Google+

Prezzi astronomici, curve vuote e appelli video. Tifosi addio

ottobre 3, 2012 Emmanuele Michela

Ieri a Torino c’erano 11mila seggiolini vuoti. Il tutto esaurito è a rischio anche per il derby meneghino di domenica. E in Serie B si viaggia su medie di 2-3mila spettatori. Viaggio nella crisi del tifo, tra pay-tv e tessere del tifoso.

L’immagine dello Juventus Stadium mezzo vuoto per il suo esordio ufficiale in Champions League di ieri è una cartolina che consegna violentemente all’Italia un problema: quello dell’affluenza dei tifosi, in netto calo non solo a Torino. La protesta della tifoseria bianconera è spiegabile con le politiche societarie sui prezzi dei biglietti (il settore più popolare era in vendita a “solo” 40 euro), ma un video apparso sul web nei giorni scorsi rilancia il problema, coinvolgendo altre due grandi squadre: è quello che il Milan ha pubblicato sul suo sito internet, lanciando un appello al suo pubblico, perché si presenti numeroso alla sfida di domenica sera, il derby contro l’Inter. 55mila sono i biglietti che, ad oggi, la dirigenza ha staccato tra abbonamenti e vendita diretta: cifra bassa, ben lontana dal tutto esaurito che sempre ha fatto rima con la stracittadina meneghina, e per la quale va a parziale scusante il pessimo stato di forma della squadra di Allegri.

LE CAUSE. Che la gente appassionata di gradinate e seggiolini sia in forte calo non è notizia di oggi: il crollo delle affluenze è una costante degli stadi italiani ormai da un po’ di anni, e c’ha pensato l’istituto di ricerca Demos-Coop a dare tratti chiari a questa crisi. Il calcio italiano deve registrare un calo del tifo del 13% negli ultimi tre anni, stando ai dati pubblicati dall’indagine uscita solo 2 settimane fa. Tra tabelle e torte percentuali, c’è un dato che fa molto riflettere: è relativo alla proporzione di tifosi amanti dello stadio, pari solo al 23%, contro il 53,5% di chi segue lo sport tramite piattaforme televisive a pagamento e il 64,7% di chi lo guarda in chiaro. Sono numeri che evidenziano una delle ragioni: l’aumento di soluzioni comode e, talvolta, anche economiche per seguire gli eventi tramite la tv. Se posso guardarmi la partita comodamente da casa, seduto sul mio divano, con immagini in HD, inquadrature svariate, audio d’eccellenza, perché farsi lo sbattimento di andare allo stadio?

LA DIFFICILE VITA DA STADIO. La verità è che andare allo stadio è qualcosa che costa sempre più fatica. Ieri l’ingresso alla curva dello Juventus Stadium costava 40 euro, 90 il tagliando dei distinti, mentre gli abbonamenti annuali allo stadio bianconero sono cresciuti da 275 euro a 350: il botteghino ride sì, perché ieri la Juve ha tirato su 1.515.836 euro (il quinto incasso di sempre) ma a farne le spese sono i supporters più semplici e “popolari”, quelli che magari allo stadio ci sono andati sempre e ora, metteteci anche per la crisi economica, tutti quei soldi da spendere non ce li hanno. E se vogliamo estendere il fenomeno a tutta Italia, non è che i numeri siano confortanti: la crisi del calcio italiano orfano di top player e prestigio europeo motiva solo in parte il crollo di biglietti e abbonamenti, così come i recenti scandali extra-sportivi esplosi quest’estate. Pochi club sono esenti da questo crollo: la Serie B, se si esclude il caldissimo Bentegodi di Verona, viaggia ormai su medie di 2-3 migliaia di presenti ogni domenica, a San Siro domenica sera per il match tra Inter e Fiorentina c’erano poco più di 41mila tifosi, metà dello stadio. Non si può fare a meno di farsi domande sull’efficacia della tessera del tifoso, osteggiata ancora da tante curve, così come non si può fare a meno di farsi domande su quali siano i veri interessi dei club, più preoccupati degli accordi economici con le pay-tv che di venire incontro ai propri tifosi. Certo, è comprensibile l’importanza che si dà a questi guadagni (inutile è, se no, continuare a piangere perché il nostro pallone è bistrattato da tutto il mondo) ma almeno un tentativo per trovare un compresso andrebbe fatto. Altrimenti dobbiamo abituarci a vedere stadi vuoti. E sai poi che spettacolo noioso alla tv…

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. Mauro scrive:

    Andavo allo stadio, tifavo una squadra, spendevo e finanziavo (con affetto) il mondo del calcio…
    La mancanza di modelli umani, culturali, l’incapacità di pulire un mondo sempre al limite del lecito, l’arroganza di quattro ragazzini pieni di soldi che dovrebbero essere solo grati di quello che fanno, discussioni sul nulla, bla bla bla continui me lo hanno fatto diventare alieno, distante… pensavo di essere solo; forse sono in buona compagnia.
    Orgoglio, fiducia, umanità, esempio, coraggio… non sono le virtù dei campioni?
    Mauro

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana