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Condizioni misteriose e accoglienza misteriosa

di Tempi

Anche se non dovesse svegliarsi mai,
le suore vogliono curare Eluana. Perché?

Un pompiere di New York, Donald Herbert, dopo nove anni e mezzo di semi-incoscienza e mutismo, si è risvegliato e ha cominciato a parlare. Un ferroviere polacco, Jan Grzebsky, dopo diciannove anni ha ripreso coscienza, accorgendosi che il muro di Berlino era caduto diciotto anni prima. Un meccanico dell’Arkansas, Terry Wallis, dopo vent’anni di semi-coma, ha aperto la bocca per dire «mamma». Christa Lilly è rimasta sei anni in stato vegetativo prima di riprendere conoscenza. Haleigh Poutre, una bambina di undici anni in stato vegetativo, quando già era stata emessa la sentenza mortifera della Corte suprema del Massachusetts, ha dato segni di vita. Sono queste alcune vicende di malati, indicati come “vegetali”, che hanno miracolosamente ripreso ad avere contatti col mondo esterno. Sono dati di fatto, davanti a cui l’opinione pubblica dovrebbe imparare a riflettere, anche pensando al caso della nostra Eluana Englaro.
Esiste, però, un altro dato, altrettanto importante che, al di là di quel che potrebbe essere il destino di Eluana, merita considerazione. C’è qualcuno che vuole accudire quella donna. Sono le suore Misericordine che la terrebbero anche se Eluana non dovesse svegliarsi mai. Assistono un’incurabile. Perché? Perché lo fanno? Una volta a una giornalista che le chiedeva la ragione del suo impegno con gli ultimi, Madre Teresa di Calcutta rispose che lei non lo faceva per i poveri, «ma per Gesù Cristo». La ragione di questa ospitalità gratuita è un mistero tanto grande quanto quello eclatante dei risvegli di Herbert, di Jan, di Terry.


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