tempi.prima linea Martedì 16 Marzo 2010 
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La Federazione dei medici non agisca da lobby politica

di Benedetta Frigerio

Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute (Pdl) pensa che il documento presentato al convegno della Fnomceo «ha tutta la parvenza di voler attaccare il ddl Calabrò, ma è stato votato in fretta e senza una vera discussione scientifica. Lo stesso Calabrò, presente al convegno, mi ha raccontato che non si è fatta informazione reale. Pochi medici conoscono il ddl, eppure hanno votato contro. Serve un confronto, ma in cui ognuno dia il suo contributo su ciò che gli compete».


Che cosa ha di equivoco il documento?
Il documento fa delle affermazioni contraddittorie. è scritto che la nutrizione modifica il corso della malattia, con la pretesa di sostenere una verità scientifica: il presidente della federazione ha parlato di “ampia letteratura” a testimoniarlo. Se è così me la si indichi perché francamente non ho mai visto casi del genere. E perché, oltre che i fatti, anche la ragione dice altro: sia da malato sia da sano se smetto di nutrirmi muoio, mentre se ho un cancro incurabile anche se continuo a mangiare muoio.

Lei ha dichiarato che l’unanimità sulle norme del codice deontologico è fondamentale. Ci sono mai state spaccature o divergenze in merito?
Mai. Il capo della Fnomceo deve vegliare sul codice deontologico. Va cambiato solo se c’è una scoperta scientifica riconosciuta all’unanimità. è gravissimo quello che è successo e potrebbe portare a un doppio codice. Mi pare che il convegno di Terni sia stato usato per dare un segnale alla politica: far dire a tutti medici che l’alimentazione è una cura per fermare una legge che afferma il contrario. E per riuscirci, Bianco ha fatto votare un testo senza farlo leggere, mentendo sul suo reale contenuto. è inaccettabile che la Fnomceo vesta i panni di una una lobby politica, quando il suo compito è di tutelare l’Ordine.

Cosa pensa del nuovo rapporto medico-paziente fondato su un contratto?
Il rapporto medico paziente deve tornare a mettere le persone al centro. Se il paziente è tentato di trattare il medico come un esercente deve sapere che ci smena. Mentre ai dottori, che sono tentati di delegare tutte le responsabilità perché spesso non tutelati giuridicamente, dico che stiamo pensando a una legge che ne difenda l’operato e il rischio che si assumono.    

 

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