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Protesta M5S, Boldrini sbarra i suoi uffici. Napolitano: «Stato d’accusa? Faccia il suo corso»

gennaio 30, 2014 Chiara Rizzo

Rissa provocata dai grillini stamattina in commissione Affari costituzionali. Il Pd: «Hanno paura della legge elettorale». Intanto il presidente della Camera fa sbarrare l’accesso ai suoi uffici per evitare occupazioni

Prosegue la giornata campale a Montecitorio per la protesta dei deputati cinque stelle. Alcuni di loro hanno bloccato i membri della commissione Affari costituzionali nell’aula dove si erano riuniti stamattina. Mentre la tensione cresceva e si è quasi arrivati alla rissa, sono dovuti intervenire i commessi di Montecitorio, mentre la commissione è comunque riuscita a votare il mandato al relatore della legge elettorale, che nel pomeriggio arriva finalmente in Aula. Intanto per la prima volta nella storia la presidente Laura Boldrini ha fatto sbarrare tutte le porte d’accesso ai propri uffici, quasi sicuramente per evitare nuove occupazioni della presidenza. Intanto il vicepresidente della Camera e grillino Luigi Di Maio, che era stato convocato dalla Boldrini sugli incidenti di ieri, all’agenzia Ansa ha reso noto che «dopo aver atteso mezz’ora, ci siamo allontanati dall’ufficio di presidenza, perché Boldrini era riunita con la maggioranza per decidere il da farsi. Decidono sempre fuori dalle sedi competenti e noi non ci stiamo».

LO SCHIAFFO. È montata anche la polemica sui due “incidenti” occorsi ieri durante le proteste grilline. Stamattina la deputata M5s Loredana Lupo in Aula ha chiesto le dimissioni del questore Stefano D’Ambruoso per averla schiaffeggiata: «Chiedo a questa presidenza, che penso deciderà di aiutarmi visto che è stata lesa una persona fisicamente, di interdire la partecipazione ai lavori parlamentari fino ad arrivare alla dimissione del questore Dambruoso, che noi abbiamo chiesto attraverso un atto ufficiale». Da parte sua D’Ambruoso ha voluto subito tentare di spegnere il fuoco: «Non mi riconosco in quell’immagine. Chiedo scusa per quel gesto che è stato percepito come un gesto di violenza, io non lo avevo inteso così».

GADDA (PD): «HANNO PAURA PER LEGGE ELETTORALE». Dopo aver sporto denuncia contro il collega Massimo De Rosa (M5S), alcune delle deputate del Pd offese ieri in commissione Giustizia, oggi hanno rilasciato dichiarazioni al vetriolo. «Ha offeso la dignità delle donne del Pd e italiane» ha detto la responsabile giustizia democrat Alessia Morani: «Si può dissentire ma non impedire il lavoro del Parlamento». La collega Maria Chiara Gadda ha denunciato: «Vanno oltre il diritto della minoranza. È evidente che questo è un tentativo di ostacolare la legge elettorale. Hanno paura di una politica che inizia a fare».

NAPOLITANO: «STATO D’ACCUSA FACCIA IL SUO CORSO». Il testo con cui è stato avviato l’iter della denuncia per l’impeachment al presidente Giorgio Napolitano è di appena una decina di pagine, ed è stato presentato dal vicepresidente della Camera di Maio in una conferenza stampa a Montecitorio: «Napolitano da arbitro è diventato giocatore, i vertici di maggioranza ormai si fanno al Quirinale». La collega grillina Paola Taverna ha chiarito una delle accuse mosse a Napolitano, quella dell’abuso del potere di grazia, con il caso Sallusti e la conversione della condanna al carcere in una multa, e con il caso Abu Omar e la grazia concessa al militare statunitense condannato per la vicenda, Joseph Romano. «È il comportamento di un monarca, non di un presidente della Repubblica. Sembrano i tempi di Luigi XIV» ha detto Taverna. Il presidente Napolitano ha concesso una secca replica: «Stato d’accusa? Faccia il suo corso».

TOTI (FI): «NO ALLA BALCANIZZAZIONE». Una condanna alle occupazioni e alle proteste grilline è arrivata anche dal Consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti che ha dichiarato: «Non credo che giovi a nessuno la balcanizzazione del Parlamento. Il Movimento 5 Stelle dia le risposte che ritiene, ma partecipi al dibattito senza inquinarlo». Toti ha poi proseguito sottolineando che «Gli elettori del M5S sono cittadini delusi, bisogna ridare fiducia nella politica e per riuscirci serve che la politica dia risposte».

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