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Questa non ce l’aspettavamo. Il leader dei No Tav appoggia Renzi

novembre 8, 2012 Marco Margrita

Sandro Plano ed un pezzo del Pd più vicino ai manifestanti anti-treno ha dichiarato l’appoggio al “rottamatore”. Accade in Val di Susa

In politica, da sempre ed ancor più in momenti di crisi, è vietato stupirsi. In Val di Susa, poi, non ci si è mai fatti mancare nulla. E, correndo i tempi che sappiamo, non ci si poteva che immaginare un surplus di “creatività”. Come, forse chiedendo più di uno sforzo, si è cercato di spiegare da queste colonne: in questa terra di confine che ha conquistato una non sempre encomiabile centralità mediatica, quasi mai uno è dove te l’aspetti. I cattolici s’infervorano, “per la vita della Valle” niente di meno, nella crociata contro il treno veloce sentina d’ogni male (con tanto di occupazione della Messa e lacrimogeni all’offertorio). La sinistra – in primis l’onorevole Stefano Esposito (Pd), che sta tra gli anti-montiani del Pd ed ha portato Stefano Fassina a benedire la Tav – supera la destra in spirito “law and order”. I “cattolici democratici” flirtano con Vendola e con Grillo. Gli eredi del “riformismo comunista”, ad Avigliana alle ultime amministrative ed altrove, rivendicando la coerenza della scelta, in nome del civismo e dello sviluppo, si incontrano sulle cose con ampi settori del centrodestra. Il Pd, in questa Valle dove l’antiberlusconismo ad ogni costo (ultima versione del “nessun nemico a sinistra”) ha condotto ad una perniciosa liason con il movimento antitreno, cerca faticosamente di riaffermare la propria linea pro-Tav anche con deferimenti, sospensioni ed espulsioni. In questa Valle che ha nell’ex-democristiano Sandro Plano il più barricadiero degli uomini delle istituzioni, gli esponenti dei centri sociali parlano nelle conferenza stampa nei palazzi della politica. Insomma, c’è molta confusione sotto il cielo (ma con buona pace per Mao la situazione è tutt’altro che ottima).

In un clima del genere, dove il rito politicista della conta, nella piazza ma anche nelle assemblee, è ben più praticato di quanto abbondante retorica sulla “democrazia partecipata” vorrebbe far credere, potevano le primarie del centrosinistra (conta non proprio irrilevante) non essere occasione per una nuova infornata di contraddizioni? Certo che no, e le sorprese non sono mancate. Se la celebre sentenza andreottiana sul “pensar male” conserva, come conserva, una validità che attraversa i tempi, non manca il materiale per esercitarsi in retropensieri. Per trovare conferma di quanto, in tanti, anche nei bar e nelle piazze sussurrano da un po’: non è che con tutto questo bailamme qualcuno pensa di lucrare visibilità e carriera politica?

La premessa, anche se lunga, era d’uopo. Ora i fatti. Ed, ancora una volta, all’insegna del “nessuno è mai dove te l’aspetti”. Sandro Plano ed un pezzo del Pd più intransigenti nel sostegno alla contiguità con i No Tav – maligni suppongono con la benedizione dei due consiglieri regionali popolari neo-renziani Stefano Lepri e Davide Gariglio – dichiarano l’appoggio a Matteo Renzi. Sì, proprio il rottamatore che per Beppe Grillo ed i suoi, che il movimento antitreno hanno non poco infiltrato, è nulla più che un ebetino. Sì, proprio Sandro Plano che, alla vigilia delle amministrative della primavera scorsa, insieme a Carla Mattioli, si faceva fotografare a pranzo con Nichi Vendola per sconfessare «l’innaturale alle alleanza pro-Tav tra Pd e Pdl ad Avigliana». E che, ancora nella recente visita del governatore pugliese in terra subalpina, partecipava, al tavolo dei relatori, all’assemblea con i suoi sostenitori ad Alpignano. Non senza, i maligni dicono con la regia dell’altro ex-democristiano Gianfranco Morgando, cercato di farsi fotografare a fianco di Bersani alla recente festa provinciale del Pd.

Matteo Renzi, il rottamatore, appoggiato da chi ha attraversato indenne il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica e forse agogna un ruolo anche nella Terza prossima ventura. In Val di Susa si può. Il presidente della morente Comunità Montana sempre critico verso l’ex-sindaco di Torino Sergio Chiamparino, bollato come “pasdaran del Tav” e mai messo in condizione di parlare in Valle, che appoggia il “rottamatore” che dicono incontri qualcosa più di una simpatia presso il Chiampa. Miracoli della politica?

Tanto poté una dichiarazione del giovane mattatore fiorentino: «Se si potesse tornare indietro non investirei i soldi per la Torino-Lione, meglio darli alle scuole». D’un botto s’è dimenticata una strutturata inamicizia (nella memoria di più d’uno rimane lo scontro a “Piazza Pulita”, nel settembre dello scorso anni, tra Renzi e Mattioli).

Non è facile prevedere, stante la forte “grillizzazione” del movimento, quanti consensi potrà portare al candidato Renzi la conversione di Sandro Plano. Di certo, qualcuno l’ha già tolto. Una pattuglia del Pd lealista di Avigliana, da sempre vicina a Sergio Chiamparino e che vedeva con “naturale simpatia” il tentativo renziano, sta preparando un documento pro-Bersani. «Almeno qui in Piemonte, proprio chi era corso in soccorso della vecchia classe politica locale messa in crisi dalle spinte al rinnovamento – spiegano – ha assunto ruoli chiave nella campagna di Renzi. Da ultimo dai giornali abbiamo appreso che in valle di Susa questa avrà come simboli proprio Sandro Plano e Pacifico Banchieri che di quell’alleanza con le cosiddette liste civiche no Tav è stato regista e che oggi è capogruppo in comunità montana. Già si affacciano altri. Naturalmente il problema non sono i singoli o i simboli ma la coerenza di un progetto. E se la Valle di Susa è stata scelta da molti come Grillo ed Airaudo, come laboratorio del nuovo estremismo populista è anche perchè in questa valle il confronto è uno dei passaggi fondamentali nelle sfide del riformismo». Una situazione che, continuano, «ci ha portato a riflettere sul fatto che una politica nuova non lo è solo nei proclami ma anche e soprattutto nella coerenza e nel coraggio di un governo affidabile ed autorevole. Per questo, e proprio in forza delle nostre idee e della nostra esperienza, abbiamo deciso di dare il nostro convinto sostengo a Pierluigi Bersani alle imminenti primarie». Insomma, rischia di aver ragione l’onorevole Esposito, che appresa la notizia dell’appoggio a Renzi ha affidato a Facebook un caustico commento: «Stamattina mi hanno dato una grande notizia: Plano appoggia Renzi. Meno male».

Non si sa che altro aspettarsi, in questa Valle, dove nessuno è mai dove te l’aspetti.

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