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Preti alla macchia. «Non si diventa sacerdoti per fuggire dall’Africa»

febbraio 3, 2017 Rodolfo Casadei

Settantotto religiosi spariti nel nulla. il sacerdozio, dice un vescovo della Costa d’Avorio, non deve essere solo un “trampolino” per andarsene

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Non tutto è oro quel che luccica. Si potrebbe anche riassumere così il messaggio che il vescovo cattolico di Yamoussoukro, capitale della Costa d’Avorio, ha voluto trasmettere con la sua omelia per l’ordinazione di otto sacerdoti settimana scorsa nella cattedrale di sant’Agostino (da non confondere con la basilica di Nostra Signora della Pace, fatta erigere nella stessa città di Yamoussoukro dall’allora presidente Felix Houphouet-Boigny, copia esatta della basilica di San Pietro a Roma e del suo colonnato). Più delle felicitazioni del vescovo agli ordinandi per la radicalità della loro scelta vocazionale, segno della libertà di chi rinuncia al potere, ai beni materiali e alla giovinezza stessa per amore di Cristo, ha fatto notizia la sua affermazione che 78 sacerdoti di recente ordinazione appartenenti a due diocesi africane risulterebbero alla macchia. Avrebbero sfruttato gli ordini sacri per darsi agli affari e viaggiare all’estero. In questi termini riporta l’intervento di monsignor Marcellin Yao Kouadio il sito linfodrom: «Purtroppo molti africani considerano sempre meno la loro vita in termini di libertà, di dignità e di onore», avrebbe detto. «Ne è prova il numero impressionante di candidati all’emigrazione, giovani e adulti. Sì, gente che vuole andare in Europa, negli Stati Uniti o in Canada per godere i frutti del lavoro laggiù. Questo fenomeno sta interessando anche i membri del clero e delle congregazioni religiose. Molti cercano di andare a esercitare il loro ministero o apostolato in un paese dell’abbondanza, per una questione di beni materiali e di prestigio. Ci sono due diocesi, qui in Africa, che hanno l’una 25 e l’altra 53 preti che sono svaniti nel nulla, in totale 78 preti».

Con 66 seminaristi maggiori ogni 100 sacerdoti in attività, l’Africa è il continente numero uno per vocazioni sacerdotali della Chiesa cattolica. L’Europa è ormai fanalino di coda, con soli 10 seminaristi ogni 100 sacerdoti. Pure le Americhe appaiono in difficoltà, con 28 seminaristi ogni 100 sacerdoti. Secondo quel che scrive l’Annuario pontificio nel 2014, ultimo anno per il quale si dispone di dati completi e aggiornati, il numero dei seminaristi maggiori è diminuito in tutto il mondo rispetto al triennio precedente tranne che in Africa, dove è aumentato del 3,8 per cento. Ovviamente l’Africa è anche il continente col maggiore incremento del numero dei sacerdoti, che fra il 2005 e il 2014 sono cresciuti del 32,6 per cento, mentre in Europa diminuivano dell’8 per cento nello stesso arco di tempo. Monsignor Yao Kouadio, che fu ordinato sacerdote nel 1990 e che è stato consacrato vescovo nel 2009, mette in guardia dai facili entusiasmi per il perdurante boom africano delle vocazioni e richiama il problema della loro qualità: «Il sacerdozio e la vita religiosa non devono essere un trampolino per fuggire dall’Africa, nostra madre, perché essa è povera. A immagine di Gesù Cristo, siete chiamati ad amare la Chiesa, particolarmente la Chiesa che è in Africa. Vi esorto, come raccomanda l’apostolo Paolo nella lettera ai Galati, a camminare secondo l’impulso dello Spirito Santo. Prendete la santità a modello di vita».

Foto da Shutterstock

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