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Questa mensa deve peggiorare. Il caso di una cuoca svedese che cucina esageratamente bene

ottobre 23, 2012 Elisabetta Longo

Per insegnare ai bambini che le verdure non sono mostri verdi ci vuole tanta costanza. La star televisiva Jamie Oliver ci prova dal 2005

Alzi la mano chi non ricorda come un incubo la pausa pranzo in mensa, nonostante gli sforzi disumani di far piacere ai bambini verdure bollite e sbiadite, perché “fanno diventare grandi”. Più che altro fanno venire dei “traumi”. In Svezia succede il contrario. La qualità di certe mense scolastiche sono così alte che il comune di Falun è dovuto intervenire per fermare il solerte operato di Annika Eriksson, la chef della scuola del paese. Quindici tipi di verdure diverse e pane fresco artigianale erano troppo a giudizio del sindaco, e non solo in termini di denaro ma di confronto con le altre scuole. «È una discriminazione nei confronti dei bambini che non possono usufruire di questo servizio». In effetti, il comune di Falun aveva messo a punto un regime alimentare per le scuole e la signora Annika, per far felici i bambini, ha messo troppo impegno nel preparare i pasti. Ora il pane non viene più sfornato ogni giorno da lei, ma acquistato in panetteria, e le 15 verdure disponibili ogni giorno sono state ridotte a sette. E niente più torte speciali in occasioni delle festività. Sia genitori sia alunni si preparano a protestare per questa decisione.

PICCOLE FOODBLOGGER CRESCONO. La piccola Martha Paune, nove anni, invece di protestare ha creato un blog, in cui postare le foto dei vassoi della mensa scolastica scozzese in cui si saziava. Con l’aiuto di suo papà, ha cominciato a scattare quotidianamente, senza paura di mostrare le malefatte della sua scuola. Ogni vassoio era poi votato in termini di qualità, salute, bontà, residui non alimentari trovati nel cibo. Nel giro di breve tempo il blog ha superato il milione di visite, tanto che la Bbc si è sentita di dover intervistare la piccola foodblogger. «Sono una bambina piccola in fase di crescita, come posso giocare e concentrarmi al pomeriggio se quello che mi viene dato è una sola crocchetta?». Martha ha smesso di dedicarsi al progetto Never Seconds quando la direzione della sua scuola ha deciso di incontrarla e dopo un consulto, ha messo pomodori e frutta nei vassoi dei bambini.

LA BATTAGLIA DI JAMIE OLIVER. A supportare Martha è stato anche lo chef Jamie Oliver, che nel 2005 ha portato all’allora premier Tony Blair una proposta per migliorare il livello dei cibi elargiti nelle mense scolastische. Negli anni Jamie, una vera star televisiva, ha girato gli istituti scolastici di tutta la Gran Bretagna cercando di insegnare ai cuochi come migliorare la qualità spendendo più o meno la stessa cifra. E insegnando ai bambini che le verdure non sono mostri verdi. Ma il ministro dell’alimentazione di David Cameron ha affidato ad altri due chef il compito di controllare la qualità delle mense inglesi, in cui comunque si servono appena il 40 per cento degli studenti. E Jamie ha preso il due di picche ed è andato a cercare di inculcare concetti sani nei palati degli americani.

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