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Qualsiasi cosa dicano gli animalisti, la caccia preserva gli animali. Parola di veterinario-cacciatore

novembre 6, 2015 Dino Bragiato

Dopo il caso delle minacce a Luciano Ponzetto, ecco una sanguigna lettera in difesa dell’arte venatoria. «L’ideologia animalista è pericolosa»

cacciatore-shutterstock_260588612

Pubblichiamo il comunicato di Federfauna Ottimo!! Vedo con molto (dis)piacere che il seme che cade in buona terra dà frutti ed altrettanto succede se cade nel… letame. Come chiamare, se non con questo termine, la pletora di insulti e minacce che hanno sommerso il collega torinese Luciano Ponzetto solo per la sua vanità di postare le sue foto accanto ad alcuni animali da lui legalmente abbattuti. Vanità sciocca, a mio avviso, ma LEGALE, come LEGALI sono stati quegli abbattimenti.

La cosiddetta caccia grossa, cioè la caccia ai grossi mammiferi, è praticata in tutto il mondo ed è regolamentata in modo rigoroso da tutti i governi, con piani di abbattimento che tengono conto dei periodi riproduttivi e della possibilità del territorio di nutrire in modo ottimale le popolazioni dei selvatici. Risulta perciò un’attività non solo legale, ma che contribuisce alla conservazione delle specie oggetto di gestione, in modo concreto, non a parole.

Altro argomento, un po’ spinoso, è il… prezzo che hanno gli abbattimenti di detti animali. Purtroppo il denaro muove il mondo e tutti governi hanno scoperto che alcuni animali, cosiddetti da trofeo, hanno un valore economico notevole. Un’antilope od un bufalo uccisi da un indigeno possono sfamare al massimo la sua famiglia; abbattuti in modo legale da un cacciatore turista portano cifre notevoli di valuta pregiata che sfama interi villaggi.

Ma il punto ora è un altro: la caccia, come la Veterinaria, contribuisce a salvare animali!

Qualsiasi cosa dicano gli animalisti, la caccia preserva gli animali selvatici dall’estinzione, anche nei territori fortemente antropizzati.

La diminuzione ed anche la scomparsa dei carnivori predatori, ad esempio, rende necessario il controllo numerico degli erbivori selvatici proprio per tutelare la loro salute: se presenti in  numero eccessivo in un dato territorio, sarebbero i primi a soffrirne. Altri sistemi non esistono.

Quindi dico senza mezzi termini ai “colleghi” che hanno chiesto a gran voce la radiazione del Dott. Ponzetto perché cacciatore, di vergognarsi loro, e di pensare piuttosto a tutte le volte che per pigrizia o faciloneria hanno sbagliato diagnosi o hanno esagerato sulla gravità di una malattia solo per lucro. O peggio, quando hanno pensato di cavalcare un’ideologia pericolosa come quella animalista, pensando magari di trarne profitto, per poi finire, sempre, per essere disarcionati, con conseguenti danni per se stessi e per tutta la categoria.

Quelle sarebbero colpe da radiazione!

Per favore, non seguite la strada tracciata da quei mentecatti di “animalisti” che nei loro deliri continuano a proclamare che “l’unico cacciatore buono è il cacciatore morto” oppure inneggiano alla “estinzione umana”. Gli amanti degli animali veri amano la natura in tutte le sue manifestazioni, esseri umani compresi, e non odiano nessuno, anche chi non la pensa come loro.

Dino Bragiato, Medico Veterinario e orgogliosamente cacciatore

Foto da Shutterstock


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5 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI says:

    C’è qualcuno che mi s spiegare un poco di anni addietro -quando i cacciatori erano più numerosi- gli animali non “invadevano”il campo come oggi? Che ci vediamo i cinghiali sotto la finestra di casa la notte, epiù in su di qui – forse, anzi, senza forse, persino i lupi?? affamati? La mia è solo una domanda…

    • Menelik says:

      Io, un animale che trovo estremamente dannoso, è il mustelide cosidetto “bindolina”, cioè la faina.
      La bindolina sta nascosta di giorno ed esce la notte.
      E’ il flagello dei pollai.
      E’ capace di arrampicarsi su per le piante, almeno fino ad una certa altezza, ed attacca le galline che stanno appollaiate sui rami.
      Così le galline vanno sempre più in alto.
      La gallina di razza Livornese ha l’osso leggero ed è in grado anche di raggiungere i rami alti, pertanto riesce a salvarsi dalla bindolina.
      Le altre galline, più pesanti e meno abili ad arrampicarsi, si sistemano per la notte sui rami più bassi e sono prede della bindolina.
      Allora si mettono appollaiate in un gruppo, una attaccata all’altra, col gallo che fa da aprifila.
      Quando la bindolina raggiunge una preda, la porta via in un posto tranquillo, ma sempre nelle vicinanze del pollaio, stacca il collo con la testa e se lo mangia, lasciando il resto del tronco per terra, abbandonato con le zampe rigide.
      Praticamente ammazza un animale per mangiarne una piccola parte.
      La volpe non fa così: si porta via tutta la bestia e se la mangia nella tana.
      Tanto per fare qualche numero concreto, su 23 pulcini di due covate che avevamo, ne sono sopravvissuti solo 5.
      Il resto sono stati portati via e abbandonati scapocciati non so se da una sola bestia o da più di una, ma credo una sola.
      Non mi riesce a farla fuori.
      I cacciatori mi stanno sulle scatole quando lasciano la macchina sui campi, girano a meno di 150 metri dalla casa, e lasciano che i cani vadano dalle galline facendo finta che gli è scappato, sperando che torni indietro col pollo in bocca.
      Questo in Alt’Italia, in pianura.
      Nel Centro, invece, dove è piano di macchie, i cacciatori fanno bene a ridurre il numero dei cinghiali, perché a volte sono davvero troppi e invadono i campi facendo molti danni.
      Purtroppo non stanno dentro la macchia e basta.
      Adesso avrebbero molto cibo, perché poco fa avevano la ghianda e la castagna, ed hanno messo su il grasso per l’inverno.
      Il problema è che invadono i campi dove sta germinando il grano, e dove c’è il mais buttano giù un sacco di steli per prendere le pannocchie: per prendere dieci pannocchie, atterrano alcuni metri quadri, cioè per dieci pannocchie ne buttano giù cinquanta.
      Mia moglie ha ereditato due fucili di mio suocero, tutta roba registrata alla caserma dei carabinieri, un automatico ed un sovrapposto.
      Io non ho il porto d’armi, non mi è mai fregato nulla di farlo, ma sto pensando di richiederlo.
      Non per andare a caccia, solo come difesa.
      Non solo predatori umani, ma anche predatori animali.
      Se mi riesce di chiappare la bindolina, la faccio alla cacciatora come la lepre…..mannaggia de quella rospa !!
      Vedremo

    • SUSANNA ROLLI says:

      Un sacco di errori per la solita fretta, ma credo si capisca lo stesso.

  2. Livio says:

    come già detto in un altro commento non porterei mai a curare un mio animale da un cacciatore, secondo me attività vergognosa per chi invece dovrebbe averne cura.
    Non sono animalista, nessun odio per nessuno, ma non prendete in giro le persone caro veterinario orgoglioso cacciatore.

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