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Dite ai giornali che l’amico italiano del “satrapo” kazako è più P. che B.

luglio 17, 2013 Luigi Amicone

L’autorevole e di sinistra Der Spiegel il 13 marzo scorso ha segnalato tra «i consulenti» dell’«autocrate» non Silvio, ma i principali leader del centrosinistra europeo

Sarebbe bastato leggere i giornali stranieri per porsi delle domande sulla salute dell’informazione italiana al seguito del pasticciaccio brutto combinato dai nostri apparati di polizia con la “deportatio” (termine usato dai gionali kazaki) della moglie e figlia di Mukhtar Kabulovich Ablyazov.

Per prima cosa, come racconterà sulle pagine del settimanale Tempi Fausto Biloslavo, tutto si può dire di un ricco sfondato ricercato dall’Interpol, tranne che è un “dissidente” e “capo dell’opposizione”.
Punto secondo, ciò è niente davanti alla figura da Borat che ha fatto Ezio Mauro nel suo tonitruante editoriale di lunedì e replica del martedì, in cui, per berlusconizzare il Kazakistan e chiedere le “Dimissioni, subito” del ministro Alfano, ha dovuto dipingere un Ciancimino asiatico come Solzenicyn e un padre-padrone come un Gheddafi del Cremlino. «Un satrapo che dall’età sovietica, reprimendo il dissenso, guida quel paese e le ricchezze oligarchiche del gas, che gli garantiscono amicizie e complicità interessate da parte dei più spregiudicati leader occidentali, con il putiniano Berlusconi naturalmente in prima fila».

Naturalmente ciascuno è libero di pensare quello che vuole. Però, chi glielo dice a Ezio Mauro che l’autorevole e di sinistra Der Spiegel il 13 marzo scorso ha segnalato tra «i consulenti» dell’«autocrate» non Berlusconi, ma i principali leader del centrosinistra europeo e il «former prime minister Romano Prodi», tutti «membri dell’International Advisory Board di Nazarbayev» dove «ciascuno è pagato annualmente con un fee a sette cifre»? Non è un reato. E neanche un peccato. Però non si sa mai, magari poi Borat si incazza e berlusconizza pure il padre del Pd.

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9 Commenti

  1. Andrea scrive:

    dite alla redazione che la parola “dissidente” l’ha usata anche Alfano

    dite agli italiani che il capo di gabinetto del Viminale ha detto chiaro e tondo di aver informato Alfano.

    http://www.corriere.it/politica/13_luglio_17/informai-ministro-misento-offeso_5a633b3a-ee9a-11e2-b3f4-5da735a06505.shtml

    dite che non è chiaro perchè silurare dei funzionari se come dichiarato in parlamento ieri (Alfano) è stato fatto tutto in maniera corretta

    dite agli italiani che Bonino ed Alfano hanno discusso del caso il 2 giugno (fonte Bonino) e quindi non si capisce perchè silurare dei funzionari quasi due mesi dopo.

    L’hanno capito anche i sassi che è stato fatto un favore ai Kazaki per ragioni di stato ma è saltato fuori tutto perchè anche le porcherie le facciamo all’italiana.

    Poi citate pure Biloslavo. lo cito anche io: ” Nel 2001 i giovani leoni «tradiscono» il padrino e fondano il primo raggruppamento di opposizione”.

    Dite a Biloslavo che in italia chi fa il salto della quaglia da uno schieramento all’altro qualche volta è un “traditore”, qualche volta viene chiamato “responsabile”.

    Ditegli anche che il giornale per cui lavora ha lisciato una notizia visto che nell’edizione on line della smentita di Procaccini alla comunicazione di Alfano in parlamento non v’è traccia.

    • Viccrep scrive:

      Come fai a leggere repubblica giornale della menzogna organizzata

      • andrea scrive:

        Mai letto La Repubblica.

        Ho iniziato a leggere i giornali a 14 anni, anzi “Il Giornale” (abitudine ereditata da mio papà) quando c’era ancora Montanelli. Poi La Voce fino alla sua chiusura.

        Ora di solito leggo il Corriere, ma avendo frequentato CL per 10 anni circa leggevo “Il Sabato”, leggeto e leggo Tempi, saltuariamente Traccie e la “La nuova Bussola Quotidiana” di cui ti segnalo questo articolo:

        http://www.lanuovabq.it/it/articoli-caso-ablyazovla-solita-italiadelle-genuflessioni-6894.htm

        p.s: non leggo nemmeno “Il fatto Quotidiano”, ma ogni tanto leggo “IL foglio”

  2. Cisco scrive:

    Tempi fa bene a sottolineare la faziosità di Repubblica, ma proprio per questo non può fare a sua volta della disinformazione pura! Se il presidente Kazako era più amico di Prodi che di Berlisconi questo giustifica il casino che abbiamo fatto? E, cosa più grave, cosa c’entrano moglie e figlia?

  3. candido scrive:

    E” bello e istruttivo vedere la considerazione che Tempi ha dei propri lettori.
    Da una settimana tutta l’ informazione Italiana , di destra e sinistra, ci commenta la vera notizia: una importante operazione di polizia (40/50 uomini impegnati) alla ricerca del pericolo n. 1 (della mafia, della ndrangheta? , no, del Kazachistan!), non avendo trovato il ricercato, tanto per non aver fatto tutto quel casino per niente, trovata la moglie e la figlioletta di 8 anni, le ha in tutta fretta impacchettate e spedite su di un aero PRIVATO! destinazione Kazachistan.
    Questa la notiziona, che in qualsiasi Paese civile avrebbe spinto automaticamente alle dimissioni il Ministro (in)competente, Tempi la ha bellamente ignorata.
    Fino a stamattina, quando qualcuno ha scoperto una notiziona del Der Spiegel (ma l’ avrebbero pubblicata anche se l’ avesse rivelata il Timbuktu Time), secondo cui nientemeno che Prodi sarebbe stato consulente del Dittatore Kazako.

    Ovvero, morale della favole: notizie scomode: no pubblicate, pettegolezzi: prima pagina!

    • Luigi Amicone scrive:

      Cari commentatori, è l’anticipazione di un editoriale di 1800 caratteri che uscirà domani sul cartaceo. Si doveva dire una sola cosa in venti righe: ho scelto non il pettegolezzo ma una notizia che, di diritto o di sguincio, nessuno vi ha dato mentre hanno ammiccato all’amico del “dittatore”, “tiranno” eccetera, il solito. B. Se c’era dentro B. c’era già una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Ma ci sono dentro tutti i leader o gli ex leader del centro sinistra europeo. E dentro in consulenze, cioè affari, con l’orrido” dittatore”, e a sette cifre. Non è un reato. Non è un peccato essere consulenti di. Però smettiamola con le ipocrisie. Informazione non è metter in fila la cronaca e mettere il riflettore dove fa comodo. Non minimizzo il caso, non scelgo il mio comodo: non riscrivo la cronaca perché non ho il personale romano per farlo. La cronaca si legge bene e dice chiaramente che un’ingiustizia grave è stata fatta. Detto ciò, che non c’è bisogno rispiegarlo all’intelligenza media di un lettore. Una cosa però posso fare per l’intelligenza di ciascuno: guardare la scena a tutto tondo. O dovrei aggiungere: povera signora e povera figliola? Devo far finta di piangere sul latte versato? Devo collaborare alla regressione mentale del lettore e farlo ripetere per l’ennesima volta “che schifo” invece di ragionare? Letto quello che si è letto in cronaca e in indignazione pelosa, ho deciso di dare addosso agli ipocriti. Gli ipocriti che stanno silenziosi sui veri amici del kazako cattivone. E gli ipocriti che, guarda caso, prima hanno dato un ottimo contributo a disfare governi, stato, istituzioni e politica. E adesso lamentano che non c’è governo, stato, istituzioni e politica. Così, denunciano da ipocriti un rimpatrio forzato alla ridolini (con i servizi segreti che devono difendersi alla Totò: “noi non c’entriamo”, ma ce li abbiamo acora i servizi dopo quel che è successo ai vertici deis ervizi e ais egreti di stato col caso Abu Omar?) perché in realtà del caso kazako importa loro solo in chiave politicante di abbattimento, l’ennesimo, di un governo. Vi ricordo, tra l’altro, che se non mi sbaglio il caso esplode per memoriale della signora sul noto quotidiano per i diritti umani Financial Times. Vi ricordo che il “dissidente” era per lo meno fino a ieri un complice del regime, visto che era il capo della Banca kazaka e socio del “dittatore”. Vi ricordo che lo cerca l’Interpol con accuse di riffe e furti miliardari. Vi ricordo, ragazzi, che sembra ci sia una gara nel mondo per farci a pezzi e portarci via a spezzatini. Pare che nessuno della grande stampa italiana se ne sia accorto. E tutti, come criceti, a giocare al giornalista pistarolo che non guarda in faccia a nessuno. Mi vien da ridere. Seguirà altro editoriale su queste cose. Anzi due. Quanto al sedicente “dissidente” leggete domani Bilosalvo su Tempi cartaceo. E adesso godiamoci l’assoluzione del generale Mori, altra vittima degli ipocriti che prima contribuiscono a mascariare via pentiti Ciancimini un generale dei carabinieri che ha arrestato Riina. Adesso speriamo che incassino con cenere sul capo l’assoluzione. Ma intanto Mori l’hanno massacrato. E per 5 anni. Il teorico della bufala-Trattativa s’è preso la consulenza da dirigente in Regione Sicilia. L’Italia è a terra con le cose che vediamo come la rendition kazaka anche per questa gente qui per cui se ti prendi una responsabilità alla luce del sole finisce che il giorno dopo, di riffa o di raffa, ti danno addosso lo stesso. Perciò tutto diventa chetichella e pasticcio. Buona continuazione.
      Luigi Amicone

  4. candido scrive:

    Egregio Direttore, dopo averla ringraziata di avere accettato il dialogo (cosa davvero rara), le porgo una domandina semplice semplice: dato che Tempi non aveva ritenuto la questione degna di intervento (per un giornale, intervenire significa informare), non fosse saltata fuori lo “scoop” (magari vero, però non documentato) il suo giornale si sarebbe occupato della cosa o avrebbe fatto finta di niente?

    Ma, già che ci siamo, pettegolezzo per pettegolezzo, è così fuori dal mondo pensare male del fatto che il Dittatore Kazaco, per combinazione amico di B. abbia avuto vita così facile nel richiamare presso le sue amorevoli braccia, non il forse dissidente forse delinquente nemico, bensì, in mancanza di meglio la moglie e la figlia?
    A me pare che l’ ineffabile Ministro del’ Interno, se non sapeva è stato trattato da allocco dai suoi sottoposti, e se sapeva, si è reso complice di una ignominia.

    • Luigi Amicone scrive:

      Punto pirmo, Candido:già scrissi che non abbiamo né embedded a Roma, né particolare interesse ad averli perché su casi grossi così i grandi giornali, almeno come cronaca, fanno già il lavoro ed è perfettamente inutile far concorrenza loro. Tu vendi una guaina particolare (poniamo Tempi) che al confronto del sistema di chip e meccanica di un certo grosso motore (metti tutti i grandie ditori) non è niente. Però se non hai la guaina, magari il motore diventa un pacco. Ecco, permetta la sconcia metafora, ma ovvio che non si sarebbe potuto far finta di niente. Punto secondo: come ho già detto, per combinazione Nazarbayev (che è mia personale convinzione non è il dittatore che descrivono, anzi, voglio vedere queste anime belle, turiste umanitarie per il mondo, se si fossero trovate addosso l’eredità dell’Urss, settant’anni di stato concentrazionario – per favore leggete Havel, il potere dei senza potere – e l’incalzare dell’islam fondamentalista – sapete che i fratelli di Bin Laden e sauditi hanno grossi affari laggiù? – come facevano a tenere insieme un Paese che credo sia sette-otto volte grande l’Italia, enormi risorse e possibilità di infiltrazione da ogni dove…?) ha per consulente e amcio non Berlusconi ma tutti, dicasi tutti, gli ex premier dei centro-sinistra europei. Vorrà dire qualcosa o no? Punto 3: ineffabile, appunto, ma secondo voi chi ha le chiavi dei ministeri romani? Questo sarebbe un tema per un articolo interessante, ma un po’ complicato, diciamo così, da scrivere. Bon nuit.

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