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Presidenziali Usa, Santorum e Romney si danno appuntamento al Super Tuesday

marzo 1, 2012 Benedetta Frigerio

Con la vittoria in Michigan e Arizona Romney torna a respirare ma il 6 marzo dieci stati esprimeranno le loro preferenze e la vera partita si giocherà in quel frangente. Finora 145 sono i delegati per l’ex governatore del Massachusetts, 82 quelli di Santorum: la sfida continua.

 

È stato sconfitto eppure quando è salito sul palco l’eccitazione era visibile e non aveva nulla a che vedere con la facciata politica. Rick Santorum sembrava un bambino davanti ai suoi sostenitori: «Wow! – ha detto – fino a un mese fa qui nessuno sapeva chi fossimo, ora lo sanno! Devo ringraziare tantissime persone per il risultato straordinario che mi hanno aiutato a raggiungere. Sono arrivato qui, a casa del mio rivale, e molti mi dicevano di lasciar perdere, perché qui non avrei mai avuto chance. Invece il popolo del Michigan ha guardato il cuore dei candidati e ha scelto. A queste persone dico: “Vi voglio bene anche io”. Santorum ha perso per soli tre punti (37,9 per cento contro 41,1) in casa dell’avversario Mitt Romney, che nel 2008 aveva invece stracciato lo sfidante John McCain. Non solo, in questo stato il sistema con cui vengono ripartiti i delegati è proporzionale ai distretti. E su 30 delegati ne vengono distribuiti solo 22 (8 verrano distribuiti più avanti). Perciò, in quanto a numeri, i concorrenti sono in sostanziale pareggio, dato che entrambi hanno guadagnato 11 delegati. Mentre in Arizona, come previsto, il candidato mormone ha vinto con un margine ampio (47 per cento contro i 26 di Santorum) guadagnando tutti e 29 i delegati, come previsto dal vigente sistema maggioritario. 

Adesso per l’ex governatore del Massachusetts i delegati totali salgono a 145, mentre l’italo-americano è a quota 82. Gli altri sfidanti sono molto indietro, Gingrich è fermo a 29 delegati e Ron Paul a 18. L’editorialista del New York Times Jim Ruttenberg, dopo il voto, ha riassunto l’analisi della stampa nazionale e internazionale: «Rick Santoum nei suoi continui testa a testa e sopratutto nell’ultimo, ha fatto emergere con evidenza quanto debole sia Mitt Romney tra la base conservatrice del partito repubblicano». La vittoria risicata in Michigan è infatti segno che tutti gli evangelici sono dalla parte del candidato cattolico. In centinaia si sono radunati a pregare per Santorum nei giorni del voto: «Che Dio lo sostenga – ha chiesto il pastore della loro chiesa – che Dio ci dia un presidente che ama il nostro paese. Ti ringraziamo padre per il dono di Rick». Ora la prossima partita si gioca nei 10 stati del Super Tuesday il prossimo 6 marzo e per Romney si fa ancora più dura. Già perché qui i conservatori, gli evangelici e il movimento del Tea Party contano molto. In questi stati l’altro rivale Newt Gingrich ha concentrato tutta la sua campagna elettorale, anticipando i due front-runner di due settimane. La cosa potrebbe sottrarre voti a entrambi ma è più probabile che la cresciuta credibilità dell’italo-americano fra i conservatori sfavorisca nettamente Romney. Fra gli stati del Super Tuesday c’è l’Ohio, fondamentale per l’alto numero di delegati (66) e per il significato cruciale che ha sempre avuto nelle elezioni presidenziali. L’ultimo sondaggio del New York Times, che fa una stima sulla base delle proiezioni più importanti e recenti, dice che Santorum è al 37,9 per cento delle preferenze, mentre Romney è al 30,8. L’ex senatore è primo anche in Oklahoma (con 23 punti di vantaggio su Romney) e in Tennessee (con 20 punti). In Georgia, stato con più delegati di tutti (76), Gingrich è invece primo con il 39,5 per cento delle preferenze. Dietro di lui c’è Santorum (27,1), mentre Romney è terzo (22).

Ma in Georgia lo sfidante mormone si è già rimboccato le maniche spendendo un milione di dollari in messaggi radiofonici e televisivi, perciò la possibilità di recuperare sul secondo favorito è ancora reale. Del resto Romney è ancora il più probabile tra i vincitori, essendo davanti in Vermont e probabilmente anche in Massachusetts dove è stato governatore. Ma è in Ohio dove il testa a testa del Michigan si ripeterà, vista anche la fortuna spesa dal supporter milionario di Santorum, Foster Friess. 528 mila dollari spesi, pochi forse rispetto ai 3 milioni di Romney, ma comunque sufficienti per consentire all’italo-americano di ottenere la visibilità necessaria per dimostrare di essere il vero leader della middle class e dei conservatori e rimanere in gara.

twitter: @frigeriobenedet

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