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Primarie centrosinistra: Sel vuole mangiarsi i resti del Pd

marzo 5, 2012 Chiara Sirianni

Domenica si vota in molte città italiane. Da tenere d’occhio Palermo, L’Aquila, Oristano, dove la partita si gioca su un piano che è tutto nazionale. A Taranto, invece, le primarie non si terranno: qualcuno ha deciso così.

Croce e delizia del Partito democratico, domenica 4 marzo in diverse città italiane si tengono le primarie del centro sinistra. È curioso pensare che, nel frattempo, secondo il sondaggista di Ballarò, Nando Pagnoncelli, Monti vincerebbe sia le primarie del Pdl sia quelle del Pd, di poco, su Pier Luigi Bersani. Sono tre città che val la pena tenere d’occhio: Palermo, L’Aquila e Oristano. 

A Palermo si gioca la sfida più importante, che avrà maggiori ripercussioni sul piano regionale e nazionale. Da lì è partito il tour di Bersani (“Destinazione Italia”), ma alla convention organizzata dal segretario al Teatro Zappalà gran parte del Pd siciliano  non si è presentato. C’è una frattura tra l’ala bersaniana, che sostiene la candidatura di Rita Borsellino, e il resto del partito che le prefersice Davide Faraone. Quest’ultimo ha accusato il segretario di aver finanziato la campagna dell’europarlamentare, violando l’imparzialità economica dei candidati. «Argomenti francamente infondati» per l’ex ministro del governo Prodi. Faraone è tornato all’attacco, interpellato dai microfoni di Radio 24: «Bersani ha smesso di fare il segretario ed è sceso in campo per sostenere un candidato. È inaccettabile. Ogni volta che sostiene qualcuno, il suo candidato perde le primarie. Il Pd siciliano fa ancora più schifo di quello che fa nel resto del paese». Le premesse, insomma, sono ottime. In difesa del “rottamatore” siciliano è arrivato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha definito la Borsellino una «incoerente che si fa bandiera della società civile, ma poi ha dietro gli apparati di partito». Intanto Antonello Cracolici, capogruppo in Regione, ha invocato «larghe intese» necessarie, seguito a ruota dal senatore Beppe Lumia. Entrambi sostengono un’operazione che ruota attorno alla figura di Raffaele Lombardo (presidente della Regione), sostenuto da Pd e Terzo polo. Il capogruppo ha lanciato consultazioni per trovare un candidato alternativo. È stato scelto Fabrizio Ferrandelli. La candidatura dell’eurodeputata (che ha detto di ispirarsi al «modello Pisapia») è spinta anche da Nichi Vendola, Luigi D e Magistris e Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, che per lei ha rinunciato alla corsa. La vittoria della Borsellino sembra data per scontata: ma potrà, dopo aver vinto le primarie, contare sull’appoggio degli altri candidati? 

All’Aquila lo scontro tra Pd e Sel è palese. Da una parte Massimo Cialente, il sindaco uscente, sostenuto da Bersani. Dall’altra il medico ed ex capogruppo Ds Vittorio Festuccia, a cui Sel ha chiesto di candidarsi. Nel partito di Vendola il morale è alto e la sensazione è che L’Aquila possa essere la prossima Genova. Il voto non potrà prescindere dal terremoto (Cialente era stato nominato vice-commissario alla ricostruzione col delega all’assistenza alla popolazione, carica dalla quale si è dimesso nel settembre 2010). Festuccia ha partecipato, assieme alla Borsellino, all’assemblea generale di Sel a Roma. Sel conta di poter scalzare il Pd, forte del risultato ottenuto a Rieti, dove il trentaseienne Simone Petrangeli ha vinto contro ogni previsione (come accadde a Milano, Cagliari, Napoli) contro i candidati Pd. Un risultato che secondo Massimiliano Smeriglio (coordinamento nazionale di Sel) dimostra «come non sia più possibile far cadere dall’alto le candidature». Festuccia ha dichiarato che L’Aquila «è un problema centrale e, dopo la vittoria di Sel sul Pd a Genova e a Rieti, ci punto ancora di più. Non cerco una sottrazione di voti al Partito democratico ma un’aggiunta di voti al centrosinistra, in aree che magari non avrebbero votato quest’amministrazione». 

A Oristano i candidati Pd in corsa sono addirittura tre: Giudo Tendas (ex vicesindaco) Giuseppe Obinu (consigliere comunale uscente) e Francesco Federico (consigliere provinciale). Sel appoggia Giampaolo Lilliu, ex segretario provinciale della Cgil. Le primarie dovevano svolgersi a febbraio, ma un tentativo di accordo con l’Udc le ha messe a repentaglio. Fino al 2011 Oristano è stata amministrata dal centrodestra e, senza un’intesa con i centristi, è difficile che si possa replicare un successo rifondarolo alla genovese. A confortare gli umori dei democratici c’è il fatto che a febbraio, nei tre comuni in cui si è andati alle urne, il Pd ha sempre vinto.

A Taranto il candidato di Sel (Ippazio Stefàno, sindaco uscente di Sel) sarà appoggiato dal Pd e Sel. Una volta tanto, Vendola e Bersani si erano accordati. Tutto bene? Nemmeno per sogno. Infatti, è nato un comitato per le primarie che, al grido di “fateci scegliere”, ha raccolto firme per convocarle (e permettere all’assessore regionale Michele Pelillo di gareggiare). Pelillo si è poi ritirato, probabilmente sotto pressione della segreteria generale. Così, Vendola, il politico che parlava delle primarie come «il bambino che si porta all’orecchio la conchiglia», ha finito per dichiarare: «Va bene il nostro candidato. A Taranto le primarie non servono».

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