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Puglia, Vendola rifinanzia con 170 mila euro le attività a sostegno di chi vuole cambiare sesso. «Una beffa ai danni dei pugliesi»

settembre 30, 2013 Redazione

In regione calano i posti letto in ospedale, aumentano le code all’Asl, le cure alla dislessia subiscono tagli. Ma al Policlinico di Bari c’è un progetto che non sente crisi: è quello che assiste i transgender

Puglia, la crisi della sanità è forse ormai un ricordo per il governatore Nichi Vendola: se negli ultimi anni la Regione ha dovuto procedere con un taglio di 2200 posti letto e 21 ospedali sparsi su tutto il territorio, fa discutere la delibera con cui la scorsa settimana si annunciava il rifinanziamento di ben 170 mila euro delle attività di sostegno al Policlinico di Bari a chi decide di cambiare sesso.

200 PAZIENTI A CARICO. I disagi negli ospedali pugliesi sono sempre frequenti (anche oggi La Gazzetta del Mezzogiorno dedica un servizio alle lunghe code ai Cup delle Asl), i tempi di attesa per fare gli esami cardiaci s’allungano, ma per il leader di Sel il sostegno che si offre ai transgender va portato avanti: «È un servizio unico nell’Italia meridionale», fanno sapere dall’assessorato al Welfare della Regione, «che da oltre 10 anni svolge assistenza psicologica ai transgender», e chi lo critica «non riesce a comprendere la sua importanza e i suoi risvolti per la collettività». Con circa 200 pazienti a carico, il policlinico offre un servizio in day hospital che, unico in tutto il sud Italia, dà assistenza e guida al paziente transessuale, offrendo pure un sostegno psicologico per alleggerire il suo disagio sociale.

TAGLI AI DISLESSICI. La delibera ovviamente non è passata inosservata e ha scatenato un putiferio di reazioni. A partire dal consigliere di Moderati e Popolari Antonio Martucci, che ha parlato di «beffa ai danni dei pugliesi con uno stato di salute precario che devono quotidianamente confrontarsi con la scarsità di strutture e apparecchiature sanitarie». Duro pure il capogruppo del Pdl in Regione, Ignazio Zullo, che ha ricordato come recentemente sono stati tagliati ben 150mila euro per le cure alla dislessia. Che evidentemente è un problema di priorità minore rispetto a chi vuole cambiare sesso: «Crediamo che la Puglia debba farsi carico di garantire i livelli essenziali di assistenza piuttosto che usare soldi pubblici per la felicità di alcuni e non della collettività. Perché un diabetico può essere di destra o sinistra ma ha diritto a essere curato».

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6 Commenti

  1. Antony says:

    Quanti trans in Puglia…… saranno tutti reali o qualcuno ci marcia?

  2. Il Filarete says:

    Coi nostri soldi questo pisquano finanzia le loro travèggole minchiatorie? In strada, tutti in strada con mazze badili e picconi. Vediamo come va a finire.

  3. Picchus says:

    Francamente non vedo dove sia lo scandalo. La disforia di genere è una patologia, non raramente vissuta con dolore e fatica da chi ne è affetto. Non vedo scandali nel fatto che la regione si occupi di una parte dei suoi cittadini, aldilà delle balzane idee sociali e politiche di Vendola, perché questo è esattamente il compito del servizio sanitario nazionale. Tra l’altro il centro, che dovrebbe essere se non l’unico uno dei pochi del sud, non si occupa solo di transessuali ma da quanto so di tutte le patologie legate all’identità sessuale, come l’ermafroditismo e lo pseudoermafroditismo neonatale. Poi si può discutere se una parte delle cure sia sensata o meno, e a mio avviso non lo è, ma non si può negare l’assistenza a persone che ne hanno bisogno. Tra l’altro la cifra è alquanto modesta: qualche consulenza, qualche convegno e qualche auto blu in meno e neppure si pone il problema.

    • Il Filarete says:

      Ma che stai a di’, direbbe qualcuno.
      Disforia di genere? Noi qui la curiamo a calci in c**o. Ottima casistica di recupero di persone momentaneamente sbandate, che si sono brillantmente riprese.
      I nostri soldi servono a noi (le persone normali), non a voi.

  4. Sara says:

    ci sarebbe da ridere …ma invece c’è solo da piangere! certo che lo può fare ,liberissimo ma usi i suoi soldi e non quelli pubblici

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