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Dal punk alla riscoperta della fede. La storia di Francesco Lorenzi, cantante dei The Sun

maggio 18, 2014 Elisabetta Longo

La biografia di Francesco Lorenzi, “La strada del sole”, che racconta il suo personale cammino di fede. Che ha coinvolto anche il resto della band

lorenzi-strada-sole

Immaginate il backstage del tour di un gruppo punk, dove il caos regna sovrano. Sigarette, bottiglie di alcolici, fan e ragazze, tante ragazze. Francesco Lorenzi si è sempre trovato benissimo in questo ambiente. Fino al 2007, quando qualcosa si è incrinato. Francesco era il leader del gruppo punk “Sun eats hours”, formato con altri tre amici vicentini nel 1997. Da subito aveva conquistato pubblico e critica, vincendo il premio “Miglior band Punk italiana nel mondo”, arrivando a suonare accanto a grandi nomi come Offspring, Misfits, Nofx, Ska-P, Penny Wise. Per dieci anni i quattro ragazzi sono saliti e scesi dai palcoscenici di tutto il mondo, fino a che nel cuore del loro leader qualcosa è cambiato.

CON I GRANDI DEL PUNK. Nel libro La strada del sole (Rizzoli, 17 euro, 390 pagine) Lorenzi racconta il tortuoso percorso personale e della band. Francesco, Ricky, Lemma e Boston erano appena adolescenti quando intrapresero la carriera di musicisti, conducendo uno stile di vita del tutto diverso dai loro coetanei. Dieci anni dopo, nel 2007, i quattro erano profondamente cambiati: un po’ stanchi di quella vita da star e con qualche problema in più. In particolare Ricky, il batterista, manifestava problemi con l’alcol, al punto di mettere il gruppo nei guai. Fu allora che Lorenzi capì che fosse ormai giunto il momento di sciogliere i “Sun eats hours”.

COSA VUOI DAVVERO. Fu il padre a rivolgere a Lorenzi la domanda fatale: «Francesco tu sai cosa vuoi? Intendo dire, sai cosa vuoi oltre all’istante, cosa vuoi profondamente?». Il problema era proprio questo: nemmeno lui lo sapeva. Ma quella domande rimase, fino all’invito buttato lì un altro giorno dalla madre: «Questa sera in parrocchia fanno un incontro che potrebbe fare al caso tuo. Perché non vieni, cos’hai da perdere?». Parrocchia? Preti? Incontro? Non erano esattamente persone e questioni che galvanizzassero Lorenzi. Anzi. I preti, pensava allora, «sono sempre vestiti di nero, ti osservano con quegli occhi strabuzzati e tristi che ti mettono in soggezione». Ma qualcosa in Lorenzi cominciò a cambiare e quella diffidenza si fece affezione, tanto da trascinare con sé anche uno del gruppo, Ricky.

ACCOGLIENZA DIVERSA. Nonostante non fosse mai stato un praticante, Francesco sentiva di avere delle domande, che, in fondo, non erano nemmeno troppo diverse da quelle dei ragazzi che venivano ai suoi concerti. Identiche, ma con un tabù che non si riusciva a sfatare: «Si parlava di sesso, droga, arte, politica, ma i temi spirituali restavano un tabù». Ed ecco lì, al corso sul Vangelo di Giovanni, la risposta: «Mi colpì da subito il calore dell’accoglienza. (…) Mi trovavo nell’ambiente che ritenevo essere degli sfigati per eccellenza, ma proprio lì stavo intravedendo quello che a me più mancava: la gioia, la condivisione fraterna, l’accoglienza, la semplicità, la sincerità, l’ascolto».
Quando il corso finì, nel cuore di Francesco il sacerdote – don Lino – gli fece una proposta strana: «Che ne dici di iniziare a fare un’ora di Adorazione Eucaristica settimanale qui nella Cappellina?». A qualcuno toccava il turno dell’una di notte. E quindi… «Tutto ciò che non avevo il coraggio di affrontare lo portavo lì, in quell’ora di fronte all’ostia consacrata. Gesù chiede un rapporto, e come ogni relazione importante ti cambia. Necessità di verità, di presenza e di costanza». Cambiò Francesco, e – per osmosi – cambiarono i suoi amici.

the sun1IL CAMBIO DEL NOME. Oggi Francesco, Ricky, Lemma e Boston non sono più quelli del 1997. Serviva un nuovo inizio, un nuovo nome, un nuovo modo di cantare. Gli incontri con le case discografiche continuavano, così come la creazione di nuovi brani, fino al 2009, quando la Universal decise di distribuire il nuovo album del gruppo, che nel frattempo aveva mutuato il nome in “The Sun”.
Il primo singolo in radio è stato “1972”, scritto da Lorenzi, e racconta la storia d’amore dei suoi genitori. Poco tempo dopo, arrivò il contratto con la Sony Music e i primi passaggi su Mtv. Ma non a tutti piaceva l’idea che il gruppo si dicesse ispirato dalla fede: «Il più delle volte chi ci criticava non ci ascoltava neppure. Sparava a zero a prescindere. L’aggettivo “cristiana” accanto a “rock band” a molti non andava giù. A priori».

FACILI ETICHETTE. Non era facile superare tutti quei pregiudizi, soprattutto in un mondo come quello. «Ero rimasto scottato dalle facili etichette affibbiatoci. Inoltre portare la band negli oratori, non suonando solo più nei club, avrebbe potuto compromettere la nomea dei The Sun tra gli addetti ai lavori».
Ma il calore del pubblico per il tour “Spiriti del sole” confermò i quattro amici di essere sulla strada giusta. Fino all’udienza con papa Benedetto per il Consiglio Pontificio della Cultura e poi di fronte a papa Francesco, durante la sua visita ad Assisi davanti a 40 mila persone nel piazzale di Santa Maria degli Angeli.

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1 Commenti

  1. augusto says:

    Da ex punk appartenente alla prima generazione di tale movimento ,76/ 77 in poi,fanatico a suo tempo dei vari Clash, Ramones,Patti Smith,Larry Martin, Johnny Thunders ecc ma anche dei nostri italianissimi Decibel, Kaos Rock, Wind Open ecc, non posso che rallegrarmi con dei ragazzi punk molto più giovani di me che hanno fatto un percorso simile al mio.Onore e congratulazioni ai “The Sun” !

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