di Mamma Oca
Un intero libro contro Ferrara, un solo sms per dargli ragione.
La mia amica X è una donna magnifica. Legge tanti libri e quando ci trova un bel pensiero me lo invia per sms. Questo per esempio: «Si è ciò che si guarda». Una volta il popolo cristiano era educato a riflettere. E anche nei monasteri veniva sollecitato l’appuntarsi meditazioni fin di buon mattino, prima o dopo la recita del mattutino. Si stava rudemente coi piedi per terra e si affondava nelle verità della terra che è il cielo. Adesso, invece, i pensieri vanno e vengono come schiuma, su onde di moda imposte per prigione televisiva. E non resta che un impasto indistinto di emozioni e reazioni effimere. Cioè niente. Si abortisce per andare a un talk show.
Per fortuna, però, i miracoli succedono ancora. Tipo Giuliano Ferrara, uno che probabilmente sta anticipando senza saperlo gli anni Trenta che verranno. Si conservi perciò per altri sentimenti il buon Adriano Sofri che, leggo presentato da Simonetta Fiori su Repubblica, ha scritto un libricino per contestare l’amico nel nome della donna. Sofri dice che l’idea della moratoria è «dissennata» e rimprovera a Ferrara un cambiamento che l’ha condotto nella «comunità dei credenti». Adriano è maschio, ma ha il vezzo di pensarsi al femminile e di rappresentarsi come uomo sensibile al nostro bene. Errore. Adriano Sofri è maschio, Giuliano Ferrara è femminile. Ed è tra i pochi spiriti sensibili che ci siano rimasti nell’epoca dell’imperialismo esercitato sul corpo delle donne. Ecco il mio sms per X: «Tra le due guerre, solo due spiriti sensibili si accorsero del totalitarismo incipiente, Chesterton in Gran Bretagna e Péguy in Francia» (Hannah Arendt).