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Le radici storico-filosofiche dell’indifferentismo sessuale. Il nuovo volume della Manif pour tous

maggio 27, 2014 La Manif pour tous Italia

Viaggio dalle origini storico-filosofiche agli orizzonti socio-antropologici di un pensiero che decostruisce, per capire da dove nasce e dove ci porta questa spinta ideologica chiamata gender

pillon-indifferentismo-sessualeCari Amici,
abbiamo da poco inaugurato per voi La Biblioteca della Manif, una collana di preziosi approfondimenti che vi permetterà di avere una più chiara conoscenza delle tematiche che, ad oggi, minano l’istituto della famiglia.

La grande menzogna delle tecnosofie e delle biopolitiche. Viaggio dalle origini storico-filosofiche agli orizzonti socio-antropologici di un pensiero che decostruisce, per capire da dove nasce e dove ci porta questa spinta ideologica chiamata gender.

Nonostante il titolo possa preoccupare, il testo è di facile ed agevole lettura anche per chi non sia un esperto in discipline umanistiche. Con prosa scorrevole l’autore ripercorre le tappe della teoria dell’indifferentismo sessuale individuando le cause storiche e politiche e i possibili tragici effetti sui bambini, sui giovani e sullo stesso futuro dell’umanità.

Cliccando sul link del titolo potete scaricare il testo di Simone Pillon, Le radici storico-filosofiche dell’indifferentismo-sessuale. Qui il precedente pamphlet L’ideologia del genere.

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13 Commenti

  1. mike scrive:

    secondo me le radici storiche sono nella cultura ascetica dall’asia all’europa. vedi orfismo (che influenzò un certo platone che scrisse la repubblica) ma anche jainismo taoismo. e vorrei vedere anche buddismo e yoga. il principio cardine di tale concezione è il binomio yin/yang chiamato shiva/shakti in india e amore/contesa da empedocle, e i 2 cavalli nel mito platonico del carro alato. di tutte queste cose non sempre si sa molto, specie del jainismo. sarebbe interessante saperne di più. credo avremmo sorprese. o conferme.

  2. beppe scrive:

    MA ANCHE IL PINCOPALLINISMO.

  3. filomena scrive:

    @Mike
    Il mito platonico della riminiscenza a mio parere non centra molto con l’indifferentismo sessuale. Come si collega secondo te la differenza sessuale con la carrozza trainata dai due cavalli, bianco e nero che guidata dall’auriga nell’iperuranio viene trascinata alternativamente nel mondo delle idee o nel mondo reale a seconda che prevalga il cavallo bianco o quello nero?

    • Raider scrive:

      Filomena, lei è esilarante! Ma che dico: lei è una vera star! Le sue reminiscenze ippico-platoniche sono dovute a un intelletto-Varenne che scalpita, trotta, galoppa e sfreccia, tagliando il traguardo del surreal-demenziale e vincere di slancio il Palio della mozzarella in carrozza, il gran dressage dell’indifferentismo da corsia preferenziale al collegamento alla rinfusa, il primo premio della corsa al delirio e oltre! Lei è il Forrest Gump del politicamente corretto! No, Platone non ce la racconta giusta e lei l’ha smascherato, il cialtrone dell’iperuranio che non era altro, lei ha colto così, con uno scalpiccio, un nitrito e un saettar di garretti l’essenza bianco/nera della cavalleria platonica, non quei brocchi di Jaeger e Zeller, quei ronzinanti di Wilamowitz-Moellendorf e Koyrè! Op-op, cavallina storna, lei batte tutti! Siamo tutti suoi fan!

    • mike scrive:

      i due cavalli sono definiti uno dal mantello bianco e gli occhi neri e l’altro dal mantello nero e gli occhi bianchi. ciò ricorda molto il simbolo yin/yang. il mito platonico del carro parla della conoscenza, ossia d’altro, ma è indicativo che ci sono i due cavalli che come detto sono in oriente yin e yang. ed in oriente tali due cose sono definite come i due aspetti dell’uomo. cioè dicono che in ognuno di noi c’è una parte yin ed una yang, e yin è maschile mentre yang e femminile. e nell’uomo prevale lo yin mentre nella donna lo yang. tale concezione si presta all’ideologia del gender, in cui si può essere etero omo o bisex a seconda di come gira. infatti il gender dice anche questo. come dice che etero o omo si nasce, e anche qui no problem: potrebbero dire che un gay è prevalentemente yang ed una lesbica prevalentemente yin. la mentalità orientale fa comodo al gender, se non ne è una prima formulazione storica. se non altro gender suona similissimo a jaina dharma, il nome con cui è definita la dottrina jainista.
      il mito platonico parla poi si dell’andare in alto o in basso, ma cosa è basso o alto? un cavallo, il bianco credo rappresenti la ragione e l’altro la passione, ma nell’insieme cosa è andare in alto o il basso? a giudicare dalla repubblica viene un forte sospetto su platone e non solo. cioè non si sa del tutto perché ci fu il pogrom contro i pitagorici ma io un sospetto ce l’ho.

      • filomema scrive:

        Non ricordavo il particolare del colore degli occhi neri nel cavallo bianco e viceversa e questo potrebbe essere associato alla dualità. Il fatto di andare alternativamente in alto o in basso però si riferisce all’avvicinarsi al mondo delle idee ( in alto) dove ci sono i vari modelli della verità oppure precipitare nel mondo reale e una volta reincarnata, l’anima dimentica tutto quello che ha visto nel mondo delle idee. Per ricordarlo un po’ alla volta si farà riferimento al mito della caverna. Il tutto quindi come hai accennato tu si riferisce alla modalità con la quale l’uomo giunge alla conoscenza e i due cavalli a questo servono.
        Poi onestamente potrei sbagliare e mi servirebbe usufruire del mito della caverna per ricordare le “verità” scolastiche di parecchi anni or sono.

        • mike scrive:

          leggi bene i commenti prima di rispondere, che sennò in pratica non rispondi.
          poi aggiungo che sul web ho letto un po’ del libro qui proposto, e che pare non si voglia andare a fondo sulle origini storiche del gender. il sig. pillon parte da cartesio nell’analisi e dice che si rifà a platone nel dualismo res cogitans ed extensa. fin qui bene. solo che doveva dare più risalto a platone e soprattutto all’orfismo che fu la corrente religioso-filosofica che portò in occidente l’idea del corpo prigione dell’anima (tale concezione è però ambigua. in oriente il tantrismo e in occidente il culto misterico di dioniso avevano la stessa idea di anima imprigionata e di necessaria liberazione. ma liberazione che cosa significa? può essere una cosa o il suo contrario. le religioni ascetiche dell’asia e dell’europa in fondo non hanno molto seguito, come il buddismo che in fondo sono solo 360 milioni su 7 miliardi. e come i pitagorici nell’antichità, dopo un po’ sterminati quasi tutti. ovvio, alla fine davano fastidio. sarebbe curioso indagare il perchè).
          e poi sull’origine orientale di certe cose boh… la porta dei leoni di micene… mi ricorda mutatis mutandis il mito del carro platonico.

          • filomena scrive:

            Non credo che per commentare bisogni prima leggersi un manuale di filosofia, i commenti sono liberi e nessuno credo sia qua per montare in cattedra. Di solito si commenta sulla base delle proprie opinioni e delle proprie conoscenze. Dato l’argomento non proprio quotidiano il mio riferimento risale alle nozioni di scuola superiore. In ogni caso se pensi che non vale la pena di rispondermi puoi tranquillamente ignorarmi, non preoccuparti non mi offendo.
            Lo faccio anch’io quando i commenti provengono da persone che offendono e sono maleducate (e non parlo di te)

            • Raider scrive:

              No, a leggere lei, Filomena, si capisce che non si tratta di montare in cattedra, ma di montare a cavallo e come ha fatto lei – con Mike che la precede e Pillon avanti a tutti – a fare di Platone il Lester Piggot (uno dei più grandi fantini di tutti i tempi: lo saprà) della filosofia sulla base delle sue reminiscenze, appunto, platoniche degli studi a suo tempo fatti al Liceo. Il cavallo bianco (o quello nero, scelga il colore che preferisce) è il maschio o la mascolinità o la virilità; e quello nero è femmina o la femmina o la femminità: e va bene anche a colori invertiti. Se si vogliono aggiungere altri contenuti simbolici ad libitum, che ci vuole? Lei, Mike e Pillon cadete nell’errore cognitivo di chi unisce con una linea punti a caso su un foglio per trarne qualche forma o figura; o gli occhi al cielo, tracciate linee immaginarie collegando stelle e pianeti, in cui divinare altre figure, da ricondurre a miti e metafore a piacimento e a ufo.
              Lo scopo, così sembra, è di dare un albero genealogico alla teoria gender: ma, anche in questo caso, l’albero della vita non perdona: sempre e solo da maschio e femmina può scaturire una discendenza. Fuor di metafora, solo riportando a una chiave interpretativa ciò che si spiega anche senza grimaldelli ideologici a posteriori e posticci è possibile illudersi che, per restare all’esempio, la costellazione della Balena e il mammifero marino, la costellazione di Orione e il mitico cacciatore che, con accanto la costellazione del Cane Maggiore e Minore, affronta petto in fuori quella del Toro e padrone e segugi, inseguano la Lepre, siano la stessa cosa. Cacciarsi, invece, in labirinti interpretativi così vacui, porta solo a perdere di vista – ecco, sparito: inutile dire cosa, a chi preferisce teorizzare a tutta birra per rivalersi della realtà.

  4. Giovanni scrive:

    Vedo che nessuno ha commentato il testo proposto. Probabilmente nessuno se l’è sentita di affrontare questo pippone complottista. Per farlo non serve un filosofo o un antropologo, serve un pendolare. ieri per via del solito ritardo FFSS avevo tempo da perdere e mi sono divertito a leggerlo e commentarlo con altri colleghi, che sul tema la pensano in ogni modo possibile. Anche i più contrari a matrimoni e adozioni gay, anche i più religiosi alla fine commentavano “Vabbè, ma a questo manca qualche rotella, mica sian tutti così”, Gli altri dai moderatamente contrari ai favorevoli si sbellicavano dalle risate.

    L’autore va molto oltre quanto finora abbiamo sentito, sostiene che il matrimonio gay, l’aborto, il divorzio, la fecondazione assistita, il transessualisomo sono un unico gomblotto per fare creare un uomo che faccia a meno del suo corpo. Insomma queste tecniche non sarebbero un modo per ovviare a situazioni contingenti (sterilità, disforia di genere, omosessualità), ma la maniera di riprodursi che una Spectre pluto-masso-satan-comunisto-omo-femminista che domina il mondo vorrebbe in futuro riservare a TUTTI. Non ci credete? pg 16 :”Mediante la clonazione, ovvero mediante l’auto-fecondazione e altri mostruosi pasticci di laboratorio si riuscirà a costruire un embrione prodotto senza gameti maschili e femminili e coltivato in un utero artificiale. Così saranno generati i figli del domani, affrancando definitivamente il corpo dell’uomo e della donna dal dover mettere al mondo le nuove generazioni e lasciando alle cliniche americane
    la selezione della specie umana e i colossali guadagni che già ne derivano.”

    Ma le cose migliori sono alla fine, Le possibilità dove l’autore, dopo aver sostenuto che non vi può essere compromesso alcuno con una cultura tanto satanica, si chiede che capiterà in futuro. Vede tre ipotesi: una guerra (!!!) che le altre culture come l’Islam (non i buoni cristiani, per carità) muoverebbero contro l’Occidente sentina di ogni vizio o l’ “apposizione di confini territoriali”, i devoti morigerati da una parte, i debosciati dall’altra. A meno che l’Occdente un tempo cristiano non riscopra le sue radici.

    Roba così non la trovi neanche nei siti sui rettiliani e sulle scie chimiche.

    Una prece

    • Raider scrive:

      Non ho letto il testo proposto, alcune cose sono note da altre fonti, un’idea di quello che succede possiamo farcela anche senza essere istruiti su complotti sì e complotti no, grazie. Sembra che, per lei, siccome quella del complotto è un’ipotesi campata in aria – è appena il caso di dire che, personalmente, non solo non ho alcuna propensione complottista, ma non mi sento portato a dare troppa importanza neppure alle semplici coincidenze -. allora, se non ci sono complotti, le tecniche di manipolazione genetica o quelle per rendere possibile la fecondazione da donna a donna non siano problemi di un qualche rilievo. Dopo aver stabilito che gay si nasce e la natura ha fatto bene, si dimentica che la natura – diciamo così; e parafrasando teorie para-complottiste che attribuiscono a un Creatore la creazione, attribuiamo l’intelliegnza al disegno animato, all’opera, non al disegnatore – fa nascere gay apposta per non far nascere bambini e ecco che la natura ritorna cattiva e va forzata in laboratorio per accontentare chi non può generare bamibini come è concesso alle coppie etero.
      Si conducono esperimenti per bambini con i geni di tre, quattro e a questo punto, n individui: i figli di nn, daccapo. Si progettano miscugli genetici di ogni genere con ‘correzioni’ di ogni genere in nome della razionalità di una scienza impazzita: questo dovrebbe inquietare più dei complotti e ci si dovrebbe interrogare sui limiti della disponibilità della vita a chi vuole manipolarla dalle fondamenta. Questa follia giustifica anche chi ritiene che vi sia qualcuno che si diverte a prendersi gioco dell’umanità non ancora trans-umanata e rottamata: non ci sarebbe nulla di più strano di quel che si vede, si sente e si fa, trovando apologeti di ogni castroneria fine a se stessa. Se, poi, si rifiuta di vedere la realtà perché i complotti non piacciono, cadendo in una forma di paranoia assai più nociva di quella diagnosticata in chi vedrebbe pericoli immaginari, le minacce tutt’altro che immaginarie di un fondamentalismo aggressivo servono solo a beffeggiare la religione che, più occidentale di altre, è la più minacciata di tutte.

      • Giovanni (Cattivo) scrive:

        Raider tanto per fare un’esempio di quanto siete sconclusionati: non esiste nessuna manipolazione genetica che renda possibile la fecondazione da donna a donna. Le coppie lesbiche usano lo sperma di un donatore e una banale siringa.

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