Chissà se anche di fronte all'armadio guardaroba della Casa Bianca ogni mattina si svolge la classica scena tipica di tutte le case del mondo. Quella in cui una donna, con aria sconsolata, fissa il suo corredo e pensa “un armadio pieno di vestiti e non ho niente da mettermi”, come diceva Carrie di Sex and the City. Michelle Obama, da donna qual è, oltre ad avere questi problemi ne ha uno in più, visto che le sue scelte in fatto di abbigliamento incrementano i guadagni del mercato della moda.
Una ricerca dell'Harvard Business Review ha reso noto infatti che le preferenze della First lady in fatto di maglioncini e gonne si rivelano vincenti. Più di quelle di suo marito, visto che fanno impennare gli introiti delle case produttrici di abbigliamento. Sono stati studiati 29 marchi che la moglie di Obama ha indossato dal 2008, anno di ascesa di suo marito a Washington e tutti questi marchi hanno subito un incremento delle vendite, non imputabile alle solite oscillazioni in fatto di moda.
Stiamo parlando di ben 2,7 miliardi di dollari durante le sue 189 apparizioni pubbliche, e per ben tre settimane successive all'apparizione di un vestito, quel capo sarà il più venduto della collezione.
Certo è che l'immagine di Michelle Obama è vincente anche per il suo sorriso e l'aria affabile, ancor più se corrredata dalle sue bambine. Non si può dire che abbia lo stesso potere l'algida Carla Bruni, che ha il “difetto” di indossare principalmente capi firmati da Christian Dior - una fascia di mercato "alta" - al contrario di Michelle, che veste marche più accessibili già presenti negli armadi delle sue elettrici.