahahahahah che inutile bigottismo. La marijuana si trova già ad ogni angolo di strada, quindi tanto vale regolamentarla e permettere a chi ne fa uso (circa 4 milioni di italiani) di non intossicarsi con sostanze tagliate chissà da chi e chissà come.
    Basta con questa falsità che chi è contro la legalizzazione vuole salvaguardare la salute. Voi volete proprio che la gente non si faccia le canne, ma in Italia esiste il LIBERO ARBITRIO, che vi piaccia o no.

    • Menelik scrive:

      Cazzata n° 1:
      la mariuhana non si trova ad ogni angolo di strada, ma solo nei posti frequentati da tossici e spacciatori.
      Nelle aree urbane ce ne sono parecchi, questo è vero, ma nei piccoli centri sono molto rari, di solito che si fa va a rifornirsi in città.
      (E non venire a dire che io conosco l’amico del nipote del nonno che la comperava anche all’oratorio. Io la usavo, quel giro lo conoscevo. Poi, per fortuna e mia buona volontà, ci ho dato un taglio ed è stato uno degli affari più grandi che ho fatto nella vita).
      In quanto ai 4 milioni…..mah….il 15% della popolazione, leviamo i bambini fino alle medie, leviamo gli anziani – una grossa fetta della popolazione – leviamo gente “normale”, di casa, che non la userebbe manco morta, praticamente tra adolescenti e gente di mezz’età, uno su due? No, impossibile.
      In quanto al libero arbitrio:
      se sei su un’isola o in un capanno in cima ad un monte in mezzo al bosco, teoricamente potresti fare quel cavolo che vuoi, danneggi solo te stesso e la storia finisce lì.
      Ma quando sei in mezzo al consorzio umano, come virtualmente il 100% della popolazione, non puoi permetterti il lusso di fare quello che ti pare e scaricare su chi ti sta intorno le conseguenze delle tue malefatte. Non per niente se ti beccano alla guida in stato di ebrezza sei pesantemente sanzionato.
      Io la conosco quelle robe, e non mi incanti.

      • Gino scrive:

        Si vede proprio che e non hai capito nulla… mollami in un borgo qualsiasi e in 15 min ti trovo da fumare…. basta fare i ciechi o i mongoli che la droga ce ovunque…. moltissimi la usano pure i nostri politici contrari…. manco fosse una droga l’erba…

        • donosor scrive:

          Non so perché, ma qualcosa mi fa pensare che il Gino la droga non l’abbia mai vista nemmeno col cannocchiale.La sua pochezza è del tutto nature.

    • Testimonianza scrive:

      “Mi chiamo Lucia, ho 30 anni e scrivo dalla provincia di Lecce.
      Undici anni fa mi fu diagnosticata la sclerosi multipla.
      Sono una dei 5 “pazienti fortunati” che sta assumendo il Bedrocan (infiorescenze essiccate di Marijuana) con miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita. Nei vari anni ho provato tutti i farmaci convenzionali e non che vengono prescritti a coloro che si trovano nella mie condizioni.
      Sono arrivata in ospedale che ero costretta a star seduta su una sedia a rotelle ormai, e mi preparavo all’idea di doverla utilizzare per il resto della mia vita. Dopo 2 giorni di ricovero ho cominciato a bere tisane con la marijuana. Il terzo giorno sono resuscitata, sono infatti riuscita a lasciare la sedia e iniziare piano piano a camminare nuovamente sulle mie gambe(seppur con un aiuto affianco), avendo così la certezza che tale farmaco è l’unico in grado di sollevare oltre all’umore anche il mio fisico. Sono stata dimessa e mandata a casa con 6 confezioni di Bedrocan sufficienti a trascorre un mese di vita “normale”. ”
      Questo è un estratto di una lettera al quale non penso serva aggiungere altro…no non è padre pio, è una pianta!

      • pic e pala scrive:

        e che centra tutto questo se la stessa pianta è da fumare per sballare e rovina le cellule cerebrali nei più giovani?

        i fucili e i badili sono fatti contengono entrambi ferro ma la loro vendita è regolamentata in maniera differente, perchè sebbene tu possa fare del male con un badile, con un fucile puoi fare una strage.

  2. max scrive:

    salve ,io non userei mai la cannabis per “sballarmi” ma per curarmi ,e’ un mio diritto!!!
    soffro di una grave forma di fibromialgia
    perche’ non lasciate che le persone che ne hanno bisogno ne possano fare uso a dei prezzi accessibili
    perche’ dobbiamo essere sempre gli ultimi ???

    • Menelik scrive:

      Ma te ci sei o ci fai?
      Che forse il divieto di uso della mariuhana comprende anche le medicine che la contengono?
      Anche gli oppiacei sono vietati, ma quando servono, vengono prescritti con ricetta non ripetibile e registrata.
      E così ha da essere anche con qualunque derivato della cannabis.
      Se serve alla medicina, la cannabis ci sarà, anzi, c’è già da tempo la sperimentazione in corso.
      Chiaramente giammai sotto forma di mariuhana o haschish da fumare, ma sotto forma di pastiglie o fiale o gocce o qualunque altra forma farmaceutica si ritenga opportuno, inserita nella tabella stupefacenti e prescritta da un sanitario come si prescrive qualunque altro farmaco oppioide, anfetaminico, come la ketamina, ecc….
      Sono stupefacenti, caro mio, ci vuole vendita controllata solo a chi ne ha veramente bisogno, escludendo tassativamente tutti gli altri per i quali quei farmaci siano solo fonte di divertimento, per crearsi una realtà illusoria.

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