tempi.prima linea Venerdì 30 Luglio 2010 
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Ma senza un «impossibile nuovo inizio» resta solo una battaglia di retroguardia

Anno Domini 2009. Vigilia di quel presepe di Sacra Famiglia

di Luigi Amicone
Anno Domini 2009. Vigilia di quel presepe di Sacra Famiglia che, ce lo si auguri, si ritroverà nella gaia notte del Natale, con strepito e allegria di papà, mamme, figli, nonni e nipotini. Ma insomma, vale ancora quella vecchia storia di “famiglia, cellula primaria della società”? Chissà. È un fatto, però, che comunque la pensiate, al netto del bordello profetizzato dai vari David Cooper e Anthony Burgess, il mondo funziona ancora come funzionava una volta. Ma è proprio così? Sicuri che l’alleanza tra l’uomo e la donna non si trovi per aria, alla mercé della mentalità indotta dai “detentori dei mezzi di produzione” (Marx) e, a cascata, dalle industrie della cultura e della comunicazione di massa?
Scene da un matrimonio. Il caso dei 3,5 milioni di euro mensili richiesti come “assegno di sostentamento” al nostro Monarca dalla sua Regina. Ma quanto è glamour, fa gossip, celebrità. Benedetta e maledetta famiglia. Tradizionale, allargata, famola vip o famola strana. Dispiace, annoia, infastidisce, ma questo è. Ci sono arrivati perfino gli economisti. Adesso dicono che non avere famiglia è di sinistra e che quello che ha mandato il mondo in vacca non è la finanza anglosassone taroccata. No. È il “familismo amorale”. Quel “familismo di stampo italiano”, sostengono Ichino e Alesina, che appesantisce il mercato, crea sfiducia negli altri e incatena la donna alla mutanda del bambino piuttosto che liberarla in carriera. A proposito di carriere. Chissà se, adesso che il Partito comunista di Pechino lo ha assunto come opinionista nella tv di Stato, il cattolico adulto Romano Prodi illustrerà i vantaggi competitivi che ha il modello cinese. Senza quel fronzolo di sindacato, la sua moderna politica del figlio unico e 13 milioni di aborti forzati l’anno (AsiaNews, 31 luglio 2009, precisa: «Wu Sangchun, funzionario della Commissione statale per la popolazione nazionale e la pianificazione familiare, osserva che almeno la metà degli interventi hanno una finalità “contraccettiva”»).
Dalla morgue degli economisti à la carte, alla leggerezza dell’intrattenimento mediatico. Tiger Woods ha troppe amanti. Ma davvero? Se è per questo, da Famiglia Cristiana a Io Donna, dall’azzimato Signorini alle smutandate del Grande Fratello, di amanti, sciupafemmine e patriziedaddario c’è la piena del Po. Dal tam tam del “così fan tutti” succede poi che discenda richiesta di “nuovi diritti”. Lotta per le coppie di fatto e gay? Non solo. Tutti reclamano giustizia per i sentimenti. Tutti sostengono che a qualsiasi matrimonio e famiglia c’è rimedio. Perciò sono pochi gli ecclesiastici disposti a rischiare in prima persona su questo argomento. E nessuno, come ha fatto l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra, che prenda carta e penna e scriva alla giunta regionale, non in nome della Humanae Vitae o della Dottrina sociale della Chiesa, ma in nome delle proprie convinzioni e del diritto a esprimerle nello spazio pubblico, che così non va. Che va bene l’amorevole solidarietà e l’egualitarismo scanzonato. Ma non si distribuiscono quei pochi spiccioli che si distribuiscono per la famiglia a chiunque dica “amore”. (Per inciso: è però talmente diventato tutto relativo che c’è chi, come il governo laburista di Londra, s’è rassegnato a riconoscere per vie oblique perfino la poligamìa; s’intende, purché essa sia approvata e regolamentata dai tribunali islamici).

«Rabbì, ma allora non conviene sposarsi»
Dunque, su amore, matrimonio e famiglia, grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente. A questo proposito, don Julián Carrón, erede di don Luigi Giussani alla guida di Comunione e liberazione, si chiede: «Come è potuto succedere? Come è possibile che la chiarezza che si era raggiunta sulla natura del matrimonio e che si era confermata nei secoli nel giro di così poco tempo sia stata messa in discussione in una modalità così generale?». Nella Spe salvi, prosegue Carrón, che ha illustrato queste cose in una conferenza al Centro culturale di Milano, Benedetto XVI offre una chiave interpretativa: «Un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale». Nelle conoscenza scientifica si procede «verso una padronanza sempre più grande della natura». Non altrimenti succede «nell’ambito della consapevolezza etica e della decisione morale». Dove «non c’è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell’uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni». Dunque – ed ecco spiegata la “situazione eccellente” e, al limite, l’inevitabilità di tutte le cause gay-lesbo-transgender che ci accompagneranno di qui ai prossimi vent’anni – le decisioni «non sono mai semplicemente già prese per noi da altri… La libertà presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio». pag. 1 | |

 

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Caro Luigi, quest'oggi il

Inserito da Iurop il 23 Dicembre 2009 - 3:26pm

Caro Luigi,

quest'oggi il tuo scrivere è ineccepibile e chiaro. Le tue conclusioni le faccio mie e ti sono grato per la lettera di Carmen che ci hai condiviso così intrisa di un'amorosa Amicizia che non appena per la purezza del sentimento rende così affascinante e passionale, ma l'AMORE a quel TU che ci fa vivere.

Ci hai fatto un bellissimo regalo di Natale e desidero pubblicamente ringraziarti.

Vivi in letizia con tutta la tua famigliona il Santo Natale!

Mario G.

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