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Privacy: Ti prego non dirmelo

Il modo migliore per seppellire le notizie è annegarle fra i mille imperdibili dettagli di storie inutili. Telefoni e lenzuola. La triste fine del circo mediatico-giudiziario italiano

di Luigi Amicone

«Crìa cuervos… alleva i corvi e ti beccheranno gli occhi» (Carlos Saura)

Venghino, venghino, cari telespettatori, s’annuncia uno spettacolo senza eguali. Al posto della donna snodata c’è Patrizia D’Addario. Al posto della donna barbuta, scrive Stefano Di Michele sul Foglio, c’è «la donna cazzuta». Lo spettacolo è assicurato. L’audience è servita. Sei milioni e mezzo di baionette per il duce dai riccioli all’henné. Gli ascolti, eccellenti. Eccellente la pubblicità. Sì, ma la notizia dov’è? Non era il giorno di Natale che mandavano in onda il circo equestre? C’era un’unica notizia, forse, dentro quelle storie di Sexual Personae tra Palazzo Grazioli e via Gradoli. Ad averla intuita è stato solo un linguista, Giovanni Gobber: «Ma la disperazione esistenziale dei “transessuali” non fa notizia». Perché, quella di Patrizia che fa?
 
«La luce pubblica oscura tutto» (Martin Heidegger)

“Tutti hanno il diritto di sapere tutto”. E di vedere tutto. In principio fu il sapere di pm come Gherardo Colombo e Antonio Di Pietro, secondo i quali i primi cinquant’anni di Repubblica non furono altro che un film di corruzione e ricatto. In principio fu il vedere folle ringhianti, lanci di monetine, fiumi di intercettazioni scorrere sui giornali pure per raccontare i «bacini sulla bua» di un’amante. Però anche i protagonisti dei film muoiono. E all’inizio del secondo millennio – primo step di una stagione che, in un certo senso, da naturale che era divenne ogm – pure Bettino Craxi muore. Così, a immortalare il sapere e il vedere, restano quelle foto del leader socialista ripreso da cadavere disteso nella bara, pubblicate in bella evidenza dall’Espresso nell’edizione del 26 gennaio 2000. Foto di dubbio gusto, certo, ma che nessuna autorità per la privacy ha mai contestato. D’altronde chi sono i buoni? E chi i cattivi? Dopo l’epopea di Tangentopoli si sentiva la mancanza di una ripresa di scandali che, nell’immediato, visto che adesso non c’erano più né Craxi né Andreotti a Palazzo Chigi, non potevano più riguardare la politica. Così, nell’agosto 1996 il pm Alessandro Chionna apre un’inchiesta su una scuola per modelle di Biella. Sono coinvolti Valerio Merola, Gigi Sabani e Gianni Boncompagni. L’accusa è di truffa a fini sessuali e induzione alla prostituzione di alcune giovani modelle in cambio di partecipazione a programmi tv. È vero che allora ci si trastullò per tutta l’estate-autunno sulle dimensioni del membro di Merola (il famoso “Merolone”). Ma è anche vero che tra gossip e fughe di notizie, l’inchiesta si spense prima di giungere a processo, causando un comprensibile trauma a tutti i personaggi coinvolti. Il 26 ottobre 1996 l’inchiesta fu archiviata. Ma gli amici di Sabani sostengono ancora oggi che non è peregrino pensare che quella storiaccia lasciò pesanti strascichi sulla vita del conduttore televisivo, morto nel 2007, allo scoccare dei 55 anni, stroncato da un infarto.
Nel 2006 il tritacarne incrocia politica e tv. Salvo Sottile, all’epoca portavoce del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, è accusato di aver richiesto prestazioni sessuali ad aspiranti soubrette in cambio di posti in tv. Sottile viene sollevato dall’incarico che ricopre per Fini e condannato per peculato: aveva usato l’auto blu per trasportare alcune soubrette in Farnesina. Sì, vabbé, ma una condanna per peculato giustifica il fatto che dal fascicolo giudiziario si siano vuotate sui giornali le intercettazioni delle affettuosità e i nomi delle signorine, compresi «i bacini» dell’una e la definizione di «porcellona» per l’altra?
Altro filone della ribattezzata Vallettopoli del 2006 è quello che vede protagonista Fabrizio Corona. Per lui il pm Frank Di Maio ha chiesto la settimana scorsa sette anni e due mesi di carcere. Ma intanto il fascicolo e le intercettazioni delle telefonate di Corona con il giro di showgirl e gli alti vertici Fiat, insomma gli ingredienti dell’inchiesta che lo accusa di estorsione, spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, sono già finiti tutti sui giornali e processati in tv.

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tempi.commentati
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Certo la visione che sembra

Inserito da agostino pavan il 13 Novembre 2009 - 10:46pm

Certo la visione che sembra emergere, è quella di una politica impegnata ed orientata non certo verso il bene comune, ma invece spesso dedita a ben grevi e poco edificanti attività.
Ma ciò che ritengo più grave in un clima di questo genere, è l'impossibilità o l'incapacità di discutere e affrontare serenamente e decisamente i problemi veri di questo nostro povero paese.

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Avete sentito sul caso

Inserito da abernasc il 13 Novembre 2009 - 1:28am

Avete sentito sul caso Marrazzo qualcuno gridare al complotto ?
Voglio dire a parte l interessato, che umanamente ci ha provato... Qualcuno ha parlato di giustizia a orologeria ? Qualcuno ha parlato di esca tesa dai poteri forti ?
In teoria l interessato nemmeno avrebbe dovuto risponderne ai suoi elettori, dal momento che non fa parte di una coalizione omofoba, bacchettona e non ha spedito a casa dei laziali album fotografici che lo ritraevano felice in famiglia...
Pero' si e' , ai miei occhi giustamente, infine fatto da parte perche' comunque non e' sembrato un modello di virtu', fosse solo per il fatto che tiene famiglia...
Se qualcuno dalla Vostra parte avesse l ambizione di proporre dei modelli un pochino migliori di un piccolo, meschino, puttaniere, corruttore, che tratta il paese peggio di come tratta le sue "zoccolette" , forse l Italia potrebbe ritrovare una dignita'.
Aspetto paziente sulla riva del fiume il cadavere dell'opportunita' e dell'ipocrisia, temo non passera' ne prima ne solo...

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Certo Luigino, c'è molto di

Inserito da TittiOne il 12 Novembre 2009 - 11:10am

Certo Luigino, c'è molto di vero in quello che scrivi, ma da qui a ridurre tutto in burletta e a diventare il difensore d'ufficio di tantissimi cialtroni senza alcuna considerazione delle loro cialtronerie, ne passa veramente tanto.
Sinceramente in diversi cominciamo ad essere abbastanza seccati e sconcertati dalla posizione molto supina adottata da Tempi a partire dal caso Noemi-D'Addario/Berlusconi in poi.

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