Renato Farina (Pdl) ha selezionato per Tempi le notizie più importanti di oggi: «Ieri c'era un buon clima nel Pdl, c'è ancora spazio per fare della buona politica, il cui obiettivo è sostenere quelle realtà che ridestano il desiderio dell'uomo. Fini si sta rendendo conto della responsabilità che ha e non so se riuscirà a reggere. Includeremo nuove forze che hanno a cuore il bene del paese».
Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato al Senato chiedendo la fiducia.
Con il suo discorso ha fatto un estremo tentativo di riunire i moderati. Ha richiamato l'Udc all'antica alleanza. Ha mostrato una grande apertura e invocato il dialogo in nome della responsabilità. Berlusconi mi è sembrato in un'ottima posizione psicologica. Sono sicuro che avremo la fiducia e se sarà risicata, significa che dovremo dialogare di più con le opposizioni e cercare di fare quei provvedimenti che riscuotono un consenso più ampio.
Alla Camera hanno parlato esponenti di tutti gli schieramenti. Come le sono sembrati gli interventi?
La sinistra è stata oltremodo deludente: D'Alema, Fassino e Veltroni non hanno inciso per nulla, nei loro discorsi c'era un vuoto di contenuti assoluto. Hanno ripreso i soliti slogan, ma mai una analisi politica. Gli interventi interessanti sono stati quelli di Corsaro, molto appassionato, che non ha offeso ma ha descritto le assurde contraddizioni di Fini, che non si spiegano. Non ha gettato fango ma ha esposto argomentazioni politiche oltre a rimarcare la difficoltà di molti che hanno seguito Fini per una sorta di ricatto affettivo. Molto bravo anche Lupi, commovente Menia.
Qual è il clima che si respira nel Pdl alla vigilia del voto di fiducia?
Non è per niente da ultima spiaggia. Io, infatti, non credo che perderemo e penso che ci sia ancora spazio per fare davvero della politica. Non vogliamo occupare solo dei posti, l'obiettivo della politica e nostro è mettersi a servire un popolo in cui, come dice anche il Censis, il desiderio si sta spegnendo. La politica finora non ha aiutato a ridestarlo, per molti motivi che non dipendono da noi e basta. Il nostro compito invece è questo, appoggiare quelle realtà che ridestano il desiderio dell'uomo.
Anche Gianfranco Fini è al tutto per tutto. Oggi, politicamente, si gioca molto.
A me sta simpatico e spero che per questo nessuno mi dia del traditore. Però non capisco che cosa gli sia saltato in testa. Ieri l'ho visto timido, penso che inizi a comprendere che responsabilità ha e non penso che abbia le spalle abbastanza larghe psicologicamente e spiritualmente per reggere. Spero che recuperi la vera moralità della politica: che non è spezzare il ramo su cui tutti adesso siamo seduti.
E Casini?
Impalpabile. Non so perché non accetti il richiamo di Berlusconi. Gli ideali a cui si rifanno sono gli stessi, quelli che derivano dalla dottrina sociale della Chiesa cui il premier non è né ostile né estraneo.
In molti oggi scrivono che anche se il governo otterrà la fiducia, sarà comunque impotente e cadrà entro breve.
Non è vero. La situazione è in costante movimento. Berlusconi è aperto e non esistono in Parlamento delle contrapposizioni così forti da essere definitive. Se reggiamo oggi possiamo farlo sempre. Oggi non esiste un po' di fiducia, poca fiducia, o la si prende oppure no. O riescono a buttare giù Berlusconi oppure no. E' una partita alla morte. Se otteniamo la fiducia, e sono sicuro che accadrà, si aprirà una fase nuova e ci potrà essere l'inclusione di forze nuove che partecipino al bene del paese. Le elezioni sarebbero tempo perduto e l'Italia non le merita.