Ha inventato il modello Nord vincitore alle elezioni, ha tenuto testa alla Lega. Eppure il Cavaliere gli ha preferito Schifani e i colonnelli di An
Il Nord gode per il nuovo governo? Mica tanto. Roberto Formigoni, i forzisti lombardi e anche un po’ quelli veneti dicono che sta nascendo un po’ storto. Un po’ debole. Un po’ surrogato rispetto alla rivoluzione del 15 aprile. «Altro che modello lombardo», dicono arrabbiatissimi i formigoniani. «Ancora una volta Formigoni è stato usato. Ancora una volta la partita a Roma l’hanno fatta i cortigiani del capo». Per dire, si lamenta anche un’aennina e finiana doc come Viviana Beccalossi. Bresciana, assessore regionale all’Agricoltura, neo deputata con tanta voglia di rientrare a Milano. «Il modello lombardo a Roma? Ho l’impressione che come a Formigoni anche al “modello” sia stato chiesto di rimanere al suo posto». Ha voglia Ignazio La Russa, ministro della Difesa in pectore, a rimbeccare, «ci sono i leghisti, c’è Tremonti, ci sono io. Tutto si può dire tranne che nel governo ci sarà una mancanza del modello lombardo». Sono i metodi e la regia romana di spartizione delle poltrone le carte che cantano.
Un avvocato padovano come Niccolò Ghedini, azzurro ma poco ascoltato e per niente implicato nei collegi di difesa del Cavaliere, ha un pensierino alato che gli piacerebbe comunicare ad alta voce. A patto, però, che noi gli garantiamo l’anonimato. E così sia. «Vuoi vedere che dopo i pim pum pam, la Lega di qua, la fine dei comunisti di là, dal cilindro del Berlusconi ter salta fuori il solito governicchio?».
Il paradosso è che nonostante il trionfo elettorale, sul territorio che va dall’Adige al Piave i forzisti sono un po’ allo sbando. E c’è da capirli. Dopo la scoppola che hanno su-bìto dai leghisti e il sacco di Vicenza – dove l’effetto Calearo è stato zero, ma non quello dei transfughi di An che sono stati decisivi per l’elezione del sindaco catto-diessino – i plenipotenziari azzurri fanno bene a interpretare il trionfo leghista come la sconfitta di Forza Italia, i cui tanti elettori si sono trasferiti armi e bagagli nel partito di Umberto Bossi. Anche per questo sembra vicina una notte dei cristalli nel Nord-Est.
Lo scontro Brancher-Galan
Un assaggio della resa dei conti che dovrebbe esplodere nel Pdl veneto una volta varato il governo Berlusconi è la lite al calor bianco, finita sulle pagine dei giornali, con tanto di evocazione di duelli e fucili a pallettoni, scoppiata tra i due ex dirigenti Fininvest e poi, ovviamente, dirigenti Forza Italia, Aldo Brancher e Giancarlo Galan, rispettivamente coordinatore regionale e governatore. Basta leggere dentro il voto del 15 aprile per capire che se Brancher non mangerà il panettone di Natale da coordinatore, al posto di Galan tra due anni ci sarà uno Stilicone di Bossi. Ma se i veneti piangono non è che i piemontesi ridono. Gli eredi di una gloriosa rappresentanza istituzionale (a Roma non sono mai mancati i torinesi) hanno preso briciole. Mentre ha sorpreso un po’ anche gli intimi del Cavaliere il fatto che il neo presidente del Senato abbia fatto la sua prima visita di cortesia al politico che sta a Palazzo Grazioli. Dove il senatore Renato Schifani si è appunto recato nei panni della seconda carica dello Stato e non come ex capogruppo di Forza Italia e segretario del Principe. Altro boccone amaro per il Formigoni caduto da cavallo proprio alla sua seconda elezione al laticlavio. Il leader lombardo non ha fatto la fine della giumenta di Hillary Clinton. Però se non è una iniezione mortale quella che ha subì-to dall’amico di Arcore che gli ha preferito il siciliano, una lievissima onta al tanto sbandierato “leader lombardo” un po’ è. E adesso anche Andrea Ronchi, il fedelissimo ex portavoce di Gianfranco Fini, rischia di soffiare il posto di ministro a Maurizio Sacconi, uno dei migliori tecnici imprestati a Fi e già ministro al Welfare nel Berlusconi II. Uno che, almeno, di modelli lombardi certamente se ne intende. Ma certamente non di esuberi Alitalia, sindacati rossi, gialli e, soprattutto, romani.
Cosa se ne fa di Forza Italia?
Giratela come volete, il caso di scuola che sembra suonare l’incompiuta alla festa della liberazione del 15 aprile resta quello del governatore della Lombardia. D’altra parte è proverbiale: chi dice quel che vuole sente quel che non vorrebbe. Così, puntuale, Roberto Formigoni ha detto al Cavaliere di desiderare la presidenza del Senato. E si è sentito dire: «Bravo, ti meriti di restare in Lombardia fino al 2015 ». Dicono che però il Celeste ha ottenuto anche la vicepresidenza di Fi. Un affare. Come no. La vox popoli parla di ennesima scuffiata. Primo perché generalmente i voti sono degli elettori e nemmeno il monarca di Arcore può garantire una rielezione. Secondo: ma che se ne fa il governatore della vicereggenza di Forza Italia proprio adesso che il nuovo coordinatore nazionale (Denis Verdini) si è affrettato a spiegare al Giornale che il suo mestiere sarà quello di chiudere Forza Italia «entro la primavera del 2009»? Bella onorificenza quella da numero due di un partito in via di scioglimento. Buona per gli sfottò degli amici. «Bravo Roberto, ancora una d’argento e supererai Berlusconi, nel medagliere». Non così la pensa l’intellettuale più vicino al cuore del Cavaliere, che al contrario è persuaso che Formigoni sia entrato nella dimensione politica del migliore dei mondi possibili. Così, oltre che in rubrica (vedi a pagina 15), don Gianni Baget Bozzo torna sul tema Formigoni con una telefonata molto amichevole al direttore. «Il posto di Roberto è quello di governatore. Il suo reame è la Lombardia. Che ci avrebbe guadagnato ad andare a Roma? Vuoi mettere il Senato con la presidenza di una Regione? E che Regione! Col federalismo fiscale sarà come guidare uno Stato europeo! La presidenza del Senato? Non c’è paragone! Mi auguro che voi lo consigliate bene». Noi lo consigliamo. Però lo capiamo anche, nel suo broncio cattivo. Ha dato sangue e, bontà sua, don Gianni approva «la sua scelta di non giocare la carta democristiana e di inserirsi laicamente nel partito come componente non confessionalmente qualificata». Però Formigoni non è Casini. È un fedele della prima ora a cui è stato chiesto tutto il sacrificio possibile. La Dc c’entra poco. E la questione confessionale c’entra niente.
La scomparsa della sussidiarietà
Poco male. La vita continua. A quanto ci consta il governatore è tornato al lavoro di gran lena. Non si lascia scappare una dichiarazione (anche perché due suoi amici sono ancora in corsa per una presidenza di commissione e, forse, addirittura, per un posto di viceministro, niente nomi, non vorremmo che sulle ali della libertà fosse subito fuoco). Ma non è affatto “sereno”. Anzi. Dite che è solo una reazione a caldo? Questa volta prosopopee lecchesi e fighettismi da prima donna proprio non c’entrano. La questione è tutta e squisitamente politica. Tanto per cominciare. Il motto più Lombardia a Roma, cioè più sussidiarietà e meno costi della politica, più amministratori sperimentati meno casta, non è stato lanciato solo dal vertice del Pirellone. Per la prima volta è stato lo stesso Berlusconi a promettere di portare al governo nazionale uomini e riforme lombarde.
Secondo, è stato lo stesso Cavaliere a chiedere a Formigoni di spendersi in campagna elettorale in tutta Italia. E una ragione giusta c’era. Perché, prima cosa, occorreva qualcuno che dopo le roboanti dichiarazioni di “anarchia etica” del leader, girasse l’Italia per tranquillizzare i cattolici. Specie al Sud, dove infatti il governatore si è speso per spiegare che Berlusconi non avrebbe seguito una politica di indifferentismo etico. E, ecco il secondo motivo della missione formigoniana per conto del Pdl, per ripetere all’elettorato meridionale il comandamento che non è Bossi il capo. E che l’esperienza di federalismo della Lombardia non è all’insegna della secessione, ma della solidarietà. Cose di cui Formigoni ha comiziato dalla Puglia alla Sicilia, rilasciando interviste dal Messaggero di Sant’Antonio a Famiglia Cristiana.
Terzo. La famosa sera del predellino, insieme al Cavaliere che annuncia da piazza San Babila la nascita del nuovo soggetto unitario, c’è solo Formigoni oltre che le aficionade Brambilla e Gelmini. Mentre i colonnelli di An, oggi molto premiati in poltrone governative, subito dopo l’annuncio esplosero in indignazioni e, ricordano i maligni, indissero a piazza San Babila un presidio per respingere la “provocazione” berlusconiana.
Quarto, quando dopo la sconfitta del 2006 il Cavaliere cadde in un’abulia che qualcuno si spinse a definire addirittura depressione, fu il solito Formigoni a convincere i capi del Meeting di Rimini a invitare il Cavaliere. E fu proprio al Meeting che Berlusconi lanciò i circoli della libertà invitando i ciellini a sostenere la buona battaglia.
Quinto, dopo aver abbracciato la svolta verso il Pdl, è Formigoni che insieme alla Rossa di Calolziocorte parte lancia in resta per la campagna elettorale e mette a disposizione la sua rete di Progetto Italia. Una bella dote di ottocento amministratori per i quali Silvio ringrazia sentitamente il suo “Roberto”. Poi, però, passata la festa…
«Abbiamo sorprese in serbo»
Di qui l’ira di Formigoni e dei suoi estimatori. I quali, se da una parte (come la nostra) sono felici di riaverlo a Milano, dall’altra (come il popolo lombardo che da quindici anni lo vota esprimendo livelli di consenso senza paragoni in Italia) non comprende le ragioni di un suo mancato coinvolgimento nella politica nazionale. Una cosa è certa, dicono nel suo entourage, «se pensano che qui in Lombardia siamo buoni e pure un po’ fessi, si sbagliano di grosso. Sconti al governo di Roma non ne faremo. Come è stato con Prodi e con tutti i governi precedenti anche Berlusconi sperimenterà molto presto le sorprese che ha in serbo la Lombardia». Una minaccia? «No, saranno sorprese belle. Almeno per i lombardi».
Inserito da cgianu il 23 Maggio 2008 - 12:53pm
Buongiorno a tutti,
non so bene come giudicare l'attuale situazione, e poi non sono nemmeno della Lombardia.
Ma mi sembra normale che anche fra i ciellini ci siano posizioni diverse e dissonanti.
Quello che secondo me è veramente inutile però è litigare fra di niu.
Per questo da quello che mi sembra di vedere la posizione di Formigoni è veramente una forza, perchè è riuscito a non cadere nel trucchetto del cinismo e dei soliti giochetti di potere per portare avanti comunque una cosa positiva che non è solo una reazione alla circostanza, ma è creativa.
E per questo mi sembra assolutamente da cogliere la provocazione data da Tracce di maggio, "non voltiamo pagina", cioè per come la capisco io, andiamo al fondo per noi, per la nostra vita, delle ragioni della mobilitazione (più o meno grande) che abbiamo avuto al tempo delle elezioni.
Per un lavoro che continui su di noi, per crescere anche nelle altre dimensioni della vita, senza lasciarci vivere addosso tutte le circostanze, dal lavoro, che di solito subiamo, alla malattia, che di solito malediciamo, agli amici, che di solito diamo per scontato che ci siano, e invece non è così, e così via.
Buona lotta contro il niente a tutti!
Inserito da Martina76 il 18 Maggio 2008 - 3:38pm
E bravo Direttore! Sei caduto giù dal pero?
Sono un'umile CLina della base, che mai ha sopportato e digerito il sostegno del movimento a Forza Italia (veramente non ho mai tollerato neppure la vicinanza al PSI...), ricettacolo del pensiero massonico e piduista, a partire dal suo leader Berlusca, sdoganato nanti le gerarchie cattoliche proprio da CL. Puoi immaginare come digerivo i tuoi sfottò durante l'ultima campagna elettorale indirizzati al leader del mio partito, l'UDC. Ed ora tu, il sito web CLino Clandestino, e persino la mente illuminata Baget Bozzo sulla Stampa scoprite l'acqua calda: non c'è spazio per i cattolici in politica, PD e PDL li hanno messi ai margini e premiato gli esponenti laici. Forse avevamo ragione noi, poveri sfigati elettori dell'UDC? A quando pubbliche scuse?
Martina
Inserito da onedrop il 16 Maggio 2008 - 10:28am
FORMIGONI DOCET.
"Buoni sì, ma fessi no".
Mi sono chiesto cosa potesse presagire questa frase citata quì sopra nell'articolo del Direttore, specie se abbinata alle sorprese preannunciate dall'entourage di Formigoni.
Ho trovato la risposta ieri, sui giornali: il nostro governatore chiederà lo Statuto Speciale per la Lombardia.
BEL COLPO. E TUTTI SE NE PRENDA NOTA, lombardi e non.
Qualcuno se l'aspettava? No. Non siamo di fronte ad un dilettante della politica, ma a qualcuno che sorprende per la carica di novità che riesce ad introdurre in un mondo dove tutto sembra sottomesso a ricatti e giochi di potere scontati.
E forse c'è qualcos'altro che bolle in pentola, riguardo ad una politica regionale che influenza quella nazionale (non potendo fare altrimenti in quanto costretti da circostanze politiche inaspettatamente avverse ed avendo vinto le elezioni).
Contradditoria ed inattesa invece una dichiarazione di Maurizio Lupi: la sua accettazione "fiduciosa" circa la mancata attribuzione di incarichi GOVERNATIVI, contrabbandata come la semplice obbedienza ad una richiesta del cavaliere, ancorchè capo del partito di appartenenza, non soddisfa affatto. Se non altro perchè incomprensibile al popolo. A Roma come si potrà incidere su educazione, cultura, sussidiarietà? Semplicemente vigilando sull'operato altrui? Questo è compito di chi perde le elezioni, non di chi le vince. E le elezioni si fanno per vincere. La politica non ci salva, ma le regole della politica valgono per tutti e le conosciamo.
Quindi ci si rispetti e non ci si racconti più balle. E si impari a comunicare meglio, o a tacere. FORMIGONI DOCET.
Inserito da annalisa il 15 Maggio 2008 - 4:40pm
caro salvatore, sei proprio fuori strada
Inserito da guido il 15 Maggio 2008 - 4:31pm
salvatore, lasciami spezzare una lancia in favore di federica. il tuo ragionamento non sta proprio in piedi proprio per la citazione evangelica che ci proponi. se il formigoni non tira fuori le palle, non cambierà mai nulla. quindi: o la va o la spiaccica (e non è un errore di battitura)
Inserito da Salvatore il 15 Maggio 2008 - 4:27pm
Cara Federica Antonini, è proprio questa la questione, di metodo, cruciale per i Nostri che fanno politica. Le scelte politiche, oggi più di ieri, usa le leve profonde dell'arte ricattatoria per ottenere ruoli di governo, incarichi e prebende. Questo è lo spettacolo a cui abbiamo assistito, sia nella formazione del Governo che in tantissime altre circostanze analoghe nelle piazze politiche d'Italia nelle quali siamo politicamente impegnati. Da sempre il conseguimento del bene comune richiede l'essere "puri come colombe e scaltri come serpenti". Perché la lotta è contro serpenti. Senza ideale convissuto i più pericolosi sono i serpenti più vicini. Salvatore Mereu, Cagliari.
Inserito da ugone il 15 Maggio 2008 - 4:11pm
bravo direttore, finalmente qualcuno che dice le cose come sono andate veramente
Inserito da annalisa il 15 Maggio 2008 - 4:02pm
invece mi pare, purtroppo che emaffei abbia ragione. purtroppo è la politica e non puoi farci niente, bellezza
Inserito da emaffei il 15 Maggio 2008 - 3:48pm
ma se continua così, finirà col fare il presidente della provincia a bolzano!
Inserito da federica antonini il 15 Maggio 2008 - 1:56pm
non sono d'accordo con emaffei. Roberto deve invece continuare a essere quel che è. forse non stavolta, ma alla lunga la sua buona battaglia la spunterà. in alto i cuori!
Inserito da emaffei il 15 Maggio 2008 - 1:42pm
cari ciellini, la verità è che se formigoni non cominicia a "ricattare" Berlusconi come i vari Fini, Tremonti, Brambilla... non otterrà mai nulla di nulla. voglio dire: pure Pizza s'è preso un sottosegretariato solo perché ha usato l'arma del ricatto... quand'è che il bravo formigoni impara a essere un po' più carogna?
Inserito da Salvatore il 14 Maggio 2008 - 9:48pm
Questa esclusione porta due notizie, una relativa ai desiderata dell'Imperatore, l'altra su quali vincoli ideologici si stiano preparando per gli spiriti liberi in Italia.
Considerato che, come dice Ferrara, il futuro di Formigoni è nelle sue mani, penso sia così anche per tutti coloro che stavano (stanno ancora?) dando credito al percorso politico nazionale del Governatore lombardo e dei suoi amici attraverso Rete Italia.
La difficoltà di questi tempi non mi pare nella poca scaltrezza nel difendere il diritto ad un posto di potere, che anni di buona prassi amministrativa avrebbero dovuto portare loro in dote, ma nel non sapere leggere nella circostanza ciò che l'appello all'unità dei ha conferito loro, ovvero una responsabilità politica, culturale e di gestione diretta del potere in nome e per conto di tutti coloro, a partire da chi è più prossimo, che dando credito a loro non hanno votato Ferrara o altri.
In politica si sa, le promesse per il futuro non solo valgono per gli sciocchi, ma sono un'offesa all'intelligenza dell'ultimo degli amici al quale ho personalmente chiesto di votare per Berlusconi.
Ci attende una grande responsabilità perché "la democrazia o sarà cristiana o non sarà", tertium non datur.
A partire dalla legge elettorale, dal ripristino delle preferenze e dalla difesa delle prossime candidature nel territorio nazionale (non solo in Lombardia...).
Cordialità.
Salvatore Mereu
Cagliari
Inserito da Saidor il 13 Maggio 2008 - 10:28pm
Innanzi tutto complimenti al Direttore perché non ha paura di riconoscere l’evidente realtà: ci hanno gabbato (ed aggiungo per l’ennesima volta). Non si generalizza il giudizio come si trovano Tracce su altri mensili. Ora è importante capire perché, se è così evidente che il peso del seguito di Formigoni ha permesso la tenuta di FI in Lombardia, gli altri partiti come la Lega e AN sono passate prepotentemente all’incasso dei successi ottenuti in altre regioni e noi no?
Certo queste forze hanno potuto dimostrare il loro peso: la Lega per come ha corso nella tornata elettorale e AN per l’esito del risultato nell’elezione del sindaco della capitale dove ha sostenuto gran parte dello sforzo.
E noi? quanto pesiamo? Certo con la presente legge elettorale non c’è possibilità di veroificarlo. Ma quando fu varata non ho udito forte e chiara la voce dei nostri eletti in parlamento che si batteva per l’inserimento del voto di preferenza! Da qui una lezione: mai barattare i principi fondamentali con interessi temporanei dovuti a tattica politica. Attenzione che i risultati conseguiti in Lombardia, seppur importanti, sono parziali, non estesi a tutto il paese e soprattutto non consolidati basterà veramente poco a spazzare via tutto.
Inserito da ciccio il 13 Maggio 2008 - 11:46am
qualcuno sa dire se nominare portavoce di FI questo personaggio è un insulto ai cattolici di forza italia o no? io direi proprio di sì:
Capezzone voce di Fi, Avvenire insorge
Il quotidiano dei vescovi contro l'ex radicale: «Nomina allarmante: è colpo ai valori cattolici»
Daniele Capezzone (Ap)ROMA - Dura presa di posizione del quotidiano dei vescovi, L'Avvenire, contro la nomina, da parte del coordinatore di FI, Denis Verdini, di Daniele Capezzone a portavoce di Forza Italia. L'ex esponente radicale viene descritto come «impegnatissimo in una lotta senza quartiere contro la legge 40» e poi si sottolinea: «Il partito azzurro, proprio mentre si avvia a confluire nel PdL, si ritrova a mostrare di colpo un volto (Verdini) e una voce (Capezzone) inediti, inattesi e, su un piano politico-culturale, spiazzanti. Scelte che, anche alla luce delle ultime analisi sui flussi di voto, appaiono ostentatamente diverse e dissonanti rispetto alle convinzioni di tantissimi elettori, soprattutto cattolici, della prima forza del centrodestra. È davvero strano. E, fino a prova contraria, è allarmante».
Inserito da Tiber il 11 Maggio 2008 - 4:47pm
Qui in romagna un po' di delusione c'è, abbiamo volantinato la notte per fare in modo che i nostri amici potessero "crescere" , perchè amiamo un certo modo di essere , amiamo la Chiesa, amiamo il bel vivere , che non è fatto solo di un pranzetto al ristorante , ma è quello degli esercizi, delle Tombole per l'AVSI, nei raduni, nelle parrocchie , dietro all'organo o vicino agli altari, con i nostri figli che ci seguono , anzi , oggi avanzano inorgogliti della fede preziosa che rende sicuri i loro passi. Non credo che non essere presenti nel Governo significhi un sogno distrutto, mi viene in mente la vecchia Dc dell' aborto e del divorzio, guardiamo con fiducia e staremo a vedere , ma saremo comunque sempre attenti,e uniti come sempre.
Inserito da marcello il 10 Maggio 2008 - 7:53pm
Quanto accaduto dopo le elezioni deve far riflettere. Spero che questo venga fatto.
Dopo aver impostato una campagna elettorale sul buon governo della Lombardia, sui suoi uomini, passate le elezioni lo si dimentica e quel che è peggio nel nuovo governo non viene messo nessuno che ci rappresenta . Non c'è Formigoni, non c'è Lupi.... ci sono invece Carfagna, Rotondi, Prestigiacomo...
Si tratta di una sconfitta senza attenuanti.
Ma meno male che c'è lui che fa tutto, sa tutto dispone tutto!!!
Almeno quelli che hanno rischiato e sono andati da soli hanno salvato la faccia.
Marcello
Inserito da lycopodium il 9 Maggio 2008 - 6:29pm
Non sarà il caso di lasciare la casa del padre-padrone?
Inserito da brolto il 8 Maggio 2008 - 3:14pm
Sarà come dice il grande LA, ma la sensazione di averlo preso in quel posto non viene meno, anzi... e cosa dire ai tanti che non volevano votare, o che volevano votare lega o udc ma che poi si sono lasciati convincere a mandare a Roma il miglior rappresentante del modello lombardo? Secondo voi mi ascolteranno ancora? Poche storie, se il buongiorno si vede dal mattino l'osannato Berlusca sta buttando alle ortiche il messaggio chiaro che il popolo italiano ha lanciato il 15 aprile. Ma come sappiamo, il volere del popolo conta solo per vincere, dopo di ché, pensi a bere il caffé e a dare la caccia alle farfalle. A chi ama la res pubblica verrà mozzata la mano.
Inserito da onedrop il 7 Maggio 2008 - 11:32am
La sussidiarietà è un bene per tutti, non solo per la Lombardia. O no?
La politica che il governatore lombardo ha saputo realizzare - oltretutto trasversalmente - ne è intrisa ed è l'unica che può rimettere in sesto le regioni più disastrate ed inefficienti, specie nel centro-sud. Ed è la miglior dimostrazione che si può fare politica così, si può fare il bene della gente.
Nessun interesse per cariche onorifiche, ma poter generare SUSSIDIARIETA' PER L'INTERO PAESE, da subito.
Non è una questione di potere, ma di bene comune.
Coraggio, Cavaliere, coraggio.
Davvero vuole presidiare la Lombardia con Formigoni? Ok.
Davvero vuole dei tecnici ove ne valga la pena? Ok.
Davvero ci saranno sorprese? Ok.
Provi allora a fare una telefonata al professor Vittadini, che anche lui un pò se ne intende, e gli offra - fiducioso -un nuovo ministero, quello appunto della SUSSIDIARIETA'.
Ci pensi bene, perchè non tradirebbe le attese.
Diversamente come non pensare che qualcuno ha interesse a che tutto resti così com'è?
Inserito da Luigi Brambilla il 6 Maggio 2008 - 2:19pm
Meglio stare in Lombardia e lavorare ancora tanto(ancora più concretamente)sui temi sbandierati da tutti ovvero sussidiarietà e federalismo fiscale evolvendo ancora il modello Lombardo; in questo ambito si potrà incalzare il Governo centrale su un terreno molto familiare al Governatore che si appoggia ad un "team" eccellente. Come faranno i "Romani" a smentire tutto ciò che si è detto in campagna elettorale dove i temi sopracitati sono stati sbandierati come l'oggetto del desiderio nell'interesse del popolo? In fin dei conti si è più vicini al popolo lavorando quì, nel motore intellettuale e produttivo dell'Italia che presiedere una assemblea Senatoriale dove si certificano decisioni prese altrove. E forse pensando anche al potere vero e proprio non c'è proprio paragone. A meno che il Governatore non sopporti più l'aria umida e fredda di Milano e preferisca il ponentino e le belle primavere ed estati romane.
Inserito da onedrop il 6 Maggio 2008 - 11:53am
E bravo il nostro Direttore !
Finalmente qualcuno che, a squadra di governo ufficialmente non ancora comunicata, ha il coraggio di affrontare la delusione che serpeggia tra i tanti che hanno sognato il modello lombardo a Roma e che da 30 anni e più sembrano sempre votati al sacrificio. Ma ancora per quanto?
Bello anche aver citato il meeting 2006, tanto per non dimenticare.
Ma anche il Cavaliere è bene non dimentichi: non si presenti al Meeting 2008 se - nel frattempo - non avrà dato adeguato spazio nel governo alla SUSSIDIARIETA' ed a chi la sostiene.
Credo infatti che se non arriverà presto una bella sorpresa sarà difficile per tutti, da domani, avanzare pretese di credibilità o fiducia per le prossime occasioni.