Parla il filosofo francese che invoca una nuova Mistica della carne contro ogni riduzione dei rapporti a “masturbazione assistita”: «Il tecnicismo e la morale borghese rinchiudono il desiderio sessuale nel preservativo. È la Chiesa l’unica a non aver paura di liberarlo fino in fondo»
Leggi: La preghiera di Camillo Langone sul Foglio
Conversare con Fabrice Hadjadj, l’autore di Mistica della carne. La profondità dei sessi, è un’esperienza di grande piacevolezza intellettuale. Attraverso il suo linguaggio sempre lucido si ha l’impressione di sentirsi trascinati contemporaneamente nel profondo degli argomenti e verso l’alto, ben al di sopra del ronzio pseudo-pansessualista. Trentotto anni, francese, nato da genitori ebrei di origini tunisine e convinzioni maoiste, ama presentarsi come un «ebreo di nome arabo e di confessione cattolica». Al cattolicesimo è approdato dopo una giovinezza trascorsa tra l’ammirazione degli ideali rivoluzionari della Comune di Parigi e l’immersione nella lettura dei grandi nichilisti del Novecento. Ha scelto di battezzarsi e diventare cattolico alla soglia dei trent’anni e se gli domandi perché l’ha fatto replica divertito: «Sono io che mi chiedo: perché non l’ho fatto prima? ». Fabrice Hadjadj insegna in un liceo e nel seminario diocesano di Tolone, ma è soprattutto un filosofo, una specie di Nietzsche cattolico, autore di una decina di libri in forma di saggi e drammi teatrali. Ecco una sintesi della conversazione.
«La nozione di educazione sessuale è problematica, perché la sessualità implica l’esperienza del desiderio e del suo eccesso. Il desiderio sessuale non si educa così come ci si educherebbe alla matematica: non è una semplice forma di istruzione. Si tratta di un desiderio che ci fa sentire non più padroni di noi stessi. Questa esperienza di spossessamento chiede di essere vissuta pienamente, e qui si innesta l’esigenza dell’educazione nel senso di un “accompagnamento” del desiderio. Ma non per contenerlo, spezzarlo, diminuirlo, anzi: per andare fino in fondo. Invece oggi ci sono due modalità di praticare l’educazione sessuale fra loro opposte, ma entrambe sbagliate.
La prima è la presentazione della sessualità secondo una modalità tecnica, centrata sui temi del rischio per la salute e della pianificazione familiare, per cui nei licei si dice: “Guardate che attraverso il sesso si trasmettono malattie e si possono verificare gravidanze”. La gravidanza è messa da subito sullo stesso piano delle malattie a trasmissione sessuale, e perciò si consiglia il preservativo. Il dono della vita è messo sullo stesso piano di una minaccia di morte, è visto come una malattia. Di conseguenza l’educazione sessuale consiste nello spiegare come si applica un preservativo, come si prende la pillola anticoncezionale o la pillola del giorno dopo, eccetera. Ma questa non più è sessualità, è qualcosa dell’ordine di una masturbazione con partner, di una masturbazione assistita.
L’uomo è intrappolato dentro al suo stesso piacere, non incontra nessuno, non è in una relazione sessuale che presuppone l’apertura dell’uomo a una donna che desidera a tal punto che gli pare di vedere in lei la strada della sua vita.
La sessualità è ridotta a un atto consumistico che deve essere gestito secondo una modalità tecnica. Dicendo ai ragazzi: “Fate quel che volete, però proteggetevi”, si trasmette l’idea che il cuore della sessualità non è l’incontro, l’unione, la comunione, ma la preservazione. Infatti la parola ultima è: preservativo. Ciò significa che l’amore viene pensato in termini di preservazione, che la sessualità viene pensata in termini di protezione di sé. Tutto è centrato su di sé, sul proprio piccolo piacere: ci si serve dell’altro come di una cosa. Pasolini ha ben compreso e denunciato questa distruzione della sessualità da parte del consumismo. Dall’altra parte c’è un’educazione sessuale concepita secondo una modalità morale estrinseca. Cioè da una parte si colloca il desiderio sessuale, dall’altrala morale che viene a fare ostruzione. La morale borghese taglia la strada alla sessualità perché la considera come qualcosa di pericoloso in sé. E quindi cerca di controllarla. Dice che ci vuole il sentimento, il rispetto dell’altro, eccetera. Come se, appunto, la sessualità fosse pericolosa in sé e bisognasse aggiungervi qualcosa che in essa non è già presente. La morale non è pensata a partire da ciò che il desiderio sessuale in quanto tale esige per essere se stesso, ma a partire da qualcosa di esterno che viene a contenere tale desiderio. Dunque da una parte abbiamo il tecnicismo, dall’altra il moralismo, ed entrambi sono inefficaci nell’educare i giovani. I quali, quando gli si dice: “Facendo sesso proteggetevi”, tendono a rispondere: “Sì, ma se tanto devo morire e dopo non c’è nulla, perché devo proteggermi? Che cos’è questo aggeggio da buon piccolo borghese, per preservarsi? Dobbiamo morire! Che ci importa dell’avvenire? Tanto vale andare al massimo, bere, ubriacarsi, farsi tante donne. Mi dite che l’Aids uccide, ma io sono comunque destinato a perire, e allora perché dovrei stare nei ranghi?”. Quando gli adolescenti reagiscono al tecnicismo e al moralismo in questo modo, sono in realtà più profondi degli adulti. Dietro una rivolta come questa, anche quando non è esplicitata, ci sono una profondità e un’esigenza di senso che né il tecnicismo né il moralismo possono dare».
Il contrario della repressione
«Lo scopo di una vera educazione sessuale, a mio parere, deve essere l’affermazione del desiderio sessuale fino in fondo. E del resto è quello che dice anche la Chiesa. La Chiesa non proibisce certo il sesso, non è repressiva, al contrario: è favorevole al sesso fino alle estreme conseguenze, non con un piccolo preservativo che mi protegge, o con un lieve sfregamento che mi procura un lieve piacere e poi me ne vado di corsa. No: fate pure, ma portate l’esperienza alle sue estreme conseguenze. La morale della Chiesa non è contro il sesso, è la liberazione sessuale che è contro il sesso, perché lo riduce a un atto di consumo. La Chiesa è per la pienezza della sessualità».
Il dualismo dell’omosessualità
«Quando dico sessualità penso alla sessuazione: l’uomo e la donna, il maschile e il femminile. La Chiesa rigetta l’omosessualità semplicemente perché non si tratta di vera sessualità. Dire omosessualità è come dire “cerchio quadrato”: se i due hanno lo stesso sesso, viene meno l’ordinazione reciproca dei due sessi. Se la vostra sessualità non è aperta alla fecondità, di cosa state parlando? Prendete in mano il primo manuale di zoologia che trovate, e scoprirete che la sessualità è legata alla questione della fecondità, della procreazione. Attenzione, quando dico che l’omosessualità non è una sessualità io non discrimino: non sto proponendo giudizi di valore, il mio intento non è prescrittivo, ma descrittivo. Anche i greci ritenevano che la pederastia non era sessualità, e proprio per questo la consideravano superiore. Per loro era una realtà spirituale, qualcosa che aveva a che fare con l’emulazione virile ed era legata alla loro visione dualista del rapporto fra anima e corpo. Chiamare sessualità qualcosa che non lo è sarebbe una contraffazione. E questo è importante anche per coloro che vengono definiti omosessuali, chiamati a prendere coscienza che il loro desiderio non è propriamente sessuale. Essi in realtà fanno un uso non sessuale delle loro parti sessuali. Non è perché le parti sessuali entrano in gioco che si è obbligati a definire ciò sessualità: io posso, se voglio, ficcare il mio pene in una porta, ma quel che faccio non è sessualità. Non sono necessariamente atti sessuali tutti gli atti che io posso fare con le mie parti sessuali. Se vivo l’amore e la comunione in opposizione al dato fisico del mio corpo, vivo una situazione schizofrenica, dualista. La Chiesa insiste sull’unità di carne e spirito, di anima e corpo. Nessuna posizione al mondo è più unitaria di quella della Chiesa. Essa dice: siete liberi di fare quel che volete, ma vi ricordiamo soltanto che se andate in quella direzione, vi sarà una rottura della vostra unità personale, questa rottura noi la chiamiamo peccato».
L’esperto che uccide l’incontro
«La questione centrale della sessualità è la comunione feconda entro la quale i corpi esprimono quel che le anime vivono. Di fronte a un tema del genere, come può la posizione dell’“esperto” non essere quella di uno che impone una riduzione tecnica? L’incontro umano contiene qualcosa che mi sfugge. L’idea stessa che si possano fare previsioni in materia di incontro ci immette in una logica di calcolo del rischio estranea all’essenza dell’incontro. Non ci sono più l’uomo e la donna che si incontrano per vivere qualcosa di unico. È esattamente quello che troviamo in 1984 di Orwell: anche lì ci sono gli esperti che organizzano tutto. E poi c’è un momento in cui l’eroe del racconto sfugge alla presa dello Stato totalitario: è quando si trova da solo con una donna nella foresta, e lei si spoglia davanti a lui. In quel momento è fuori dalla logica degli esperti, non c’è nessuno che gli dia indicazioni e gli ingiunga come deve comportarsi. Bisogna accettare che nell’ambito della sessualità non esistono gli esperti. Altrimenti si finisce nel tecnicismo e nell’ingiunzione sociale. La seconda cosa da dire riguardo agli “esperti” che entrano nelle scuole, è che questo fatto pone un altro problema: rende impossibile agli adolescenti la sessualità come scoperta. Quello che predomina è un massiccio discorso entro il quale i gesti del desiderio sono ridotti a delle pratiche. E perciò a delle tecniche: c’è la fellatio, c’è la sodomia, c’è il rischio dell’Aids. E questo è veramente terribile, perché all’essere in un incontro e nei gesti del desiderio all’interno di un incontro, si sostituisce l’induzione di comportamenti. E anziché essere con l’altro e vivere con l’altro, si cerca di conformarsi a una normatività fatta di norme sessuali, o meglio pseudo sessuali, che vengono imposte alla persona: voi dovete fare così e cosà, se non fate così sbagliate. Questo è pericoloso perché non si è più nella scoperta dell’altro e nel movimento del desiderio, si è in qualcosa che è intrusione: l’intrusione di una serie di norme e inoltre l’intrusione dell’industria del lattice, dell’industria farmaceutica, eccetera. Per cui è vietato inquinare i fiumi, ma è lecito inquinare le giovani donne con prodotti chimici: devono prendere pillole, pastiglie, eccetera. La tecnica interviene in tutti i rapporti, e questo distrugge completamente il desiderio. Alla fine si fa sesso ugualmente, per divertirsi un po’, ma faticosamente, con infinite reticenze, in modo meschino, cercando di rubacchiare qualche nuovo trucco dal Kamasutra. Che infelicità! Il cattolico, invece, è il vero edonista. Ha la sua donna e va fino in fondo. Non passa tutto il tempo a chiedersi: “Oh, cosa succederà adesso? Che rischio sto correndo?”. E se il seme che ha immesso nella donna gli torna indietro sotto forma del viso di un figlio, la gioia è ancora più grande. Il piacere sessuale non sta solo nell’atto carnale, è anche la gioia di vedere il volto del proprio figlio: è piacere sessuale anche quello. L’atto carnale ha un’intensità di piacere molto forte e molto breve, poi c’è una caduta, tutta l’esperienza lo dice. Ma la gioia per l’arrivo di un figlio è un piacere che non si spegne».
Il femminismo non è femmina
«Oggi la sessualità è sempre concepita in modo fallico. La dimensione femminile della sessualità tende a scomparire. Anche il femminismo, in gran parte, si è dispiegato come rivendicazione di valori maschili da parte delle donne. Non si è ancora visto un femminismo che affermi i valori femminili contro il machismo. C’è stata piuttosto un’interiorizzazione del machismo da parte delle donne, attraverso l’idea che l’uguaglianza è tutto. Ma nell’atto carnale il tempo e lo spazio maschili non sono gli stessi del tempo e dello spazio femminili. L’uomo è in uno spazio che è quello dell’esteriorità: l’uomo penetra, genera ma fuori di sé, compie un atto all’esterno di sé. La donna, invece, è nello spazio dell’interiorità: riceve l’uomo, lo accoglie in sé ed è in grado di accogliere un essere umano intero dentro di sé. La donna è abitabile, cosa che non vale per l’uomo. Perciò il femminile implica l’affermazione che nella sessualità non c’è solo la vagina, c’è anche l’utero. Nei settimanali patinati c’è tantissimo sul sesso della donna, ma non c’è niente sull’utero. La cosa interessante è questa: quando domina la concezione fallica e anche il femminismo è fallico, la donna è percepita come ridotta alla vagina o al clitoride, ma l’utero scompare. Questo è molto interessante: l’isterectomia è la condizione, per così dire, del femminismo odierno.
Per quanto riguarda il tempo, l’uomo si colloca in un tempo corto dentro all’atto carnale. Il suo desiderio sorge immediato, mentre nella donna, si sa, ci vuole più tempo. In seguito, il tempo dell’uomo è quello dell’eiaculazione, dell’orgasmo. Mentre per quanto riguarda il tempo della donna, c’è un tempo femminile lungo, che è quello della gestazione. Nella donna c’è un seguito all’atto sessuale. Che consiste nel portare in sé un figlio, cosa che l’uomo non può fare. Oggi questo spazio dell’interiorità, questo tempo della gestazione, è stato spezzato e anche la donna vuole essere nell’esteriorità, col suo clitoride fra le gambe che tiene il posto del fallo, e nel tempo breve, che coincide con l’ossessione dell’orgasmo. Ma l’orgasmo non è essenziale per l’atto sessuale! Può esserci comunione fra i due anche senza orgasmo. Al limite, un fallimento rispetto all’orgasmo, addirittura rispetto alla penetrazione, può essere un momento di comunione più profonda fra gli sposi all’interno del dramma di quel fallimento. Si tratta di richiamare l’autentica sessualità femminile per ritrovare un equilibrio. Occorre ritrovare il vero maschile e il vero femminile: il maschile che è rivolto al femminile, il femminile che è rivolto al maschile. In modo che la donna orienti anche l’uomo verso il tempo lungo e l’interiorità. Questo femminismo della femminilità è una necessità. Quel che viene chiamato educazione sessuale in realtà è l’affermazione massiccia del fallico. Non solo è distruttivo, non solo fa della donna una preda dell’uomo, ma ne fa un sotto-maschio. Una specie di maschio difettoso che squilibra tutta la società».
Maternità, l’immagine dell’etica
«C’è stata un’epoca in cui la maternità è stata concepita come qualcosa che non atteneva alla libertà della donna. Ella era colei che portava in sé l’erede dell’uomo, ovvero i futuri cittadini: Marianna madre in affitto, incubatrice dei cittadini. La Francia ha conosciuto un intenso natalismo dopo la sconfitta di Sedan nel 1870. Si diceva: “I tedeschi sono più numerosi di noi, fate più figli per la Francia”. Che è come dire: producete carne da cannone, fate figli per lo Stato, per la gloria della nazione. Questo non è riconoscere la maternità come l’avvenimento radicale di un’accoglienza nei confronti di una nuova persona che entra nel mondo, da accogliere per se stessa. Il natalismo ha confiscatola maternità, dunque per reazione la donna ha voluto emanciparsi. Ma bisognava emanciparsi dalla confisca della maternità da parte dell’uomo e dello Stato, non dalla maternità come tale, come è invece avvenuto. Poiché la maternità è una possibilità propriamente femminile, pensare il femminile in opposizione alla maternità come fanno certe femministe è arrivare alla distruzione della donna. E di conseguenza alla distruzione dell’uomo. Perché appunto noi uomini abbiamo bisogno della donna per aprirci al mistero dell’interiorità, della gestazione, della pazienza, del portare l’altro per metterlo al mondo. Quando cerca di definire che cos’è la responsabilità verso l’altro, Emmanuel Levinas propone un’espressione e un’immagine: portare l’altro. E dice: è il femminile che manifesta questo. L’etica ha la sua immagine più forte nella maternità, che è il luogo concreto della responsabilità.
L’accoglienza del figlio per se stesso equivale all’espressione “fare dei figli per Dio”. Perché la sessualità in ultima analisi mira a questo: aumentare il numero degli Eletti; e il desiderio sessuale che ci trascina fuori da noi stessi è ultimamente un’astuzia di Dio. È Dio che chiama, questo è il senso profondo della sessualità. Non si fanno figli per lo Stato, o per noi stessi, o per l’autorealizzazione della donna. Si fanno figli per la vita eterna».
Inserito da rodolfo il 15 Ottobre 2009 - 5:10am
D'accordissimo con Annarosa: Puppo è esattamente l'esperto di cui vorremmo fare a meno, piazzista di orgasmi, invasore di forum, sofista senza nessun interesse e curiosità per le posizioni altrui, egocentrico, egolatrico, assatanato di profitto. L'unica utilità dei suoi interventi è che dimostrano quanto Hadjadj abbia ragione sui presunti "esperti di sessualità".
Inserito da vincenzo puppo il 15 Ottobre 2009 - 2:21am
Per 1-gingà e 2-annarosa
1-"Ora le domando: dove si insegna ai ragazzi il valore di un amore stabile e fedele??"
Io le insegno nelle mie lezioni (e pubblicazioni, libri, commenti, figli, ecc)di educazione all'amore e a fare l'amore (e per i cattolici, vedi anche la fine di un precedente mio commento qui, sul Cantico dei Cantici, ecc...): l'amore è alla base di tutto quelo che io spiego!!! Comunque, e mi dispiace ripeterlo, poteva, prima di scrivere i suoi commenti, "controllare" su youtube..., se lei e io non avevamo molte cose in comune...
2- Lei veramente mi conosce?... chiaramente no!
Lei scrive: "lei è proprio l'esperto di cui FARE A MENO per avere una normale vita di coppia (se non ci sono problemi VERI)": mi scusi, ma qui si sta facendo una discussione seria, e poi che importanza ha la lunghezza dei commenti? l'importante è che siano pertinenti, come anche le risposte... a me interessano i "contenuti" e che sia una discussione costruttiva!
Io mi occupo principalmente di educazione sessuale: ma per lei le donne, tutte le donne, hanno o no il diritto alla salute sessuale?...
Lei scrive: "Credo che molte donne sarebbero mogli più felici e serene se non leggessero i tanti "consigli" di suoi colleghi su varie riviste":
io non scrivo assolutamente le stesse cose di loro e preferisco fare discussioni scientifiche!... scusate ma devo ripetermi, non è colpa mia (io prima di rispondere a qualcuno, cerco sempre prima di informarmi su tutto quello cha ha scritto o suggerito e chiaramente leggo con attenzione i commenti su di me), su youtube/newsexology c'è tutto... e il video più importante parla proprio dell'EDUCAZIONE ALL'AMORE E A FARE L'AMORE!
Per finire, lei scrive: "Se qualcuno glieli chiede, si accomodi": ma chiunque scrive su internet e blog, lo fa per iniziare una discussione ecc., ed è felice di avere commenti e qualcuno con cui confrontarsi ecc., anche per migliorarsi, io a lei non ho chiesto un commento, ma lo ha scritto lo stesso, perché siamo su internet e io lo accetto come chiunque altro (e come lo stesso Hadjadi!)!
Cosa c'è di male se io scrivo che l'amore e il rispetto devono esere la base dell'educazione sessuale (e per arrivare anche nelle scuole)? Cosa c'è di male se io divulgo l'importanza anche della salute sessuale per tutte le donne...???... Ciao, e grazie per la discussione!
Inserito da gingà il 14 Ottobre 2009 - 11:56pm
D’ accordo signor Puppo, ora ho capito, la sua è una battaglia culturale in favore dell’ orgasmo delle donne. Bene, io non ho niente in contrario a questo. Io stavo solo dicendo che amare è l’ unica cosa che può dare significato alla vita e che la sessualità è un’ eccellente espressione dell’ amore a patto che non venga manipolata, distorta, adulterata… ridotta a piacere fine a se stesso. Quello che mi fa rabbia è vedere che si insegna ai ragazzi ad usare il preservativo, ma si omette di dire loro che la sessualità trova il suo significato ed il suo valore all’ interno di una relazione stabile e fedele. D'altronde la stabilità e la fedeltà non sono forse la prima esigenza forte e ineludibile di ogni innamorato? E l’ aspirazione all’ eternità di ogni giovane amore non è un qualcosa che risponde alle esigenze più profonde di ognuno di noi? Lei non ritiene imprescindibile per la sua relazione d’ amore la stabilità e la fedeltà? Ora le domando: dove si insegna ai ragazzi il valore di un amore stabile e fedele?? O non si insegna piuttosto il sesso mordi e fuggi? Dove si insegna che per conservare un amore stabile e fedele occorre praticare la pazienza, essere perseveranti e disponibili al sacrificio? Dove si insegna che l’ essenza dell’ amore è la volontà?
Ecco, queste sono le considerazioni che mi sono venute leggendo l’ analisi di Fabrice Hadjadj. Come vede il mio discorso sulla sessualità è molto più ampio del problema dell’ orgasmo femminile. Saluti.
Inserito da annarosa il 14 Ottobre 2009 - 3:01pm
Dr Puppo, lei è proprio l'esperto di cui FARE A MENO per avere una normale vita di coppia (se non ci sono problemi VERI).
Sono una donna e solo a leggere i suoi chilometrici commenti mi passa la voglia di fare alcunché seguendo i suoi consigli.
Se qualcuno glieli chiede, si accomodi, ma riempire paginate sul web mi sembra un eccesso di scrupolo medico.
Credo che molte donne sarebbero mogli più felici e serene se non leggessero i tanti "consigli" di suoi colleghi su varie riviste e finendo per domandarsi se "dovrebbero" sentirsi anormali per essere così banalmente contente dei loro rapporti con i propri mariti.
Inserito da vincenzo puppo il 14 Ottobre 2009 - 7:01am
Grazie dei chiarimenti, sono felice per lei e per il suo matrimonio, e che in molte cose la pensiamo in modo simile (es. “Io faccio l’ amore con mia moglie per dare corpo al sentimento ed alla passione…” )! Chiaramente io non mettevo in discussione l’amore che c’è in una coppia, casomai che le donne possono avere il piacere sessuale anche se non hanno un orgasmo con il rapporto vaginale: perché non si insegna ai maschi che dopo un rapporto vaginale, con la donna chiaramente ancora eccitata, è possibile farle avere l’orgasmo con altre stimolazioni? Le ripeto che la risoluzione della vasocongestione genitale è importante per prevenire patologie…: se si ama quale è il problema, perché negare alle donne il piacere? Dato che o non sono chiaro io o non legge bene tutti miei commenti, le ripeto che la “realtà” che sia normale che le donne non abbiano sempre un orgasmo quando fanno l’amore, dipende dalla assoluta mancanza di una vera educazione sessuale: dal punto di vista scientifico tutte le donne hanno la capacità orgasmica, e superiore a quella dell’uomo (!!!), quindi perché dovrebbe essere normale quello che divulgano i sessuologi, per i quali la sessualità femminile deve essere solo al servizio di quella maschile, e se le donne non hanno l’orgasmo si devono poi rassegnare??? Questa non è una realtà!!! È un condizionamento che le donne subiscono dalla nascita in poi: per loro esiste solo la vagina (come scrive anche Hadjadi, che parla dell’utero e dimentica completamente il clitoride ecc!!!), ed è chiaramente una cosa assurda, specialmente se un uomo ama la donna! Che l’attività sessuale ha due finalità siamo d’accordo, ma che la prima deve essere la procreazione lo dice lei (cosa c’entra che io ho scritto 1 e 2)??? Provi a dirlo ai ragazzi/e adolescenti… o a chi ha molti figli, specialmente in una società come la nostra…
Nel suo mondo a un rapporto, precisiamo vaginale, consegue un bel bambino: per non ricominciare la discussione, posso dire che il suo “mondo” oggi non è molto vasto, e se lei crede che sia la realtà per tutti, io insisto che è solo una sua opinione, veda anche quanti bambini in media hanno oggi le donne italiane!!!... Nel mondo reale “mio” (tra virgolette perché la pensiamo in modo diverso, per me è lei che vive in un altro mondo e realtà, ma su questo non saremo mai d’accordo, ma a me ora interessa solo chi legge questi commenti…) fare l’amore significa condividere le stesse emozioni, sentimenti, piaceri, fare felice la mia partner per me è la cosa più importante, che mi rende felice proprio perché l’amo, io non posso neanche immaginare di fare l’amore solo per il mio piacere, soprattutto sapendo che lei può avere più orgasmi con stimolazioni continue e che come scrivevano Masters e Johnson, solo la fatica può fare finire!!! Lo so che lei di fisiologia sessuale ne sa poco, ma questo è il mio campo, e a differenza di Hadjadi, nelle mie lezioni ai corsi post-universitari io insegno a fare l’amore…: di ginecologia, malattie, procreazione, ecc., non parlo perché deve essere compito dei ginecologi/andrologi!...
Dopo aver fatto l’amore, io sono felice perché con “lei” abbiamo condiviso l’amore che proviamo reciprocamente e che ci siamo scambiati anche con il nostro corpo, e guardandola negli occhi io mi rispecchio nella sua felicità!
Grazie per la interessante discussione (solo così è possibile migliorarsi!).
Vincenzo Puppo. Medico-Sessuologo. Centro Italiano di Sessuologia (CIS).
PS: provo a dare di nuovo lo stesso suggerimento: a chi crede veramente nell’amore e nel fare l’amore, guardate i video in youtube/newsexology
Inserito da gingà il 14 Ottobre 2009 - 4:26am
Caro signor Vincenzo, sono felicemente sposato ed abbiamo tre meravigliosi bimbi (purtoppo ci siamo sposati tardi, altrimenti avremmo saputo far di meglio!). In effetti i figli sono certamente il frutto più meraviglioso dell’ amore, ma non sono certamente l’ unico frutto… del resto l’ avevo già detto nel precedente commento che i fini della sessualità sono essenzialmente due: costruire una relazione e generare figli (in ordine cronologico). Dunque perché pensa che io faccia l’ amore solo per fare figli? Io faccio l’ amore con mia moglie per dare corpo al sentimento ed alla passione; se poi devo parlare come mangio, allora le dirò che faccio l’ amore perché mi piace. Però siamo consapevoli (io e mia moglie) che fare l’ amore può dar vita ad un nuovo essere; questa eventualità (la gravidanza) costituisce proprio il secondo fine della sessualità, e, come dice Fabrice Hadjadj, è lo sviluppo della sessualità. Fabrice Hadjadj, ed io con lui, non nega affatto il piacere che anzi è parte della sessualità, però invita a non negare l’ eventuale gravidanza che è un ‘ altra parte della stessa sessualità. Fabrice Hadjadj ha fatto un ampio discorso sul significato della sessualità:
1) ha parlato della morale sessuale intesa come tecnicismo, che vede la sessualità come fonte di pericolo (malattie e gravidanze); questa è la morale sessuale che oggi si insegna nelle scuole ai ragazzi; si insegna loro a proteggersi con il preservativo per poter rubare quanto più piacere possibile senza correre rischi;
2) ha parlato della morale sessuale borghese, che cerca di imbrigliare la vitalità e l’ amore per la vita che scaturiscono generosi dalla sessualità;
3) ma ha parlato anche e soprattutto di una morale sessuale che è farsi carico delle responsabilità; nei confronti dell’ amata/o, prima di tutto.
Una morale sessuale, aggiungo io, che insegna che la sessualità, se vissuta liberamente e naturalmente, senza tanti manuali e tecniche di autodifesa, è una delle espressioni massime dell’ amore e dà senso alla vita e gioia di vivere alle persone. Voglio insegnare ai miei figli che la gravidanza non è una malattia, è l’ esperienza più meravigliosa e stupenda che possono avere la ventura di vivere. Quindi ragazzi, non abbiate paura della sessualità e non proteggetevi da eventuali gravidanze: quando avrete guardato negli occhi vostro figlio capirete perché! E per quanto riguarda le malattie, se sarete fedeli al vostro amore, non correte alcun rischio. Quanto al piacere poi, nessuno meglio di voi sa come raggiungerlo.
Piccole polemiche.
1) Per Hadjadi ed anche per me l’ orgasmo femminile non è essenziale per l’ atto sessuale; chi lo ha deciso? Risposta: nessuno! E’ solo un dato dell’ esperienza comune. Penso che sia capitato alla maggior parte delle donne di non avere un orgasmo durante un rapporto sessuale, questo non significa che il loro rapporto d’ amore non sia valido.
2) “Questa è la realtà”. Caro signor Vincenzo, lei non sa distinguere tra realtà ed opinione. La realtà sono i dati di fatto; i dati di fatto non sono opinabili, bisogna avere l’ onestà di accettarli per quello che sono. Nello specifico, quando ho detto che “questa è la realtà” mi riferivo al fatto che, certe volte può succedere che la donna non abbia l’ orgasmo durante un rapporto sessuale: questo è semplicemente un fatto che io, come penso la stragrande maggioranza delle persone, ho avuto modo di constatare numerose volte. Ripeto, è un fatto non un’ opinione.
3) Lei mi contesta la seguente frase:-“del resto lo dice anche lei che la prima finalità della sessualità è la procreazione” Nel suo primo commento si possono leggere le seguenti testuali parole: “L’Attività Sessuale ha due finalità: 1- Per la Procreazione: rapporto vagina-pene. 2- Per il Piacere: orgasmo maschile e femminile.” Ma insomma, siamo d’ accordo o no che la prima finalità della sessualità è la procreazione? Si metta d’ accordo con se stesso, soprattutto!
4) Lei mi domanda in che mondo vivo: io vivo in un mondo dove si guarda in faccia la realtà. E qual’ è la realtà? La realtà, che balza all’ evidenza di tutti coloro che hanno un briciolo di esperienza, è che ad un rapporto sessuale segue, in un considerevole numero di casi, una gravidanza. Nel mio mondo, caro il mio Vincenzo, ad un rapporto sessuale, se sono favorevoli tutte le condizioni, consegue un bel bambino. Strano, vero? Eppure è proprio così. E nel suo mondo invece cosa succede dopo aver fatto l’ amore?
Inserito da vincenzo puppo il 12 Ottobre 2009 - 6:58am
Risposta a gingà:
1-Per Hadjadj “l’ orgasmo non è essenziale per l’ atto sessuale!”:
chi lo ha deciso? Inoltre per un uomo è facile dirlo visto che tutti i maschi lo hanno e l’orgasmo vaginale non esiste per le donne! Il “dato di fatto”, che non si può obiettare, è che la sessualità femminile, per te, deve essere al servizio di quella maschile!
2-"Questa è la realtà": È solo la tua opinione!
3-“del resto lo dice anche lei che la prima finalità della sessualità è la procreazione”
Dove l’ho scritto? Le consiglio di leggere bene i commenti che critica! Io scrivo che la sessualità ha due finalità!...
4-“Perciò il femminile implica l’affermazione che nella sessualità non c’è solo la vagina, c’è anche l’utero” Anche in questa affermazione non vedo dove sia il maschilismo;"
Ma nella sessualità femminile ci sono anche gli organi esterni: clitoride ecc! Possibile che Hadjadj (e lei) non conosca l’anatomia sessuale femminile?
5-“come può separare l’ utero dalla sessualità?”
Incredibile affermazione, l’utero dal punto di vista della sessualità non ha nessun ruolo, ma lei dal punto di vista scientifico, l’ha studiata un po’ la fisiologia sessuale? L'utero ha un ruolo solo dopo: se c’è stata una gravidanza! l’osservazione giusta era invece: come può separare il clitoride (e gli altri orgasni erettili…) dalla sessualità?
6-“Perché la sessualità in ultima analisi mira a questo: aumentare il numero degli Eletti” “Non è un’ affermazione maschilista, è solo la realtà!”
Questo discorso lo deve fare a un ginecologo!
Ora si parla di salute sessuale delle donne e del loro diritto al piacere! La realtà è che esiste la sessualità, oltre quella per la procreazione, anche quella del piacere e lei deve farsene una ragione (specialmente se ha una moglie)!
7-“Lei vuole separare la sessualità dalla procreazione, ma così facendo lei manipola la realtà”
Mi scusi, ma in che mondo vive?...
inoltre io non divido proprio niente, è un DATO di FATTO, una realtà, che esiste anche il PIACERE femminile, se per lei fare l’amore significa farto solo per avere figli, mi dice: lei quanti figli ha?... Se per lei la realtà è quella del medioevo, è solo una sua opinione, ma purtroppo per lei siamo nel 2009…
8-“La liberazione sessuale,”
Non esiste una liberazione sessuale per le donne, perché una rivoluzione sessuale per ENTRAMBI i sessi non c’è mai stata!
9-“il significato della sessualità limitandolo a piacere fine a sé stesso”
Le consiglio di rileggere i miei commenti: io non ho mai scritto una cosa del genere!!!
10-“mangiare è strumentale al fine ultimo del mangiare che è, ovviamente, il sostentamento del corpo”
Ma lei non mangia mai un gelato anche se non ha fame?...
11-“il significato stesso della sessualità, significa semplicemente rubare il piacere.”
Un’altra incredibile affermazione: ma se il piacere femminile non è mai esistito per millenni, cosa vuoi rubare? Ora invece che l’orgasmo femminile sappiamo che esiste, volete di nuovo negarlo?
12-“Ci rifletta… basta osservare la realtà.”
Ma in che mondo vive? Dove non esistono donne?
Se lei vuole vivere la sessualità solo per fare figli, io sono felice per lei (non per sua moglie), per il resto le consiglio di leggere il Cantico dei cantici, solo un esempio: “… Vieni, amore, andiamo nei campi, passiamo la notte tra i fiori. Al mattino presto saremo già nelle vigne,… Laggiù ti darò il mio amore.” (7:12-13) “quanto son dolci le tue carezze… come le tue carezze sono migliori del vino” (4:10) “come sei bello amico mio, come sei da amare” (1:16) “le tue mammelle son grappoli d’uva” (7:8) “il tuo ventre è quale un mucchio di grano custodito dai gigli” (7:3) “amici, mangiate, bevete, inebriatevi d’amore” (5:1)...
“La Bibbia ci insegna che, diversamente dall’immagini dei miti odierni e degli stereotipi religiosi tradizionali, l’atto sessuale non è semplicemente il coito, “fare l’amore” può voler dire baciarsi, toccarsi, guardarsi e deve porre il maschio in una dimensione diversa, che cerchi di conoscere la sessualità femminile, riscoprendo una dimensione diversa dell’amore” (Mannucci, 1998).
Inserito da gingà il 10 Ottobre 2009 - 3:32am
L’ affermazione di Fabrice Hadjadj secondo la quale “l’ orgasmo non è essenziale per l’ atto sessuale!” è un dato di fatto. Capisco che oggi possa sembrare insopportabilmente maschilista affermare che una donna può avere un rapporto sessuale senza raggiungere l’ orgasmo e, per giunta, rimanere incinta, ma… cosa vuole… questa è semplicemente la realtà, non un’ opinione. Ed è anche vero che il non raggiungimento dell’ orgasmo da parte della donna non impedisce una piena e profonda comunione tra gli amanti.
“Perciò il femminile implica l’affermazione che nella sessualità non c’è solo la vagina, c’è anche l’utero” Anche in questa affermazione non vedo dove sia il maschilismo; del resto lo dice anche lei che la prima finalità della sessualità è la procreazione: riesce ad immaginare una procreazione senza l’ utero? Se l’ utero serve per procreare e la procreazione è il primo fine della sessualità, come può separare l’ utero dalla sessualità?
“Perché la sessualità in ultima analisi mira a questo: aumentare il numero degli Eletti” La sessualità, in effetti, è la modalità ordinaria ed unica prevista da Dio (ops… mi scusi, volevo dire prevista dalla natura) per dare vita a nuovi esseri umani. Lei conosce forse un altro modo per procreare? E allora dov’ è il maschilismo di questa affermazione? Non è un’ affermazione maschilista, è solo la realtà!
Certo che la salute delle donne è importantissima… anche quella degli ammalati di cancro lo è… e allora? Dov’ è che Fabrice Hadjadj nega l’ importanza della salute delle donne? Caro signor Vincenzo Puppo le suggerisco di snebbiarsi il cervello dall’ ideologia per fare posto alla realtà.
Lei dice che “Il compito principale oggi della sessuologia deve essere l’educazione alla sessualità, al piacere, a fare l’amore, non alla procreazione (esiste già il ginecologo e l’andrologo!)!!!“ . Vede? Lei vuole separare la sessualità dalla procreazione, ma così facendo lei manipola la realtà. La liberazione sessuale, cultura dalla quale lei ha evidentemente attinto, in realtà, riduce profondamente il significato della sessualità limitandolo a piacere fine a sé stesso, gioco per adulti consenzienti, valvola di sfogo delle proprie frustrazioni: insomma, un vizio privato. Ma questo significa adulterare, snaturare le cose. E’ come sostenere che mangiare è un piacere che non deve essere costretto nei limiti della morale: in realtà il cibo è certamente fonte di piacere, ma questo piacere non è e non deve diventare il fine del mangiare, anzi, il piacere che scaturisce dal mangiare è strumentale al fine ultimo del mangiare che è, ovviamente, il sostentamento del corpo. Allo stesso modo, il piacere che scaturisce dalla sessualità è strumentale ai fini ultimi della sessualità che sono, in ordine cronologico, la costruzione di una relazione e, eventualmente, il concepimento di un figlio. Voler estraniare il piacere della sessualità da questi due obiettivi, che costituiscono il significato stesso della sessualità, significa semplicemente rubare il piacere. La liberazione sessuale libera la sessualità dal suo significato e la rende assurda ed alienante. Ci rifletta… basta osservare la realtà.
Inserito da vincenzo puppo il 9 Ottobre 2009 - 4:52am
FARE L'AMORE!
Caro signor Rodolfo,
Io credo che lei non abbia letto tutto il mio commento (e neanche i video specialistici in youtube/newsexology come avevo suggerito), come anche questo di Fabrice Hadjadj che discutiamo:
1- Il mio commento inizia con “Attenzione, la salute sessuale delle donne è importantissima”: per lei questo non conta niente? E denunciavo che: “stanno ripristinando il dovere coniugale”, non le sembra assurdo oggi una cosa del genere?
2- Non sono io a parlare di “dovere”, infatti scrivo che “TUTTE le donne (e a tutte le età) hanno il diritto al piacere sessuale, all’orgasmo, sempre, quando fanno l’amore!!!”: secondo lei, non è giusto che una coppia di innamorati faccia L’AMORE (fare felice il partner)?
3- Fabrice Hadjadj prende in considerazione solo l’atto sessuale dal punto di vista riproduttivo, dimenticando che ci sono già i ginecologi/ostetrici: ma un sessuologia del PIACERE è la base per una educazione sessuale che metta al primo posto l’AMORE e non lo sfruttamento dell’altro! Inoltre lui afferma: “Oggi la sessualità è sempre concepita in modo fallico”…e le ricordo che l’orgasmo vaginale non esiste, è stato inventato da Freud nel 1905: la vagina non ha capacità di scatenare orgasmi!
Lei scrive: “Lei poi sembra sottindere che l'uomo arriva sempre all'orgasmo, la donna no”, quindi lei pensa che gli uomini iniziano un rapporto vaginale non per arrivare sempre all’orgasmo e all’eiaculazione?? Provi a dire una cosa del genere a ragazzi e adulti… inoltre Fabrice Hadjadj dice “Perché la sessualità in ultima analisi mira a questo: aumentare il numero degli Eletti”… non è un discorso, come tutta l’intervista, maschilista?
4- Lei scrive “Lei confonde eiaculazione e orgasmo maschile”: mi scusi, ma mi devo ripetere, lei non ha letto tutto il mio commento, io non ho mai scritto una cosa del genere (e le consiglio prima di scrivere altre risposte inesatte, di verificare le “mie conoscenze” sessuologiche nei video in youtube/newsexology che sono specialistici e in pochi minuti si renderà conto…), mente è lo stesso Fabrice Hadjadj che afferma nell’intervista: “In seguito, il tempo dell’uomo è quello dell’eiaculazione, dell’orgasmo. Mentre per quanto riguarda il tempo della donna, c’è un tempo femminile lungo, che è quello della gestazione”...
In conclusione, l’educazione sessuale oggi deve avere il compito di insegnare ai ragazzi, anche e soprattutto cattolici, ad amare e a fare l’amore, è questa la base per combattere il consumismo sessuale, la pornografia, le violenze sessuali e la pedofilia, e per avere una vita felice di coppia anche dal punto di vista sessuale, ed è bene ricordare anche qui che la salute sessuale è un diritto fondamentale per tutti gli esseri umani, quindi anche per tutte le donne!
Inserito da rodolfo il 9 Ottobre 2009 - 3:03am
Caro signor Puppo, il "dovere" dell'orgasmo distrugge la vita di coppia, certamente non la aiuta. E' questo che stava dicendo Hadjadj. Se togliamo il "dovere", l'intimazione sociale, sarà anche più facile, fra le altre cose, arrivare all'orgasmo sia per l'uomo che per la donna. Se li manteniamo, per arrivare all'orgasmo dovremo venire a fila la fila dai sessuologi come lei, e riempirvi le tasche dei nostri soldi: no, grazie!
Lei poi sembra sottindere che l'uomo arriva sempre all'orgasmo, la donna no. Lei confonde eiaculazione e orgasmo maschile, due cose totalmente diverse (come spiega per esempio Alexander Lowen, Amore e orgasmo, Feltrinelli). Come sessuologo lei mi risulta scadente assai.
Inserito da vincenzo puppo il 8 Ottobre 2009 - 11:06am
Fabrice Hadjadj: “Ma l’orgasmo non è essenziale per l’atto sessuale! Può esserci comunione fra i due anche senza orgasmo.” “Perciò il femminile implica l’affermazione che nella sessualità non c’è solo la vagina, c’è anche l’utero” “Perché la sessualità in ultima analisi mira a questo: aumentare il numero degli Eletti”:
SEMPLICEMENTE MASCHILISTA!
Attenzione, la salute sessuale delle donne è importantissima!! Senza l’orgasmo non c’è la risoluzione della vaso-congestione genitale che, se ripetuta, può portare a patologie (vedi Dr Dickinson già negli anni ‘30-40…)!! Cosa che devono sapere anche i sessuologi, che, come Fabrice Hadjadj, stanno ripristinando il “dovere coniugale” mascherandolo pseudo-scientificamente con la “soddisfazione” sessuale che le donne possono avere con o senza l’orgasmo (dato che la maggioranza delle donne non ha l’orgasmo vaginale…: ma se lo sanno tutti che è stato inventato da Freud nel 1905, prima di lui questo termine non esisteva!! Per favore, certezze per tutte le donne non ipotesi… vedi anche la bufala del punto G…): che senso ha chiedere a una donna che non ha avuto l’orgasmo con il rapporto vaginale, mentre il partner sì, se è soddisfatta sessualmente??... La soddisfazione sessuale non può esistere senza l’orgasmo (perché non fanno questo discorso ai maschi??)!! Perché le associazioni di donne non denunciano queste assurdità, queste definizioni contro la salute sessuale delle donne? Perché la sessualità femminile, per i sessuologi, deve essere solo al servizio di quella maschile??... TUTTE le donne (e a tutte le età) hanno il diritto al piacere sessuale, all’orgasmo, sempre, quando fanno l’amore!!!
- Fare l’amore (Vincenzo Puppo 2005):
L’Attività Sessuale ha due finalità: 1- Per la Procreazione: rapporto vagina-pene. 2- Per il Piacere: orgasmo maschile e femminile.
Il compito principale oggi della sessuologia deve essere l’educazione alla sessualità, al piacere, a fare l’amore, non alla procreazione (esiste già il ginecologo e l’andrologo!)!!!
L’educazione a fare l’amore, dovrebbe dare quello che serve ai ragazzi/e di 13-18 anni di età per crescere e maturare anche dal punto di vista sentimentale e sessuale: conoscere il proprio corpo e quello dell’altro sesso, come AMARE e FARE L’AMORE (imparare a dare e ricevere piacere), preparandoli a tutti i vari imprevisti che possono capitare nei primi approcci con l’altro sesso, aumentando la loro sicurezza con la conoscenza, rassicurandoli sulle loro capacità che aumenteranno con l’esperienza. Per ridurre le ansie dei ragazzi/e, in educazione sessuale la DEFINIZIONE DI RAPPORTO SESSUALE COMPLETO DEVE ESSERE ORGASMO PER ENTRAMBI I PARTNER, SEMPRE, CON O SENZA L’ORGASMO VAGINALE (che è solo un aspetto del fare l’amore e la contemporanea stimolazione del clitoride con le dita permette l’orgasmo a tutte le donne anche la prima volta, in menopausa)... la "prima volta" senza il rapporto vaginale (pensare a dare e ricevere piacere con l'orgasmo reciproco con baci e carezze...) e il termine "preliminari" non si deve più usare: è già fare l'amore!... a chi interessa davvero la salute sessuale delle donne e vuole approfondire, per favore vedi i video in youtube/newsexology e la mia intervista a Radiostreet Messina… Sono disponibile per chiarimenti e collaborazioni.
Inserito da cricupra il 8 Ottobre 2009 - 4:46am
semplicemente S T U P E N D O !!!!