Ieri Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente ad una manifestazione di sostegno del Pdl a Roma: «Sono assolutamente consapevole che ho una certa età e che dovrò lasciare prima o poi, ma passerò il testimone quando avrò terminato il programma e comunque mai ai maneggioni della vecchia politica. Il testimone lo passerò alla nuova generazione di politici giovani, seri e preparati dopo aver terminato il programma».
"«Casini ha il solo fine di far fuori Silvio Berlusconi per prenderne il posto», ha aggiunto. «C'è un'incoerenza totale da parte di questi signori (con allusione a Fini e Casini, ndr) che fino a ieri sono stati con noi e che sono passati dalla Bossi-Fini al voto agli immigrati, dal presidenzialismo al premio di maggioranza. Questi signori che per ambizioni personali ora si mettono con la sinistra e vogliono consegnare anche il governo del Paese alla sinistra. Gli italiani devono saperlo»" (Corriere.it [1]).
Il premier si è poi soffermato sull'importanza di non tornare alle elezioni per evitare che la crisi finanziaria colpisca anche l'Italia, dopo Grecia e Irlanda: "«Facendo quello che vorrebbero fare questi signori nuovi alleati con la sinistra, si aprirebbe una situazione di instabilità e potremmo diventare bersaglio della speculazione internazionale come la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e altri paesi. Sarebbe un rischio tragico», ha aggiunto Berlusconi. Il nostro intento, ha proseguito il presidente del Consiglio, è quello di terminare la legislatura «tenendo i conti in ordine ed evitando che il paese precipiti in una crisi e in una instabilità che anche le agenzie di rating dicono sia il rischio maggiore per il nostro paese». Perché, ha continuato, «le agenzie internazionali ci hanno confermato le tre A ma hanno detto che ciò è sottoposto ad una condizione: il mantenimento della stabilità di governo» ma, ha concluso, «facendo quello che vogliono fare potremmo diventare bersaglio della speculazione»" (Corriere.it [1]).
Infine, per quanto riguarda il voto del 14 dicembre, Berlusconi si è detto sicuro di ottenere la fiducia: «Io sono convinto che avremo la maggioranza sia al Senato che alla Camera, perché non credo che nessuno possa essere così credulone da seguire degli aspiranti leader politici di partito che portano avanti un progetto di distruzione della credibilità del Paese. Molti di questi capiranno e si pentiranno e torneranno da noi e così potremo completare la legislatura».