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Il sumo stampato. Lettera a Feltri e Mauro sul caso Boffo e D'Addario

Caro Ezio Mauro e caro Vittorio Feltri, sapete dove ci porta la vostra guerra a colpi di mattinali di polizia e badilate di fango? Non è ora di finirla con i ricatti giustizialisti?

Leggi: Caso Boffo/Feltri: i paradossi della storia (dal blog di Casadei)

di Luigi Amicone
Altro che “carezza del Nazareno”. Siamo al sumo nel fango, alle telecamere piazzate nelle mutande, alla colonia penale intesa come parfume de toilette. Non c’è riflettore che non sia acceso per illuminare un avversario travestito da scarafaggio. Un bel viatico per raccogliere le forze al rientro dalle ferie. Una bella spinta a rispondere all’urgenza di uscita dal tunnel della crisi. Caro Ezio Mauro, ecco cosa è venuto dalle famose dieci domande da cui ti aspettavi l’abbattimento di quel Principe che nelle vostre teste integraliste non avete mai smesso di considerare un usurpatore. Caro Vittorio Feltri, ecco a cosa hai contribuito con la nonchalance di una notizia da mattinale di polizia. Non alla Gran Torino, ma al Gran Cortocircuito. Dove moralismo e antimoralismo giocano a spaccatutto. Giocano a trascinare politica e giornali in assurde querele milionarie. E a fare della vita delle persone terra di sciacallaggio.
Non abbiamo lezioni da darvi, illustri colleghi. Siamo piccoli giornalisti, un affare minore. Però il sole illumina le cose. Anche le cose che leggiamo in questi giorni e che ci fanno semplicemente dire: perdonate loro che non sanno quello che fanno. Che fanno, infatti, Ezio e Vittorio? Fanno della vita un pantano su cui far scorrere cingoli dorati. Fanno delle loro libertà, di uomini, prima che di lavoratori della carta stampata che domani sarà carta igienica, un’obbligazione vincolata ai poteri rispettivi. Fanno della vita della gente la sentina di un’indifferenza che il ricco innaffia con un calice di Krug.
E chissenefrega se fuori dal club nautico e della belle époque manipulitista scoppia un ’15-’18 fatto della riduzione di ogni volto umano a target di cecchini che hanno sepolto ogni idea, dubbio, residua speranza di civile conversazione, sotto una montagna di spazzatura ben remunerata. Cosa vi manca per star contenti? Vi siete dati così toto corde alla causa da ritrovarvi incapaci di darvi un limite, un divieto, un tabù? Siete bravi, non c’è dubbio. Avete imposto un velo a tutto ciò che capita sotto il bel cielo italiano. E vi siete specializzati nello spionaggio da buco della serratura delle notti passate a tacitare la noia, a bere sesso per scappare a un’idea, a dare corda al demone che – lo conoscete, vi ci misurate anche voi – è in tutti gli esseri umani che non sono quelle alghe, quei delfini, quei climi ecocompatibili per i quali tante lacrime spendete e tanti cuoricini titillate.

La tabaccheria dei valori
Dove credete di andare? Domanda retorica. Non lo sapete neanche voi. Domanda stupida. Lo sapete. Credete che dal vostro ponte di comando riuscirete a far cambiare piega a una storia che, peggio di così, neanche si muore. Ci si ubriaca. E la mattina dopo giù a ricalarsi pastiglie e alcol forte per sostenere un’altra giornata di melma. Ma quando una nazione è costretta ad avvolgersi come un boa sul tronco dell’albero dove cantano gli uccellacci e gli uccellini; quando la realtà è così manomessa da non riuscire più a distinguersi il bene impagabile della preghiera mattutina nel leggere la gazzetta quotidiana dalla mascherina con cui si cerca di scansarne il virus; quando le parole diventano di una falsa serietà agghiacciata dal denaro, dalla lussuria e dal potere; quando tutta l’enfasi comunicativa è sganciata da ogni rispetto per il volto umano e depone ogni fair play, ogni pietas anche solo ereditata da una vecchia mamma cristiana; ecco, quando a chi dirige e scrive giornali non passa più neanche per la lontana mente che davvero ci potrebbero essere più cose in cielo e sulla terra italiana di quante ne passano nelle mutande di un presidente del Consiglio o di un giornalista del quotidiano della Cei, prima o poi deve succedere qualcosa. E cos’altro può succedere dopo che s’è visto di tutto in questi quasi vent’anni di schiavitù al demone della pulizia tribunalizia? Provate a pensare a quale può essere l’ora di spensierata guerra con le armi del moralismo e dei tribunali che passa alla vigilia di una guerra vera. Provate a pensare a cosa può accadere dopo che il rancore, l’odio, l’invidia, vengono a lungo attizzati e a lungo portati in procura e, per esempio, alla lunga conducono a un regnante pistolettato nei Balcani piuttosto che a una marcia rosso-bruna sul parlamento di Weimar.
Penseranno i lettori: nessun problema, non siamo né nazi-comunisti, né serbo-croati. Da quasi vent’anni, a cominciare da quella rivoluzione da operetta centrata sull’immagine ruspante dell’ex magistrato che adesso guida una tabaccheria di valori, tutto sembra svolgersi secondo toni e registri da bassa commedia, scherzi a parte, striscia la notizia, italietta. Chissà se il nostro bel Titanic continuerà a essere da barzelletta. Chissà. Ma conviene continuare a tirare la corda? Conviene imbarbarirsi fidando nella nostra proverbiale stirpe di “italiani brava gente”? O non conviene piuttosto darsi una bella regolata, cari fratelli direttori che siete illustri e siete davvero superiori in un certo mestiere che dovrebbe significare anche ironia, sprezzatura, responsabilità per la comunità, e mettersi tutti sulla strada dell’interruzione della catena dei ricatti giustizialisti per abbracciare la via di quella “perdonanza” responsabile indicata da un perfetto editoriale del Foglio?

Una carneficina senza fine
Mettiamoci nei panni di un qualsiasi lettore, di destra o di sinistra egli sia. Oggi c’è da sentirsi più liberi, più critici, più informati a sapere che volano stracci di domande morali che sono in realtà artifici per campagne politiche? C’è da sentirsi tranquilli che a ciò si replichi con sistemi analoghi? Mettiamoci nei panni di un qualsiasi collega giornalista, di destra o di sinistra egli sia. Che fare di questo mestiere quando le parole sono solo la metafora delle pallottole e l’agorà è solo l’anticamera di processi giudiziari all’infinito? Che farsene più della curiosità, del gusto delle idee e perfino della routine del desk, quando l’unica curiosità, l’unica idea, l’unico desk diventa la discesa in trincea nella “questione morale” e, poiché niente è più indispensabile per stare tranquilli che servire il padrone, sia egli l’etica del portafoglio o la buona fede nell’etica, vendere l’anima alla menzogna? La menzogna secondo la quale dalla carneficina manipulitista uscirà comunque un bene, qualcosa che – quante volte ce lo dovranno ancora smentire i fatti della nostra storia personale, la memoria della nostra storia collettiva? – non sarà comunque un male e una corruzione più grande del male e della corruzione che si volevano combattere.

 

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1
Caro Direttore, ho

Inserito da onedrop il 15 Settembre 2009 - 7:16am

Caro Direttore, ho riflettuto a lungo e sul caso Boffo/Feltri e - nei panni di Boffo - avrei risposto così:

"Spero che Lei, Feltri si renda conto del male che fa riesumando una questione sepolta da anni. Il male non tanto a me, che ho sbagliato, a suo tempo, ma alla persona offesa dal reato che rivive quei momenti ed è di nuovo trascinata in una situazione dalla quale pensava di essere uscita. Quanto alla condanna di cui si tratta Le chiedo, caro Feltri, quali siano le conseguenze di tale fatto. Ha influito sulla mia professionalità? Non credo, e non credo che in questi anni il quotidiano da me diretto abbia subito un danno da questa storia. Nessuno, nemmeno lei, ha mai osato porre dubbi sulla mia professionalità.
So bene che Lei, Feltri, non è in grado di dare giudizi in merito ma si dica quando e come, nella direzione del quotidiano mi sono scostato, anche di un millimetro dalle direttive della CEI.
Mi si dice che non sarei qualificato a dare giudizi da un punto di vista morale. Morale su cosa? Sul respingimento dei clandestini? Perché, guarda caso, la bomba è stata lanciata proprio dopo questa ultima polemica. Non dovrei dare giudizi invitando alla moderazione un capo di governo? per quanto peccatore, e qui vorrei vedere cosa Le dice la coscienza, non posso esimermi, nell'interesse di tutti e anche dello stesso Berlusconi, ad invitarlo a un contegno diverso. Se questi consigli, per quanto rudi, potessero essere dati solo da chi non ha commesso peccato saremmo finiti. I genitori non potrebbero dire nulla ai figli, l'amico all'amico, il marito alla moglie. Si rende conto di quale logica perversa sta attuando? E' per questo motivo che non solo non mi dimetto ma, ammettendo un mio errore che ho pagato e saldato con la giustizia degli uomini (dei conti che ho in sospeso con l'Onnipotente lei deve disinteressarsi), continuerò a testimoniare ciò che la Chiesa, santa e peccatrice, non si stanca di riaffermare da sempre. Prego per la pace della sua anima".

2
Mi dispiace ma non sono

Inserito da Valerio il 8 Settembre 2009 - 5:44am

Mi dispiace ma non sono d'accordo con chi difende Boffo e punti il dito sill'operato di Feltri,che ha fatto in pieno il proprio lavoro di giornalista denunciando un fatto.
Boffo (che non mi permetto di giudicare) da subito DOVEVA chiarire (e non l'ha ancora fatto)e non limitarsi a girare attorno al SUO problema ;chiarezza dovuta a tutto il mondo cattolico.
A mio parere certi giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana invece di dare lezioni di moralità in un'unica direzione devono, prima di sentenziare, verificare chi fa-o si propone- di far rispettare con leggi, i princìpi/valori non negoziabili (aborto,fine vita,contraccezione,pillole varie,divorzio ,matrimonio aperto,famiglia etc..)cari alla Chiesa e insistemente sottolineati da Benedetto XVI .Ma soprattutto DEVONO portare Gesu'alle persone ,a un incontro che cambia la vita ,che attraverso la carità fraterna unisce le membra al Corpo mistico ,non a dividerle.
Siamo così sicuri che certa stampa -e certi Vescovi aggiungerei ! - vada in questa direzione ?

3
Quando la vita non è più

Inserito da marco80 il 8 Settembre 2009 - 5:08am

Quando la vita non è più sostenuta da niente di vivo,
rimane il moralisnmo dei valori e dell'eticismo ostentato.
Questo vale tanto per Mauro, Feltri e Boffo; quest'ultimo sicuramente ha fatto benissimo il suo mestiere in questi anni e gliene siamo tutti grati, ma il moralismo è una malattia che prende anche gente intelligente e brava come Boffo...a scagliare tante pietre qualcuna poi è prevedibile che torni indietro...

4
per me le dimissioni di

Inserito da holdon80 il 8 Settembre 2009 - 5:06am

per me le dimissioni di Boffo sono il segno della sua colpevolezza. Al posto suo, se non avessi commesso il reato non mi sarei MAI dimesso. e lo sottolineo: MAI.
altroché signorilità... la signorilità sarebbe stato dire "è vero: ho sbagliato e chiedo perdono".
Naturalmente se Feltri avesse pubblicato una cosa non vera, avrebbe dovuto essere lui a dimettersi.
Peccato che Feltri abbia fatto Bingo e i vescovi lo abbiano stupidamente difeso a spada tratta sapendo da mesi e non verificando.
e poi chissenefrega se è omosessuale o no, ripeto: non me ne può fregare di meno; è la Chiesa che esce a pezzi da tutta questa vicenda.
diciamoci la verità: i vescovi della CEI (e Bagnasco in primis) hanno dimostrato per l'ennesima volta di che pasta sono fatti: pasta cattocomunista e hanno combinato un altro pasticcio.

5
Grazie direttore per questo

Inserito da sofia62 il 7 Settembre 2009 - 11:21am

Grazie direttore per questo suo intervento e rimango sconcertata per l'attacco che alcuni commentatori fanno a Boffo e ai vescovi.
Leggo Avvenire regolarmente da agosto perchè l'ho individuato come il quotidiano più equilibrato e che meglio risponde alle mie esigenze di leggere anche notizie che riguardano la fede. Inoltre è l'unico che riporti notizie di vere catastrofi umanitarie in zone della terra a cui pare non importare niente agli altri giornali, che parlano solo di stupidate e pettegolezzi per distrarre l'attenzione.
Fore i lettor spudoatamente filoberlusconiani e feltriani non hanno capito che Boffo non è omosessuale e non ha commesso nessun reato
E' stato condannato per responsabilità oggettiva perchè un reato è stato commesso da un telefono della sua redazione, per aver omesso la dovuta vigilanza, ma i querelanti hanno riconosciuto che la voce non era di Boffo, in quanto lo conoscono personalmente. Anzi, riconosciuto ciò,hanno ritirato la querela x non danneggiare un innocente.
Mi meraviglio di Feltri che ha montato un caso su una lettera anonima, dove vi erano cose inventate di sana pianta.
Altro che atto giudiziario.
Inoltre Avvenire non aveva sicuramente quei toni accusatori nei confronti del premier di cui si favoleggia.
Da parte mia non leggerò più Il Giornale e Libero(prima miei quotidiani preferiti) a meno che Feltri e soci non si vergognino delle loro malefatte e non chiedano scusa.
Boffo, dando le dimissioni, ha dimostrato di essere un gran signore, non attaccato a potere e soldi, come fanno tutti gli altri. Per quello i Vescovi l'avevano scelto e lo difendono.
Cordiali saluti
Sofia Sarti

6
O Amicone non si scrive

Inserito da giovanni gobber il 5 Settembre 2009 - 7:38am

O Amicone
non si scrive "parfume", ma "parfum"! La colonia penale è un "parfum de toilette" (Paolo Villaggio, Come farsi una cultura mostruosa, Rizzoli, Milano non ricordo che anno ma erano i primi anni settanta).
ciao
gg

7
inoltre invocare la "carezza

Inserito da holdon80 il 4 Settembre 2009 - 3:45pm

inoltre invocare la "carezza del nazareno" in questo contesto mi fa capire che lei non ha capito l'espressione nemmeno nel contesto Englaro.

8
caro abernasc, lei in che

Inserito da holdon80 il 4 Settembre 2009 - 3:39pm

caro abernasc,
lei in che mondo vive? ha capito che in tutta questa vicenda non è mai stata in discussione l'imperfezione del premier bensì la stupidità dei vescovi che hanno difeso a spada tratta Dino Boffo dopo aver avuto da mesi in mano un documento come quello che è uscito in questi giorni.
Ma ripeto: dov'è finita la prudenza? dov'è finita l'accortezza? noi "ciellini" non siamo i primi ad attuare l'accortezza politica?
dov'è finita la fede che valuta con accortezza la ingenuità di un direttore che fa il moralista nel nome di Gesù (cosa gravissima) non potendosi permettere tale posizione, pena danneggiare l'Istituzione millenaria cui fa riferimento?
ma ci rendiamo conto che queste azioni appesantiscono tutti i 10 anni di scandali sessuali in seno alla chiesa cattolica per cui tanto abbiamo patito dal punto di vista giornalistico?
come potete ridurre tutta la faccenda ad un semplice "non buttiamoci anche noi nella mischia"?

cosa vuole che importi a me delle escort di Berlusconi o degli amanti omosessuali di Boffo? Crede che stimi di meno l'attività politica di Berlusconi solo perché elegge qualche segretaria di partito tra le sue amanti?
o crede che non abbia comprato più Avvenire perché Dino Boffo ha avuto un amante uomo?
Mi dispiace ma nemmeno questo mi scandalizza.
Nulla mi scandalizza essendo cattolico.

La tristezza nasce dal vedere come Boffo e la CEI non abbiano saputo rispondere all'evidenza documentale (anziché i soliti pettegolezzi da villa certosa su berlusconi), bensì siano andati dritti a "testa bassa" nella difesa del direttore: ai pettegolezzi non si deve rispondere, ma alle sentenze penali sì.
Lo ripeto, pensate all'accaduto: il direttore del quotidiano dei Vescovi ha attaccato moralisticamente berlusconi con un direttore incriminato penalmente per questioni della stessa natura E I VESCOVI NON HANNO RIMOSSO QUEL DIRETTORE SEDUTA STANTE.

Inoltre raccolgo il suggerimento di un amico: avanza sempre più il sospetto che da qualche decennio la chiesa sia diventata "refugium busonorum".

Vi invito a svegliarvi dal sonno.

9
Mi sembra che molti

Inserito da Adriano il 4 Settembre 2009 - 3:09pm

Mi sembra che molti cattolici, compresi non pochi prelati, stiano perdendo la bussola. Come si è espresso un noto cattedratico e scrittore, in questa triste vicenda il problema centrale per un cattolico è uno solo: "Può l’organo dei vescovi italiani essere diretto da un uomo che è stato condannato per molestia e che, soprattutto, è sospettato di essere in una condizione definita dal Catechismo della Chiesa «intrinsecamente disordinata» e «contraria alla legge naturale» (n. 2357)?" Tutto qui. Il resto è solo polemica di bassa lega, anche se ammantata da principi nobili e altisonanti.

10
Bè ora speriamo che

Inserito da Marco Bonaccorsi il 4 Settembre 2009 - 2:26pm

Bè ora speriamo che smettano con questo giornalismo da buco della serratura e finalmente potremo concentrare l'attenzione su temi come la lentezza dei processi , l'inefficienza dei comuni che spendono i 2/3 di quello che incassano solo per poter esistere , pd e pdl due partiti in cerca d'anima ,la soppressione delle province, il calo della pressione fiscale sempre al 43,3% nonostante quasi 20 anni di governi Berlusconi , la progressione delle grandi opere ,la riforma federalista che promette e non si è capito ancora bene cosa ,l'autosufficenza energetica(nucleare solare etc ), l'equilibrio del sistema pensionistico ,la sanità è efficiente? e quanto? , il nostro rapporto con l'Europa ,possibile che ci sia sempre qualche esponente europeo pronto a puntare il dito accusatore contro di noi proprio da quel pulpito europeo che non è stato nemmeno capace di darsi una costituzione negando anche le comuni radici cristiane .
è il momento di voltare pagina e dare all'Italia un giornalismo migliore e politiche migliori invece del gossip che abbassando il livello della discussione ci porta al pettegolezzo , l'invettiva ,l'ingiuria ,insomma non ne possiamo più !
Magari l'obbiettivo era proprio , distrarci dai temi veramente importanti..

11
Caro

Inserito da Juan Pablo il 3 Settembre 2009 - 8:33pm

Caro Direttore,
Grazie!
Grazie di questo articolo che finalmente mi fa respirare.
Abito a Shanghai da due anni e sempre piu’ quello che vedo e leggo sull’Italia e’ di una piccolezza umana tale...
Grazie di questo (pur isolato) appello all’interruzione della catena di ricatti “piccolo-moralistici”.
Il premier fa un festino, quell’altro e’ omosessuale... Ma chissenefrega! Sono forse questi i temi di cui ci si deve occupare? Sono forse queste le cose di cui mi preme? Ha forse tutto cio’ qualcosa a che vedere con il mio lavoro, la mia famiglia, la mia casa, il mio/nostro futuro? NO. E’ un “italietta”, e la carta stampata non fa altro che mettere il popolo sul buco della serratura; cosi il popolo diventa massa, da portare alla fiera dello scandalo con prove. Ci sono dentro tutti ormai, i compsitori, i direttori d’orchestra, i musicisti e la platea. Che concerto da schifo.
Di questo passo andiamo dritti drittti verso la santificazione di Di Pietro... Siamo a posto.
Con stima!

12
A me non risulta Boffo abbia

Inserito da abernasc il 3 Settembre 2009 - 8:26pm

A me non risulta Boffo abbia nominato vicedirettore di Avvenire il suo , diamo per assunto, amante e se l avesse fatto questo riguarderebbe al limite i suoi lettori o i suoi azionisti.
Come ampiamente dimostrato tant'e' che anche qui non si negano i costumi dello statista di Milanello, li si ammette definendoli faccende private, risulta invece che Silvio Berlusconi le sue "escort", dopo averle fatte alzare dal letto, le mette a sedere sulle poltrone da Ministro, a spese Nostre senza che Noi, non moralisti lettori di Repubblica, si possa godere nemmeno un decimo delle virtù così decantate dal semipremier che hanno valso, ad esempio , al ministro delle pari opportunità l'avanzamento di posizione: da in ginocchio al cadreghino...
Questa è la distinzione tra una questione morale , oltretutto a gettone, (Boffo per Feltri) e una questione professionale: essere la persona adatta per presiedere il governo di un paese. O qualcuno ha il coraggio di sostenere realmente che non ci sia nulla di fuori luogo nei criteri di selezione di alcuni ministri di questo paese ?
Per difenderlo mi auguro abbiate , senza fraintendimenti una buona "rendita di posizione", altri argomenti per ora mi sfuggono...
Cordialmente
Alberto

ps.Carina la questione di holdon80 che , citando il Vangelo, ma oserei dire molto poco cristianamente, fa la classifica di chi abbia piu fede tra lui e alcuni vescovi... e , clamorosamente, vince holdon a mani basse.
E io che cristianamente avrei scommesso sul pari...

13
Mi sorge la domanda se

Inserito da germano il 3 Settembre 2009 - 6:42pm

Mi sorge la domanda se bisogna per forza di cose fare gli utili idioti che giudicano i fatti a partire dalla propria scheda elettorale.Caro direttore la tua lettera è sacrosanta proprio perchè non fà di questi fatti da buco della serratura una questione politica,ma una questione di verità delle cose,di senso del proprio lavoro,e di bene comune per cui lavorare a prescindere da qualsiasi schieramento.Se non siamo capaci di fermarci dinanzi alla dignità di una persona,qualsiasi persona,allora siamo segno di un imbarbarimento dei tempi che lancia sinistri presagi.E allora caro Gigi,perdonami la confidenza,ci vuole la carezza del Nazareno.E forse che il nostro Tempi esca nelle edicole può esserne un piccolo segno da umili ma fedeli testimoni,sopratutto liberi,sempre.

14
Qui non si tratta di stare

Inserito da Alessandro Limido il 3 Settembre 2009 - 1:54pm

Qui non si tratta di stare con qualcuno contro qualcun altro - come purtroppo ci insegnano una certa politica e un certo giornalismo - ma di dare un giudizio chiaro su quello che è accaduto. Per tutta l'estate sono stato personalmente schifato dalle indagini sessual-politiche del gruppo L'Espresso (Repubblica, Espresso, Radio Capital, ecc.) contro il Presidente del Consiglio, ora resto schifato dalla vicenda che ha sollevato Feltri nei confronti del direttore di Avvenire.
Questo giornalismo e questo modo di fare politica mi fanno schifo. Che c'entrano l'informazione e il bene comune con questo?
Avanti così, direttore!

15
scusi se insisto, ma davvero

Inserito da holdon80 il 3 Settembre 2009 - 11:35am

scusi se insisto, ma davvero questa reticenza alla comprensione della gravità della posizione di Avvenire, dei vescovi della CEI e di Boffo mi pare molto grave:
costoro nel nome di Gesù hanno eseguito un imperfetto attacco moralistico a Silvio berlusconi per motivazioni esclusivamente politiche (sono cattocomunisti senza fede impenitenti) basandosi su vicende PRIVATE del premier; Feltri ha risposto in modo perfetto portanto materiale PUBBLICO consultabile da ogni italiano nel nome del Codice Penale.
E si assiste a gente che si scandalizza del degrado del costume giornalistico. Fino alla settimana scorsa dov'era lo scandalo? Fino a ieri dov'era la "carezza del nazareno"?
Coragio: smettiamola di cadere dalle nuvole e rammentiamo l'avvertenza evangelica "candidi come colombe e accorti come serpenti" e se manca il candore almeno conservare l'accortezza.

16
Ri-posto il mio commento

Inserito da holdon80 il 3 Settembre 2009 - 11:11am

Ri-posto il mio commento precedente in quando inviato erroneamente.
Gentile direttore Amicone, nella stima che ho per lei diciamoci le cose papali-papali senza tante drammatizzazioni: purtroppo nella Chiesa alcuni vescovi della CEI sono cattocomunisti impenitenti che ritengono di dover salvare il mondo col moralismo e il buon esempio (chiaramente è un modo per dichiarare la loro mancanza di fede).
Hanno dimenticato la virtù della prudenza insegnata dal Signore Gesù più e più volte, non da praticare solo davanti a Dio Padre ma bensì e soprattutto davanti agli uomini: "Non giudicate per non essere giudicati con la stessa misura" e "Chi di spada ferisce di spada perisce".
Purtroppo il moralismo antiberlusconiano è diventato un boomerang ben più grande di quello che è stato lanciato, e conseguentemente i primi attori delle accuse faticano a uscire a testa alta se vengono ripagati della stessa moneta.
Sa cosa le dico? Ben gli sta e che facciano tesoro dell'esperienza.
Possibile che proprio dai vescovi della Chiesa Cattolica (che da decenni sta pagando il prezzo del malcostume sessuale di alcuni suoi esponenti) non ci sia prudenza e attenzione in questo ambito?

cordialmente,
Riccardo Rossetti

17
Gentile direttore

Inserito da holdon80 il 3 Settembre 2009 - 10:57am

Gentile direttore Amicone,
da anni stimo e seguo la sua attività e continuerò a farlo.
Ritengo però in questo caso commetta un grave errore.
Diciamoci la verità papale-papale: alcuni vescovi della CEI sono cattocomunisti senza fede; più di una volta negli anni del berlusconismo abbiamo assistito a gravi interferenze (è proprio il caso di dirlo stavolta) relativamente all'attività del premier e della sua vita privata anche da parte di codesti monsignori.
Purtroppo i vescovi e il quotidiano "Avvenire" hanno dimenticato la virtù della prudenza (quella del "non giudicare per non essere giudicato secondo la stessa misura"): parlare quando si è in condizione da poterlo fare senza morire della stessa spada.
Lei se lo immaggina Gesù che parla di "stile di vita" di Berlusconi? Che fede è quella che porta a fire q
Ahimè, i ripetuti attacchi alla vita privata del premier sono stati sottoposti alla spada della vita privata del direttore Boffi che ha moralisticamente

18
No,no, non è corretto

Inserito da MARIO ORTELLI il 3 Settembre 2009 - 8:56am

No,no, non è corretto accumunare i due (Ezio Mauro e Vittorio Feltri)e porli come se entrambi avessero le stesse responsabilità dello svilimento in essere. Ma dove sono finiti i giornalisti che fanno cronaca, che raccontano le notizie (fatti -o misfatti,non importa - ma cose vere, accadute e verificate in proprio)lasciando al lettore l'onere di farsi un'idea.
E se un giornalista vuole esprimere la sua opinione, lo faccia pure ma senza spacciarla per verità.
Le dimissioni di Boffo,peraltro, mettono fine alle dispute su Feltri.

19
Caro Direttore, ho letto

Inserito da cltgnn il 3 Settembre 2009 - 7:25am

Caro Direttore, ho letto attentamente il suo pezzo che mi ha lasciato basito. Ha forse paura che Feltri possa smascherare qualche suo peccattuccio????? Non mi risulta che Lei abbia mai fatto la morale a nessuno e allora forza tiri fuore gli attributi anche Lei.
Non sarà mica come quelli che fra poco (19 settebre c.a.) andranno a battere i maciapiedi in nome di una fantomatica ''libertà di stampa'' per non esporsi in modo chiaro???
Oppure non sarà mica tra quelli che ritiene i giornalisti direttori gli unti del signore come credono di essere magistrati italiani?
con stima ma si dia una mossa.

20
La differenza tra Repubblica

Inserito da jghido il 3 Settembre 2009 - 7:22am

La differenza tra Repubblica e il Giornale è che il primo pubblica notizie vere (i nastri della D'Addario non sono certo inventati), il secondo notizie inventate per mettere a tacere le voci scomode (guarda a caso Boffo si è dimesso). Mettere tutto sullo stesso piano è veramente vergognoso, anzi schifoso.

21
ERRATA CORRIGE (scusate il

Inserito da celestino ferraro il 3 Settembre 2009 - 12:53am

ERRATA CORRIGE (scusate il disturbo)

Forse lei, direttore Amicone, se avesse potuto immaginare la reprimenda del Boffo sul "dionisismo" berlusconiano, avrebbe tentato di far capire al collega di "Avvenire" dell'inopportunità d'impegolarsi in faccende di sesso nelle quali finanche lui era implicato come uranista e con patteggiamento in Tribunale.
Ho detto forse. Ma certamente il collega non l'avrebbe ascoltato.
Adesso, fatta la frittata, si rimprovera Feltri d'aver spennato il pennuto Boffo in pubblico: un po' poco per ordinare "l'indietro tutta"!
Il popolo ha il diritto di sapere chi sono i suoi uomini pubblici, giornalisti o presidenti del Consiglio che siano; del resto, la stampa, non è il quarto potere democratico?
L'etica del primo è identica all'etica del secondo.
Al Boffo si può rimproverare in più la smania ipocrita del perbenismo ostentato savonarolianamente.
Cordialità
Celestino Ferraro

22
Forse lei, direttore, se

Inserito da celestino ferraro il 3 Settembre 2009 - 12:45am

Forse lei, direttore, se avesse potuto immaginare la reprimenda del Boffo sul "dionisismo" berlusconiano, avrebbe tentato di far capire al collega di "Avvenire" dell'inopportunità d'impegolarsi in faccende di sesso nelle quali finanche lui era implicato come uranista e con patteggiamento in Tribunale.
Ho detto forse. Ma certamente il collega non l'avrebbe ascoltato.
Adesso, fatta la frittata, si rimprovera Feltri d'aver spennato il pennuto Boffo in pubblico: un po' poco per ordinare "l'idietra tutta"!
Il popolo ha il diritto di sapere chi sono i suoi uomini pubblici, giornalisti o presidenti del Consiglio siano; del resto, la stampa, non è il quarto potere democratico?
L'etica del primo è identica all'etica del secondo.
Al Boffo si può rimproverare in più la smania ipocrita del perbenismo ostentato savonarolianamente.
Cordialità
Celestino Ferraro

23
Caro Direttore,

Inserito da Adriano il 2 Settembre 2009 - 5:01pm

Caro Direttore, l'equidistanza può essere politicamente vantaggiosa, ma anche moralmente colpevole: ricorda il "Né con lo Stato né con le Brigate Rosse"? Lei dice: né con Mauro né con Feltri. Questo mi sconcerta: 1° perché Mauro ha aperto le ostilità e Feltri ha risposto, 2° perché smascherare i falsi moralisti e i "sepolcri imbiancati" è sempre un'operazione meritoria di verità e di giustizia.

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