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Promozione fallita e blocco del mercato: quanti pensieri per il Watford di Zola

maggio 6, 2013 Emmanuele Michela

Aria greve, pensieri tristi. A Vicarage Road per un po’ si erano illusi che sabato fosse il pomeriggio buono, quello per festeggiare il ritorno in Premier League. Ci si era illusi almeno quando da Kingston upon Hull arrivava la notizia del vantaggio del Cardiff sui padroni di casa, rete che permetteva agli Hornets di sorpassare […]

Aria greve, pensieri tristi. A Vicarage Road per un po’ si erano illusi che sabato fosse il pomeriggio buono, quello per festeggiare il ritorno in Premier League. Ci si era illusi almeno quando da Kingston upon Hull arrivava la notizia del vantaggio del Cardiff sui padroni di casa, rete che permetteva agli Hornets di sorpassare in classifica i rivali in campionato, balzare al secondo posto in classifica e salire nella massima serie evitando la difficile trafila dei play-off. Ma la rincorsa ai nero-ambra, cui la squadra di Zola aveva mangiato 4 punti nelle ultime gare, è scivolata sul più bello, con una pesante sconfitta casalinga contro il Leeds arrivata solo allo scadere.

PROBLEMI IN PORTA. «So quanto dura sia la situazione per tutti i miei giocatori. Ora si tratta di dare le giuste motivazioni per permettergli di dare il meglio di loro già giovedì», è stato il commento del tecnico sardo, approdato al club di proprietà dei Pozzo la scorsa estate con la speranza di tornare a brillare nel pallone britannico, là dove ancora grande è il mito del Magic Box. Già in settimana c’è in programma la prima sfida al Leicester: «Vi posso assicurare che non affronteremo i play-off in pena con noi stessi, altrimenti concederemmo troppi vantaggi ai rivali. Ma faremo tutto il possibile per essere all’altezza». Il dispiacere non può che essere grande dopo quanto accaduto sabato in quel match maledetto: il portiere Almunia che si infortunia durante il riscaldamento, il suo sostituto, Bond costretto ad andare in ospedale dopo uno scontro di gioco che gli frattura il setto nasale, il 19enne Bonham richiamato in fretta dalla tribuna e mandato in campo, dove paga l’emozione e l’inesperienza regalando, in compartecipazione con l’ex-Udinese Ekstrand, la rete dell’iniziale vantaggio al Leeds. Pensieroso e senza troppi lamenti, Zola in conferenza stampa ha difeso il suo giovane portiere, augurandosi però che presto possa tornare il numero 1 titolare. Sa bene però come non sia solo la porta il ruolo su cui lavorare in questi giorni: a tutti i giocatori serve un’iniezione di fiducia dopo il traguardo tramontato ieri sul più bello. A tutti serve ritrovare le forze per affrontare con determinazione le 3 partite che restano e fare il salto tra le grandi di Premier.

«MULTINAZIONALE POZZO».Un successo che per altro riscuoterebbe poca simpatia fuori dal Hertfordshire, dove la squadra dei Pozzo è bollata come una multinazionale del calcio, costruita solo grazie alla rete di prestiti e passaggi tra le squadre della famiglia friulana. 14 sono i giocatori a titolo temporaneo: le sanzioni non sono partite nonostante il tetto di 5 prestiti imposto dalla federazione, perché questa regola non limita gli arrivi temporanei da campionati stranieri, che quando sono siglati per tutta la stagione vengono considerati trasferimenti a titolo definitivo. Per quanto la situazione da tante parti sia considerata grottesca, il Watford ha fatto la sua stagione, godendosi il progetto dei Pozzo e di Zola, plaudendo alle tante reti di Matej Vidra, l’esperienza di Cassetti, i numeri di Battocchio, Abdi, Forestieri, tutti nomi noti all’Italia e provenienti dal virtuoso club bianconero.

BLOCCO DEL MERCATO. Quattordici nomi. Tanti, tantissimi, che hanno costruito la fortuna di Zola durante questa stagione, ma che rischiano di essere il vero problema del club la prossima estate. Perché sulla testa del Watford pende un blocco del mercato fino al 31 agosto, deciso un mese fa a seguito di vecchie irregolarità commesse nell’abito di alcuni trasferimenti da Laurence Bassini, proprietario del club prima dell’arrivo dei Pozzo. Sarebbe una mazzata, perché i contratti definitivi degli Hornets sono solo 13, insufficienti per costruire una squadra: il club ha già fatto appello alle autorità perché si trovi una conciliazione, che permetta alla dirigenza di approntare un organico che riesca ad affrontare, almeno numericamente, la prossima stagione. Ovunque si trovi, Premier o Championship.

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