Per saperne di più
Frugare tra le playlist e i brani preferiti di un lettore mp3 è una cosa intima, come guardare nella borsa di una donna. Sono cose che non si fanno, visto che al di là dei gusti musicali, la scelta di ogni brano rivela qualcosa della persona che lo inserisce nelle sue playlist, che siano quella per fare jogging o quelle per cominciare la giornata. Forse per questo, sapere che musica ascoltano i leader politici attira sempre molta curiosità, anche perché escono fuori sorprese inaspettate. Perché anche con la musica puoi raggranellare qualche voto “giovane” in più.
Così il critico musicale del Daily Telegraph Neil McCormick racconta i gusti del primo ministro britannico David Cameron, che oltre a essersi detto grandissimo fan del gruppo degli Smiths, dice di preferire tra i nuovi, gli splendidi Mumford and Sons, folk di quello che scalda il cuore, con contrabbassi e violoncelli, e Emiliana Torrini, islandese chic. E bastano queste scelte per far capire l'intento di Cameron di stare al passo con le mode e essere più vicino al “popolo”.
Se Oltremanica il primo ministro raccoglie consensi musicali, Obama invece non se la passa molto bene, dopo le sue dichiarazioni al Rolling Stone in cui confessa una predilezione per l'hip hop, da Jay-Z a Lil'Wayne – in carcere per possesso illegale di armi da fuoco – e Nas, autori rapper che privilegiano la denuncia sociale e non conoscono moderatezza. Tanto che il giorno successivo il Wall Street Journal si è sentito in diritto di incolpare il presidente di “promuovere modelli socio-culturali non positivi per i giovani". Dalla Casa bianca non ci sono state repliche. Sospettiamo che siano tutti intenti a impartire lezioni di musica classica al presidente.