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Ramadan insanguinato. Attentati in Francia, Tunisia, Somalia e Kuwait

giugno 26, 2015 Redazione

Un uomo è stato decapitato in Francia, un kamikaze si è fatto esplodere in Kuwait e almeno due attentatori hanno compiuto una strage sulle spiagge tunisine. Scontri e morti anche in Somalia

Francia, Kuwait, Tunisia, Somalia. Questi quattro paesi sono stati colpiti oggi da altrettanti attentati terroristici. Un uomo è stato decapitato vicino a Lione, 16 persone hanno perso la vita in una moschea sciita del paese arabo colpita da un kamikaze e «almeno 37 vittime» si contano nella città turistica di Sousse (o Susa), più di trenta in Somalia.

FRANCIA. A Saint-Quentin-Fallavier (Isère, regione Rodano-Alpi) un uomo intorno alle 10 del mattino è entrato nella fabbrica di gas industriale Air Products, gridando di essere dell’Isis e brandendo una bandiera islamista. Con la macchina avrebbe urtato diverse bombole di gas, facendole scoppiare e causando un incendio. All’entrata della fabbrica, è stato trovato un corpo decapitato, la cui testa era stata appesa alla cancellata. L’uomo, che probabilmente ha agito con l’aiuto di un complice anche lui fermato, è stato preso e si trova al commissariato: si chiama Yassine Salhi e vive in una banlieue di Lione. A bloccalo è stato un pompiere dell’Sdis, il Servizio dipartimentale per gli incendi e il soccorso.

KUWAIT. Lo Stato islamico ha rivendicato l’attentato kamikaze condotto contro una moschea sciita a Kuwait City. Il luogo di preghiera, essendo il secondo venerdì del mese sacro di Ramadan, era pieno. Sono morte almeno 25 persone e ferite oltre 200. Prima di farsi esplodere nella moschea Al-Imam al-Sadeq, la cui colpa era di «diffondere gli insegnamenti sciiti tra la popolazione sunnita» e di essere un «tempio di negazionisti», il kamikaze ha gridato «Allah è grande».

TUNISIA. L’attentato più mortifero è stato quella della Tunisia, dove a pochi mesi dalla strage del museo del Bardo (24 vittime) è stato colpito un altro sito turistico. Due alberghi di un resort turistico di Sousse (Hotel Riu Imperial e Port el Kantaoui) sono stati attaccati da tre o quattro uomini armati arrivati dal mare. La maggior parte delle vittime si trovava in spiaggia quando è stata uccisa.

SOMALIA. A Leego i miliziani di al-Shabaab si sono lanciati con un’autobomba contro i soldati dell’Unione africana. È seguito uno scontro a fuoco, in cui pare abbiano perso la vita più di trenta persone.

RAMADAN. Mohamed Ali Laroui, portavoce del Ministero degli Interni tunisino, ha parlato di «almeno 27 morti», tra cui tanti turisti stranieri, ma il conto delle vittime potrebbe essere più pesante. Un terrorista è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine, un altro è fuggito.
Pochi giorni fa, un portavoce del Califfato, Abu Muhammad al-Adnani, aveva chiesto di aumentare gli attentati contro cristiani, sciiti e sunniti nel mese di Ramadan. Invitava a trasformare il mese santo dei musulmani in una «calamità per gli infedeli».

Foto Ansa/Ap


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2 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Naturalmente aspettiamo che si levi alto il mantra di “questo non è l’islam”.
    E così torneremo a dormire tranquilli, credendo che l’isis si estinguerà da solo. Prima o poi, o comunque fino a quando non toccherà a noi di persona.
    Nel frattempo ci si spennerà su come ridistribuire in un paio d’anni 40.000 migranti in una ventina di paesi, circa 2000 a testa. Quanti ne arrivano in un paio di giorni sotto Lampedusa e dintorni.
    Buffoni.

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